domenica, Aprile 11

La Campania 'inguaia' il Pd L'indagine che vede coinvolto il consigliere regionale campano Stefano Graziano getta un'ombra sul Pd

0

A pochi giorni dalle dichiarazioni tanto discusse del Presidente dell’Anm (Associazione Nazionale MagistratiPiercamillo Davigo, sulla presenza dell’elemento corruttivo nei salotti della politica, ecco spuntare un nuovo scandalo che vede coinvolto Stefano Graziano, presidente del Partito Democratico (Pd) in Campania. L’ex deputato è indagato secondo l’ipotesi di reato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’inchiesta che ha visto oggi l’arresto di nove persone per favoreggiamento in appalti destinati alla Camorra, in un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza con l’ausilio del corpo dei Carabinieri. Immediate le reazioni dal mondo politico con il vicesegretario del PdLorenzo Guerini, che afferma: «Sulle notizie che arrivano da Caserta ci auguriamo che si faccia chiarezza al più presto, che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto. Nel frattempo, totale e incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura». Ma i commenti del Movimento cinque Stelle (M5S) non tardano ad arrivare e Luigi Di Maio dalla sua pagina ufficiale di Facebook scrive: «Il presidente del Partito Democratico campano è indagato per camorra. Piccolo dettaglio: fino all’anno scorso era anche consulente del Governo Renzi. Vi prego liberiamo l’Italia. 100.000 emigrati italiani all’estero solo l’anno scorso. Non gli permetteremo di distruggere l’immagine e l’entusiasmo di questo Paese. Votiamoli via!». Da Philadelphia arriva anche l’eco di Matteo Salvini, in viaggio negli USA dove ha incontrato Donald Trump,  che interrogato sulla vicenda risponde: «Mentre ascolto e incontro tanti imprenditori italo-americani con voglia di fare e onesti giovani in fuga dall’Italia, da Roma arrivano notizie di altri arresti e indagati a carico del partito al governo per reati gravissimi e collusione con la criminalità organizzata. Che tristezza». Intanto il consigliere regionale campano fa sapere che si autosospenderà dal partito, mentre secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ‘ANSA‘, fonti vicine al governo affermerebbero che il Premier Matteo Renzi non avrebbe rinnovato, a suo tempo, l’incarico di Presidente a Graziano.

In Senato si torna a discutere di un possibile coinvoglimento delle forze armate italiane in supporto al neo-eletto governo libico con Maurizio Gasparri, che a nome di Forza Italia afferma: «Bisogna che oggi stesso il Parlamento affronti il nodo dell’intervento italiano in Libia nell’ambito della Nato. È evidente che l’Italia non può ignorare quanto accade in Libia. È logico che se ci fossero richieste del precario governo di Tripoli dovremmo accoglierle. Ma non si può agire all’insaputa del Parlamento» e prosegue: «Quindi, si deve subito, quantomeno in Commissione difesa, discutere di questa vicenda. Anche perché uno dei nodi fondamentali è capire come l’eventuale intervento della Nato dovrà affrontare la questione clandestini. Leggiamo che bisognerebbe riconsegnare alle autorità libiche coloro che si avventurano nel Mediterraneo con gli scafisti. Benissimo. È una politica che l’Italia ha già fatto nel passato». Dalla Commissione Difesa arriva la risposta del Presidente Nicola Latorre che ai microfoni di ‘Gr1‘ torna a ribadire il no ad un tanto ‘vociferato’ intervento: «Tutte le notizie apparse sui giornali circa l’invio di truppe italiane in Libia sono prive di fondamento. Un intervento militare non è all’ordine del giorno: semmai c’è la totale disponibilità del nostro Paese, nel quadro di un’iniziativa della comunità internazionale autorizzata dalle Nazioni Unite, a supportare il nuovo governo libico» e conclude precisando: «L’Italia sta esercitando un ruolo di leadership politica nell’ambito della comunità internazionale, sensibilizzandola a una sempre maggiore attenzione verso la questione libica e mantenendo un rapporto privilegiato con il governo Serraj. Non a caso la necessità di ascoltare il presidente Renzi, prima del vertice di Hannover, è la conferma di quanto la Libia individui nell’Italia un punto di riferimento fondamentale». Da palazzo Madama arriva anche il sì al testo dell’Omnibus Lorenzin, vale a dire il ddl 1324, approvato dalla Commissione della Salute e a spiegare ciò che prevederà il disegno di legge vi è il Presidente Emilia Grazia De Biasi (Pd): «Contiene elementi di riforma della sperimentazione clinica, misure sul parto e, in particolare, sul parto indolore, l’inasprimento delle sanzioni contro le violenze in istituti di cura, la riforma degli ordini professionali e il riconoscimento di nuove professioni».

Le amministrative della capitale restano nell’occhio del ciclone mediatico con la provocazione via Twitter del Senatore Francesco Vannucci, esponente Pd, alla candidata dei pentastellati Virginia Raggi: «Nel 2008-09 Raggi era a capo di una Società controllata dall’assistente di Panzironi, imputato per associazione mafiosa nell’inchiesta su Mafia Capitale e condannato per lo scandalo ‘parentopoli Ama’. Spieghi i rapporti con Panzironi/Alemanno». A stupire l’opinione pubblica è la dichiarazione del collega di partito e avversario diretto della Raggi Roberto Giacchetti che in un’intervista rilasciata al programma ‘L’Aria che Tira‘ replica: «Io capisco molti dei miei amici e compagni, del Pd e non solo, che sono stati linciati per cose banalissime dal M5S e ora reagiscono. Ma io ho iniziato questa campagna elettorale parlando di Roma, io voglio confrontarmi con Raggi e gli altri candidati su questioni che riguardano Roma: come la amministriamo e come la cambiamo. E mi rifiuto, nonostante Raggi utilizzi altri argomenti nei suoi confronti, di seguirla su questo binario. Sono fatti suoi, ne risponderà ai cittadini romani. Io voglio discutere di Roma».

 

 

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->