lunedì, Settembre 27

La Cina sulla questione del Mar Cinese Meridionale

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Il numero dei Paesi che supportano la Cina, sulla questione del Mar Cinese Meridionale, cresce sempre di più. Mentre, Sierra Leone, Kenya e Zimbabwe hanno recentemente annunciato il loro sostegno, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha spiegato come l’arbitrato stia influenzando le relazioni internazionali e ha detto:«Apprezziamo questi paesi per la loro comprensione su cosa è giusto e sbagliato e apprezziamo la loro fiducia nella giustizia».

Lu Kang, ha ribadito, ancora una volta, la posizione della Cina sulla questione: «La cosiddetta ‘questione del Mar Cinese Meridionale’ è un problema tra la Cina e i paesi costieri del Mar Cinese Meridionale». Dunque, le rivendicazioni sulla zona marittima, secondo la Cina, devono essere risolte tra la Cina e i Paesi costieri direttamente coinvolti, non sul tavolo internazionale, come invece vorrebbero le Filippine.

Ma facciamo il punto della situazione: da decenni, in questa zona marittima, si intrecciano rivendicazioni totali e parziali che creano non poche dispute. Da un lato, la Cina rivendica il controllo dell’80% del Mar Cinese Meridionale, fondamentale per avere porta di accesso e di uscita dell’import/export cinese. Pertanto la leadership cinese si è opposta all’internazionalizzazione della questione Mar Cinese Meridionale fin dall’inizio, persistendo nella soluzione delle dispute con negoziati bilaterali. D’altro canto le Filippine, ignorando la proposta di accordi bilaterali sulla questione marittima, hanno unilateralmente deciso di portare la questione di fronte alla Corte permanente arbitrale dell’Aia. La questione è sempre più complessa e sta diventando un problema internazionale, soprattutto a livello commerciale, da cui non sono esclusi nemmeno gli USA. A tal proposito, Lu Kang ritiene che in questi ultimi anni, alcuni paesi abbiano deliberatamente prodotto tensioni nella regione per trarre il proprio beneficio.

(Video tratto dal canale Youtube: CCTV Africa)

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