mercoledì, ottobre 24

La canapa nella legislazione della Lituania La legge lituana in materia di canapa industriale e cannabis

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Posizione Paese

Per la Lituania, nel 2016 l’European Industrial Hemp Association (EIHA) ha dichiarato un’area coltivata a canapa di 2035 ha, collocando il Paese al 5° posto tra gli Stati membri dell’UE (dopo Francia, Estonia, Paesi Bassi e Italia). La Società Agropro, attiva nel settore dal 2013, ha incrementato la produzione per raggiungere, nel 2018, un’area potenziale di 3000 ha, mentre Agrosfera ha avviato lo sviluppo della coltura nel centro del Paese (Contea di Kaunas), stimando un raccolto compreso tra 18.000 e 21.000 t di materia prima da processare e, per il 2019, una superficie di 3000 ha coltivati. In base a questi dati – e considerata la crescita esponenziale dal 2013 -, nel 2019 gli di canapa potrebbero diventare 6000, portando il Paese dietro la Francia e a fianco dell’Estonia.

Giro di affari

Nell’indisponibilità di dati sufficientemente completi e verificabili, citiamo la cifra riportata nel proprio profilo dalla Srl Agrosfera, che dichiara un turnover superiore ai 42 milioni di euro. Inoltre, l’azienda Endobiotech, nel 2015, dichiarava un fatturato compreso tra i 200.000 e i 300.000 euro.

Sistema industriale e commercio       

Secondo uno studio condotto tra il 2010 e il 2012 presso la Stazione sperimentale di Upytė del Centro Nazionale di Ricerca sull’Agricoltura e la Silvicoltura (LRCAF), diverse varietà di canapa (‘Beniko’, ‘Białobrzeskie’, ‘Epsilon 68’, ‘Fedora 17’, ‘Felina 32’, ‘Futura 75’, ‘Santhica 27’, ‘USO 31’. ‘Wojko’) sono risultate idonee a essere piantate con successo in Lituania, nonostante non vi fosse ancora una normativa specifica in materia.

Tra gli associati all’EIHA, troviamo Agropro, impresa nata nel 2007, che nel 2013 ha piantato 107 ha di canapa da fibra e oggi compare in testa alla lista dei produttori (2500 ha nel 2017; 3000 ha nel 2018).  Ufficialmente autorizzato a distribuire semi esclusivamente della varietà ‘Finola’ in Lituania e Lettonia, Agropro esporta in tutta Europa – soprattutto in Germania, Olanda e Regno Unito – derivati alimentari della canapa (semi processati, olio di semi, farina, proteine vegetali in polvere), collaborando con l’organismo pubblico Ekoagros, nato nel 1997 e preposto alla certificazione dei prodotti biologici, che effettua controlli almeno 3 volte l’anno.

Agrosfera è una Srl specializzata in sementi e fertilizzanti presente in Lituania (la sede centrale si trova a Kaunas) e Lettonia. Quest’anno l’impresa, che opera in partnership con Natūralus Pluoštas (‘Fibra Naturale’), ha firmato un contratto con 35 aziende locali di canapicoltori per coltivare una superficie di 1500 ha, fornendo oltre 100 t di semi nelle aree di Kaunas, Jonava e Kėdainiai (Contea di Kaunas, nella Lituania centrale). Il raccolto previsto è di circa 19.500 t, con un’estensione dell’area coltivata a 3000 ha nel 2019. Il materiale da fibra è destinato alla Srl Natūralus Pluoštas, che sta investendo in un nuovo stabilimento (costruito dalla texana Axis Technologies) funzionante a partire dal prossimo ottobre e operativo per la produzione da gennaio 2019. L’azienda prevede di processare 30.000 t annue di materia vegetale e di produrre, ogni anno, dalle 10.000 alle 20.000 t di fibra, in gran parte destinata all’export.

L’azienda Satimed, con sede a Vilnius, si dedica alla ricerca e alla produzione di integratori naturali a base di erbe. Attualmente, l’impresa offre prodotti (olio) che comprendono la combinazione essenziale di fito-cannabinoidi non psicoattivi estratti dalla cannabis: cannabidiolo (CBD), acido cannabidiolico (CBDA), cannabivarina (CBV) e cannabigerolo (CBG). Citiamo ancora la Srl del Gruppo danese Endobiotech, con sede a Kaunas, autorizzata a produrre estratti a base di cannabis destinati alla ricerca bio-farmaceutica.

Tessuto sociale

Le vicende storiche della canapa da fibra accomuna, in buona parte, la Lituania agli altri Paesi baltici. Coltura abitualmente impiegata nell’economia domestica insieme a segale, frumento, orzo e avena. Dopo la Seconda Guerra mondiale, il lino e le fibre artificiali l’hanno quasi interamente sostituita. A eclissarne la produzione ha, in seguito, contribuito la politica di ‘guerra alle droghe’, che ha sovrapposto negli effetti disciplinari canapa e cannabis.

L’introduzione legale della canapa industriale non è avvenuta senza dissensi: la Deputata dei Verdi Linas Balsys è stata tra coloro che hanno votato contro tale misura, insistendo sul fatto che «sarebbe meglio promuovere la coltivazione del lino per produrre lino, un tessuto forte e naturale con una lunga tradizione nello stato baltico».Per la cannabis ricreativa, si è organizzata una manifestazione di fronte al Parlamento a Vilnius nell’estate 2017, esortando i legislatori a depenalizzare il possesso di piccole quantità di droga. A novembre è iniziata una raccolta di firme per la legalizzazione della cannabis, sia medica che ricreativa.

