mercoledì, Dicembre 1

La Chiesa di Francesco oltre la Muraglia Il cristianesimo in Cina è in via di sviluppo, ma è una religione vista ancora come straniera

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Ancora oggi il cristianesimo è una religione minoritaria in Asia, spesso vista come straniera, ma per la Chiesa il messaggio evangelico è per tutti i popoli, al di là delle culture, delle resistenze e delle tradizioni più o meno millenarie. Non esistono popolazioni dimenticate da Dio: nel 1981, all’inizio del suo pontificato, Giovanni Paolo II, durante l’incontro con le comunità cattoliche cinesi in Asia, volle sottolineare tutto ciò con la forza della semplicità e dell’immediatezza: «Sono sicuro che ogni cattolico, all’interno delle vostre frontiere, contribuirà pienamente alla costruzione della Cina, perché un vero fedele è anche un onesto e buon cittadino. Un buon cattolico cinese opera lealmente per il progresso della nazione, osserva gli obblighi di pietà filiale verso i genitori, la famiglia, la patria. Non vi e perciò opposizione o incompatibilità nell’essere contemporaneamente vero cristiano e autentico cinese».

La Cina e la Chiesa cattolica sono due tra le più antiche istituzioni viventi del mondo: l’inculturazione della fede è un fenomeno che richiede secoli e cautela, impossibile da ridurre ad un semplice adattamento. La comunità cristiana in Cina è in via di sviluppo, e prima o poi esprimerà la propria esperienza cristiana in forme originali, all’ombra delle proprie antichissime tradizioni. Due individui si incontrano, ne generano un altro: rispettandosi a vicenda permettono al terzo di crescere e sviluppare la propria identità; una sfida dal sapore familiare, ma tutt’altro che semplice.

Crisi e problemi sono sempre dietro l’angolo; Benedetto XVI ha insistito su questo punto. Nella ‘Lettera ai vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica popolare cinese’, del 27 maggio 2007, affrontando la spinosa questione delle nomine episcopali, afferma che «L’attuale Collegio dei vescovi cattolici della Cina non può essere riconosciuto come Conferenza episcopale dalla Sede apostolica: non ne fanno parte i vescovi clandestini, cioè non riconosciuti dal Governo, che sono in comunione con il Papa; include presuli che sono tuttora illegittimi, ed e retta da statuti, che contengono elementi inconciliabili con la dottrina cattolica».

Papa Francesco, venuto dall’America Latina, sta per tornare in Vaticano: qualche giorno ancora e si penserà inevitabilmente alla prossima tappa del suo pontificato; l’Europa è solo un punto di partenza. Se le autorità di Pechino e la Santa Sede continueranno a camminare sul sentiero del rispetto reciproco, Papa Bergoglio potrà presto scrivere un’altra pagina della millenaria storia del Cristianesimo.

 

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