martedì, Ottobre 19

La Cina rallenta la sua crescita

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La crescita economica cinese, secondo quanto annunciato dal Governo di Pechino, nel 2015 rallenta al 6,9%, trascinando la crescita annuale al livello più basso in 25 anni e confermando la perdita di slancio di tutte le attività. Tutto ciò avviene nonostante l’impegno nel settore dei servizi che l’anno scorso, per la prima volta nella storia del Paese, costituiva oltre la metà del Prodotto interno lordo.

Secondo il dipartimento nazionale di Statistica della Repubblica Popolare Cinese, un simile rallentamento era stato registrato nel 1990, quando la Cina subì le sanzioni internazionali a seguito del massacro di piazza Tienanmen.

Il Governo di Pechino sta già attuando dal 2014 una serie di riforme finanziarie, ma per il Paese sarebbe fondamentale favorire la domanda interna, per affidarsi in misura minore alle esportazioni e risentire meno delle flessioni economiche degli altri Paesi. La Cina sta infatti vivendo ora una fase di transizione, da gigante economico fondato prettamente sull’esportazione e sui grandi investimenti per le infrastrutture, a economia che si sostiene autonomamente grazie ai consumi interni e agli investimenti privati. Ma i tentativi finora compiuti dal Governo in questa direzione, non sono stati molto validi.

 

 

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