giovedì, Dicembre 9

La black list di Mosca!

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La Russia ha imposto un divieto d’ingresso a 89 politici europei e leader militari, una mossa che ha suscitato le critiche dell’Europa e peggiorato la situazione di stallo della Russia con l’ovest sul ruolo di Mosca nel conflitto Ucraina. Molte delle figure incluse nell’elenco hanno già espresso il loro dissenso contro il Cremlino.

L’Europa si indigna per il caso della black list segreta stilata da Putin contro 89 personalità politiche e militari europee stilata come risposta alle sanzioni occidentali imposte in conseguenza della crisi ucraina. Finora, pur negando negli ultimi mesi il visto di ingresso a diverse personalità, Mosca non aveva però diffuso dettagli sulla lista. Nella black list, diffusa online dall’emittente finlandese Yle e la cui autenticità non è stata confermata da Mosca, figurano, tra gli altri, anche il vice-capogruppo della Cdu al Bundestag Michael Fuchs, l’europarlamentare dei Verdi Daniel Cohn-Bendit, il capogruppo europeo dei Verdi Rebecca Harms, il politico della Cdu esperto di affari esteri Karl-Georg Wellmann, Bernd Posselt della Csu, il sottosegretario di Stato per la Difesa Katrin Suder e Karl Muellner, ispettore dell’Aeronautica Militare, l’ex primo ministro belga Guy Verhofstadt e l’ex premier polacco Jerzy Buzek. E poi, l’ex ministro degli Esteri ceco Karel Schwarenberg, l’ex vicepremier britannico Nick Clegg, del consigliere del governo tedesco Uwe Corsepius, dell’ex commissario europeo Štefan Füle, dell’eurodeputato Jaromir Stetina, dell’intellettuale francese Bernard-Henri Levy e di Anna Maria Corazza Bild, l’unica italiana, eurodeputata.
La pattuglia più numerosa di indesiderati è polacca, con ben 17 responsabili politici. La diplomazia russa sostiene che Mosca non è tenuta a pubblicare la sua lista nera. «Niente ci obbliga a renderla pubblica, né la legge russa né gli impegni internazionali», ha dichiarato l’ambasciatore russo presso la UE, Vladimir Cizhov. «La pubblicazione di questa lista da parte nostra non porterebbe che ad una escalation delle tensioni nella crisi ucraina», ha aggiunto. Il viceministro russo Alexiei Meshkov ha tuttavia osservato che la Russia potrebbe riflettere sull’eventuale pubblicazione della lista di persone non grate. Intanto ne sono state informate le ambasciate dei Paesi coinvolti.

Il caso della black list è scoppiato dopo i recenti rifiuti d’ingresso a un deputato tedesco e ad altri tre suoi colleghi olandesi. Il primo a reagire è stato il governo tedesco, ma oggi si sono fatti sentire anche Bruxelles e varie capitali europee. La black list russa è «totalmente arbitraria e ingiustificata, soprattutto in assenza di ogni altro chiarimento e trasparenza», ha accusato una portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera della UE, Federica Mogherini. Non c’è «nessun’altra informazione sulla sua base legale, su criteri e processo della decisione», ha spiegato, riferendo che dopo i rifiuti d’ingresso degli ultimi mesi la UE e gli Stati membri coinvolti «hanno ripetutamente richiesto trasparenza sul contenuto di questa lista», che ora «è stata condivisa dalle autorità russe». La lista sarebbe infatti stata mandata alle ambasciate europee interessate, ma questo non ha impedito la reazione del presidente dell’Europarlamento Martin Schulz: «È inaccettabile» la black-list russa che «include un ampio numero di importanti europarlamentari» e che «diminuisce ulteriormente la fiducia reciproca, danneggiando gli sforzi per un dialogo costruttivo per trovare una soluzione pacifica e duratura all’attuale crisi geopolitica in corso». Schulz ha annunciato che lunedì incontrerà l’ambasciatore russo a Bruxelles e che «in caso di risposte insoddisfacenti mi riserverò il diritto di prendere misure adeguate». 

(tratto dalla sezione video del sito di ‘The Guardian‘)

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