venerdì, Agosto 6

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New Delhi
Puri, la dimora del dio indù Jagannath, ha diverse caratteristiche interessanti per chi voglia approfondire le tradizioni e la cultura di questa città santa dell’India. Una di queste è lo Yatri Panji o Registro dei Devoti.

Quando inizia il famoso Festival dei carri e la città santa degli indù accoglie l’enorme flusso dei devoti che vengono per ‘lanciare uno sguardo‘ alle loro divinità Jagannath, Balabhadra e Subhadra poste sul piedistallo di Gundicha Ghar, la dimora della loro divina zia che è anche considerata il laboratorio delle divinità, firmare il registro è un altro modo di celebrare uno dei più grandi festival del mondo.

In diverse occasioni i registri tenuti dai sacerdoti del tempio di Jagannath in India hanno aiutato molte persone a guardare nel loro passato, in cerca del nome dei loro antenati registrati nel documento. Diversi personaggi famosi come l’ex Presidente dell’India, la Signora Prativa Devi Singh Patil, si sono meravigliati di trovare molte parti del loro albero genealogico citate nello ‘Yatri Panji’  -che letteralmente significa il ‘registro dei pellegrini’. Patil si è soprattutto commossa vedendo che il suo nome era stato registrato in occasione della sua prima visita alla città di Puri, quando era una bambina.

Con gli elenchi dei devoti provenienti da tutta l’India e il Nepal, a partire da un tempo che non è noto a nessuno, i vecchi Yatri Panji formano un enorme database degli indù che vivono in tutto il mondo e, in molti casi, raccontano ai devoti della loro origine e dei loro antenati. Questi registri possono non essere importanti per il moderno mondo materialista, ma sono i beni più preziosi per i Pandas (sacerdoti responsabili) di Puri, che conservano questi diari con cura, dentro stipi e scatole d‘acciaio.

L’uso di registrare dettagli relativi ai devoti è ancora in pratica. Ma né noi né i vecchi sacerdoti abbiamo alcuna idea di chi abbia iniziato a farlo, e quando. Può darsi che questo sistema sia nato con l’obiettivo di mantenere la città di Puri protetta e priva di fastidi”, dice il giovane Panda Somanath Pratihari, parlando del sistema che regolava tutti gli affari dei devoti nella dimora del Signore Jagannath.

Un tempo Puri non era aperta alle visite, come oggi. Esisteva un sistema per garantire un afflusso regolare di devoti in città e per tenere sotto controllo tutte le loro attività. “In passato, i Pandas andavano in diverse parti del paese per propagare il culto del Signore Jagannath, e ciò faceva parte dei loro servizi. Normalmente preparavano i documenti per i devoti che volevano recarsi a Puri per un darshan (visione) del Signore Jagannath. Allora i devoti arrivavano seguendo una procedura determinata”, ha detto Somanath.

Il Panda doveva consegnare un documento con i nomi dei devoti interessati a visitare Puri (e dettagli su di loro) a un uomo designato come ‘Bata Gumasta’, che era incaricato di condurre i devoti alla periferia di Puri. Poi i devoti dovevano essere accolti dal ‘Ghata Gumasta’ responsabile di quattro Ghats (gradini sulla riva del fiume) – Swargadwar, Atharanala, Mangala e Balighat.
I visitatori gli dovevano fornire i dettagli del soggiorno a Puri, e lui gestiva la loro permanenza fino al darshan del Signore Jagannath. Un numero limitato e preciso di visitatori venivano autorizzati a compiere un darshan di un giorno, e il Ghata Gumasta doveva confermare la data della visita e passare il numero di visitatori autorizzati al ‘Dhulia Gumasta’ il cui compito era quello di condurli fino al tempio. Là il ‘Deuli Gumasta’ era incaricato di portare i visitatori all’interno del tempio per il darshan. Ogni Panda aveva i suoi Gumasta, che svolgevano i lavori in quattro fasi. Quindi tutti i devoti in visita a Puri per il darshan di Jagannath risultavano registrati e i documenti venivano consegnati al Panda. In questo processo, il database continuava ad essere aggiornato ogni anno, e continuava ad estendersi nelle generazioni con la registrazione dei devoti.

Si può ben immaginare la dimensione di questo database, dato il numero delle comunità impegnate nei servizi al tempio di Jagannath, la dimensione dei confini entro i quali i Panda si avventuravano a propagare il culto di Jagannath e la lista delle persone che chiedevano di vedere il loro Signore a Puri.
Il database comprende visitatori provenienti da Kabul, dal Kandahar, e dal Nepal fino a Kanyakumari. La vastità di questo orizzonte fu suddivisa in un certo numero di territori, ciascuno dei quali di pertinenza di un Panda o di una famiglia. Per esempio c’era un Panda responsabile per Punjab, Kabul e Kandahar; il Nepal era controllato da un altro Panda; dal Berhampur di Orissa al Kanyakumari  -la parte meridionale dell’India ce n’era un altro ancora.
I membri della comunità, cioè i Panda, partivano per i loro viaggi verso i rispettivi territori dopo la stagione delle piogge e tornavano in tempo per la festività di Akshaya Trutiya; potevano così partecipare al primo rituale del famoso Rath Yatra del Signore  -il festival dei carri, il flusso di devoti in genere aumentava solo dopo la stagione del raccolto e toccava il picco durante il Rath Yatra. Il database comunitario tiene nota di ogni visitatore”, dice Madan Mohan Pratihari.

Gestito da generazioni senza alcun dispositivo meccanizzato, il registro dei Panda del tempio del Signore Jagannath non perde ancora oggi la sua importanza. “Conserviamo record da centinaia e centinaia di anni, con i dati di oltre dieci / dodici generazioni di devoti. Persone provenienti da luoghi lontani si rivolgono a noi, cioè ai rispettivi Panda, per conoscere il loro albero genealogico fino a tre o sette generazioni indietro, allo scopo di eseguire la Shradh – un rituale indù che rende omaggio alle anime degli antenati”, ha detto Batakrustna Pratihari, membro della famiglia che tradizionalmente si cura dei devoti provenienti dagli Stati indiani del sud.

Ci sono molte altre storie che si basano su questo database. Per citarne una interessante, che risale ai tempi del controllo britannico sull’India, Somanath Pratihari ci dice “i record di un Panda hanno aiutato un legittimo erede a ricevere la sua parte di eredità dai genitori. L’uomo – figlio della seconda moglie di suo padre, era stato privato dell’eredità perché i suoi genitori non erano sposati. Il figlio, visitando Puri, ha però trovato i loro nomi e sua madre era indicata come la moglie di suo padre. E lui, il padre, aveva apposto una firma sotto la menzione. L’uomo ha presentato i dati al tribunale di Patna High e ha ottenuto quanto gli spettava”, Somanath ha sentito raccontare la storia da membri anziani, testimoni dei fatti.

Madhusudan Khuntia è deluso perché “l’enorme database degli indù che vivono in tutto il mondo sta rischiando di diventare obsoleto, perché sempre meno aggiornato. Le strutture di comunicazione e gli hotel rendono la città facilmente accessibile a tutti e i visitatori soggiornano negli hotel, dove tornano anche dopo il darshan. Molti di loro non cercano nemmeno di capire chi sia il loro Panda”. Ma, ancora una volta, per gli indù che abbiano interesse a ricostruire il loro albero genealogico o vogliano conoscerne il luogo di origine, a Puri c’è qualcosa che fa capire come il culto che circonda il tempio del Signore Jagannath abbia ancora molti misteri da svelare.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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