lunedì, Ottobre 18

La bio-stampante in 3D punta sullo spazio

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Gli scienziati russi, in collaborazione con 3D Bioprinting Solutions e Space Corporation, stanno sviluppando la bioprinter in 3D, ovvero una bio-stampante in 3D che consentirà la produzione di tessuti e organi umani, al fine di sottoporli a condizioni di micro-gravità per testare la loro ipersensibilità alle radiazioni spaziali. Il progetto vuole, innanzitutto, puntare al biomonitoraggio dei tessuti e degli organi umani per capire gli effetti negativi della radiazione cosmica nelle condizioni di una permanenza prolungata nello spazio, per lo sviluppo di contromisure preventive.

Il team scientifico spera che il progetto diventi realtà entro il 2018. A lungo termine, la bio-stampante potrebbe essere utilizzata per correggere tessuti e organi danneggiati degli astronauti durante i lunghi voli spaziali, migliorando la loro qualità di vita e il rischio di complicazioni delle loro condizioni di salute. Non si esclude, inoltre, il fatto che la nuova tecnologia potrebbe essere utilizzata sulla Terra per la stampa più veloce di tessuti e organi umani. Insomma, al di là dei benefici che la bio-stampante potrà apportare nella vita nello spazio, si tratta di un’opportunità unica per perseguire nuovi approcci di ingegneria dei tessuti e della medicina rigenerativa.

(Video tratto dal canale Youtube: interesting on the planet)

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