martedì, Settembre 28

La Cina è troppo vicina Opinione diffusa tra i Paesi Membri: bisogna fare fronte comune sul tema delle dispute territoriali

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Cina asean contenzioso

Bangkok – L’ASEAN deve continuare a far pressione affinché la Cina accetti il comune Codice di Condotta nel Mar Cinese Meridionale, nonostante le situazioni di conflittualità varie in essere e nonostante lo stallo dei negoziati sulla materia. Questi gli esiti di un incontro tenutosi nella giornata di ieri tra esperti di caratura internazionale.

Gli scontri recenti tra mezzi marittimi cinesi e vietnamiti nelle acque ferocemente contese dell’Arcipelago delle Isole Paracel non hanno fatto altro che esacerbare ulteriormente il clima di tensione tra la Cina e l’intero blocco dei 10 Paesi Membri ASEAN nel corso del mese scorso.

“Tutto ciò dimostra il fatto che la regione ha bisogno di un Codice di Condotta, in modo da evitare che un qualsivoglia altro mezzo marino possa essere considerato off limits e un Codice di Condotta potrebbe essere anche utile a prevenire dispute territoriali che sfocino poi in situazione di aperta conflittualità”, ha avuto modo di affermare il Dottor David Arase, un professore del Centro per gli Studi Cinesi e Americani Hopkins-Nanjing.

La Cina reclama la sovranità in più dell’80 per cento del Mar Cinese Meridionale – sede di numerose rotte di navigazione strategiche e potenziale contenitore di vaste risorse naturali – ma va così naturalmente contro le sovranità reclamate da numerosi Paesi Membri ASEAN in primis il Vietnam, le Filippine, la Malaysia e il Brunei. In special modo Vietnam e Filippine sono state le situazioni più critiche per la cinesizzazione militarizzata delle dispute nella loro interezza, con Manila che ha presentato persino un esposto ufficiale presso la Corte Internazionale in un contenzioso di Diritto per risolvere la controversia marittima e definire una volta per tutte la giurisdizione delle acque.

Nel frattempo, gli altri Paesi che reclamano anch’essi chiarimenti in termini di sovranità ovvero Brunei e malaysia sono stati il più delle volte alquanto silenti, preferendo non dare troppo clamore alle proprie critiche nei confronti delle mosse cinesi.

«Gli altri Paesi che chiedono chiarimenti sulla sovranità marittima e territoriale osservano le cose con grande interesse. Sotto la guida ASEAN del Brunei lo scorso anno tutti si sono ritrovati d’accordo nel voler procedere a fissare un Codice di Condotta con la Cina e ciò dimostra che vi è ampio sostegno –non solo tra i richiedenti ma tra tutti i Paesi Membri ASEAN- per coinvolgere la Cina in un processo di risoluzione pacifica delle dispute», ha aggiunto il Dottor David Arase.

Sebbene la Cina abbia mostrato di voler accordarsi sul negoziare con l’ASEAN su un Codice di Condotta comune, negoziati formali veri e propri non sono ancora cominciati, dopo più di un anno dal giorno in cui entrambe le parti hanno affermato di voler procedere su questa strada. «E’ difficile negoziare ma credo nessuno sia in disaccordo sul fatto che vi sia necessità di procedere lungo questo cammino», ha aggiunto il Dottor David Arase.

Il Codice di Condotta vincolante si ritiene debba sostituire la non-vincolante Dichiarazione di Condotta tra le Parti nel Mar Cinese Meridionale DoC, linee guida che Cina e ASEAN hanno pronunciato il proprio accordo comune ormai dodici anni fa. L’opinione del Brunei, del suo Ministero della Difesa che ha trovato parole nella bocca del Dottor David Arase così come va diffondendosi sempre più all’interno dell’intera ASEAN è quella che se l’ASEAN fa fronte comune e parla con voce unica nei confronti della Cina vi può essere l’unica strada dove realmente procedere a negoziare sulla annosa e penosa questione delle dispute territoriali e marittime in quello che la Cina chiama Mar Cinese Meridionale.

 

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