martedì, Settembre 21

La Cina cambia il mondo

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Cina in fase di cambiamento

La trasformazione da un modello economico basato sull’esportazione a un modello basato sul consumo potrebbe essere descritto come trasformarsi dalla Germania agli Stati Uniti, ed è così che la Cina ha tentato di riprodurre alcuni dei vantaggi dell’economia statunitense. Uno di questi è la posizione dominante del dollaro americano nel commercio mondiale, il che significa che i consumatori americani possono permettersi di indebitarsi e che la domanda globale di dollari ritarderà il momento in cui questi debiti dovranno essere ripagati.

Pertanto la Cina ha cercato di far crescere l’impiego dello yuan a livello internazionale, facendo grandi passi avanti. Il prossimo step prevede l’elezione dello yuan a valuta del Fondo Monetario Internazionale o Diritto Speciale di Prelievo. Tuttavia il FMI afferma che la Cina dovrebbe liberalizzare la sua valuta per passare alla fase seguente. Il FMI prende la decisione ogni cinque anni, di cui una prevista nel novembre di quest’anno, posticipata ad ottobre 2016.

La Cina sta tentando di passare da un modello economico basato sull’esportazione, sul modello della Germania, a un modello basato sul consumo interno, più simile al sistema statunitense.

Nel frattempo il legame con il dollaro ha supportato la strategia cinese in quanto il rafforzamento del dollaro negli ultimi due anni ha permesso allo yuan di crescere in parallelo, rispetto alle instabili valute mondiali, rafforzando il consumatore cinese e favorendo questo passaggio. Tuttavia la bassa domanda globale non ha creato un terreno fertile per tale cambiamento e la crescita è stata instabile, scendendo quest’anno al 7%.
La corsa verso un’economia basata sul consumo è rischiosa e le esportazioni necessitano di stabilità – e strategie come la presenza di una valuta di riserva – per permettere la crescita del consumatore cinese. Quando il numero delle esportazioni del mese di luglio ha rivelato un crollo dell’8.3% rispetto all’anno scorso, tutti i segnali hanno portato a pensare a una perdita di controllo che da un lato avrebbe soddisfatto il FMI, dall’altro avrebbe aumentato il numero delle esportazioni se la valuta cinese avesse continuato ad indebolirsi come molti si aspettavano.

 

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