In un Paese in cui circa il 10% della popolazione ammette il consumo abituale o occasionale di cannabis, si è tenuto un evento artistico a Vilnius, nel quartiere storico di Užupis, 15 agosto 2017 (Giorno dell’Assunta), con l’inaugurazione di una scultura raffigurante un angelo che suona la tromba, ma come se fumasse uno ‘spinello’, mentre 200 persone erano invitate a bere infusioni alla cannabis.

Relativamente all’uso terapeutico della pianta, i medici sono tuttora restii a esprimere un giudizio positivo sull’adozione dell’attuale proposta di legge. Restano, in particolare, i dubbi sui benefici effettivi per i pazienti. La questione, naturalmente, tocca – oltre alla salute dei pazienti – la responsabilità medica.

Normativa di riferimento

Diritto internazionale

Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti – 1961, come modificata dal Protocollo del 1972 (adesione: 28 febbraio 1994)

Convenzione ONU sulle sostanze psicotrope – 1971 (adesione: 28 febbraio 1994)

Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope – 1988 (adesione: 8 giugno 1998)

Diritto dell’Unione Europea

Regolamento (CE) n. 1251/1999 (limite europeo di THC da 0,3% a 0,2%)

Regolamento (CE) n. 2860/2000 (coltivazione di canapa da fibra)

Direttiva 2002/53/CE (disciplina il catalogo delle varietà di piante agricole)

Catalogo comune (varietà delle specie di piante agricole)

Regolamento (UE) n. 1307/2013 (contributi PAC; THC < 0,2%; varietà ammesse secondo il Registro europeo)

Regolamento (UE) n. 1308/2013 (regime di sostegno per la coltivazione dei prodotti agricoli)

Diritto interno

Legge sulla canapa industriale – n. XII-336, 23 maggio 2013 (e successive integrazioni, ivi comprese quelle in materia di licenza di importazione)

Legge di modifica al Codice Penale (Art. 259)

L’ordinamento lituano

Canapa industriale

Membro dell’UE dal primo maggio 2004, con la Legge votata (con vari emendamenti, che hanno ricevuto 66 voti a favore, 16 contrari e 22 astenuti) nel maggio 2013 ed entrata in vigore il primo gennaio 2014, la Lituania è stata il penultimo membro dell’Unione Europea a legalizzare la coltivazione della canapa (ultima è la Croazia, limitatamente alla produzione di semi).

La coltivazione della canapa è supervisionata dal Servizio di Stato per la selezione e il controllo delle varietà vegetali, dipendente dal Ministero dell’Agricoltura. I coltivatori sono autorizzati a coltivare la canapa solo in spazio aperto e per la semina si utilizzano solo semi certificati a norma UE. È necessario dichiarare la proprietà e le caratteristiche dei terreni, i prodotti devono essere conservati nei locali regolarmente dichiarati ed è obbligatorio fornire campioni di prodotto essiccato per la determinazione del THC. I semi di canapa, i loro derivati, e il materiale vegetale da fibra dovranno essere provvisti di un certificato di laboratorio accreditato che confermi un tenore di THC inferiore allo 0,2%.

Per l’importazione di semi di canapa in Lituania, è necessaria una specifica licenza, rilasciata secondo valutazioni relative alla reputazione professionale della persona fisica o giuridica interessata.

Aspetti penalistici

Secondo la legge in vigore, in Lituania coltivare cannabis può portare a una condanna con pene detentive fino a 5 anni. All’inizio del 2017, con una stretta politico-legislativa, sono state modificate le norme che depenalizzavano il consumo/possesso di piccole quantità di cannabis – quantità fissata a 5 grammi -, prevedendo un ritorno della responsabilità personale da amministrativa a penale.

Cannabis medica

La normativa sui farmaci vigente nel Paese autorizza l’uso medico delle sostanze inserite nella Tabella II sulle sostanze narcotiche e psicotrope, approvata dal Ministero della Sanità, lista che non comprende la cannabis, schedata nella Tabella I come «sostanza pericolosa per la salute umana»  (al pari di oppio, psilocibina, cocaina, eroina e MDMA).

Il 15 novembre 2017, 92 deputati del Seimas, il Parlamento unicamerale lituano, hanno votato a favore di un DDL sull’utilizzo della cannabis a fini medico-terapeutici. Tra i sostenitori della proposta, Mykolas Majauskas, ex-Presidente della Commissione parlamentare per la prevenzione del suicidio e delle violenze, e Irena Degutienė, entrambi membri del partito conservatore Unione della Patria – Democratici Cristiani della Lituania (TS-LKD).

L’approvazione del DDL, auspicata dall’allora Presidente della Commissione Salute Agnė Širinskienė (Unione dei Verdi – LVŽS), comporta l’ammissibilità della cannabis come farmaco scientificamente approvato a seguito di analisi e test di laboratorio selettivi.

A valle dell’approvazione in Parlamento, l’ultima parola spetta al Ministro della Sanità Aurelijus Veryga, che lo scorso anno si è mostrato più propenso a stabilire una responsabilità amministrativa (non penale) in capo ai consumatori di piccole quantità a fine ricreativo che ad autorizzare un’ampia diffusione – ancorché regolamentata – della cannabis come farmaco.  L’entrata in vigore della legge, in caso positivo, è prevista all’inizio del 2019.

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