giovedì, Maggio 19

L’Ucraina, l’Europa, l’Inferno ed altri posti inquietanti 2024. Cronache del futuro prossimo venturo

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Questo ‘2024. Cronache del futuro prossimo venturo‘, sta all’incrocio tra cronaca, sociologia e narrativa d’anticipazione. Una ‘novella’ diciamo, speriamo buona temiamo cattiva, giusto per ricollegarci all’impulso dinamico del nostro ispiratore, il George Orwell di ‘1984‘ (questa riflessione-narrazione è non casualmente proiettata a quaranta anni da quella data). Una distopia, la narrazione di un futuro prossimo venturo negativo e forse terrorizzante. (Forse?). Iniziato con ‘“I virus non esistono” e il 2024‘ nel 2021, l’11 ottobre. (Riporta, tra l’altro, i riferimenti storicotemporali per chiarire testo, contesto e rapporto con la contemporaneità dell’inaggirabile capolavoro di Orwell). Era l’11 ottobre dello scorso anno, dunque. Il 2021. Ora siamo al 21 marzo 2022, sono passati appena centosessanta giorni, all’incirca. Eppure il nostro ipotizzato e distopico ‘2024’, temporalmente dietro l’angolo allora figuriamoci ora, sembra quasi rassicurante. (Quasi). L’abbiamo ripreso, proseguendo quella narrazione e sempre su questo registro, con ‘Dal ‘1984’ di Orwell al ‘2024’ che ci aspetta‘ in questo ‘strano’ 2022 in cui siamo immersi, il 18 marzo. Venerdì scorso. Oggi siamo a lunedì, 21 marzo e sempre 2022, e questo nostro sottolineare insistentemente, quasi ossessivamente, lo scorrere del tempo è per fissarlo a futura memoria. Se la memoria ha un futuro come scriveva allora profondamente amareggiato il Maestro Leonardo Sciascia, e se questo futuro arriverà sino al 2024 come suggerisce ora sarcasticamente preoccupata la Professoressa Barbara Magnani.

Che poi ‘Sopravviverà l’Unione Sovietica fino al 1984‘ era il titolo di un libro di Andrej Amalrik (in realtà Amal’rik), Coines Edizioni. Del 1970. La prefazione era di Carlo Bo, mica roba da poco. L’autore era un dissidente poi espulso nel 1976. (Vi si prediceva, è vero, una potenziale Guerra tra Unione Sovietica e Cina, ma non è che si può sempre star lì a guardare al capello…). Ebbe un certo successo globale, come provocazione. L’Unione Sovietica, vale a dire l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, URSS nel nostro occidentale acronimo CCCP in russo oltre che nel nome dell’omonimo gruppo musicale punk rock italiano si dissolse formalmente il 26 dicembre 1991 (il gruppo di Giovanni Lindo Ferretti l’anno prima). Ventuno anni dopo l’uscita del libro, sei dopo la previsione che vi era contenuta. La data, oltre che funzionale alla proiezione della situazione già in essere pur in un momento di piena potenza (anzi: superpotenza, cioè Superpotenza), era ovviamente e quasi naturalmente modellata dal ‘1984’ orwelliano, a sua volta ‘figlio’ dell’osservazione dell’Unione Sovietica del compagno Stalin. (E comunque, intanto, fu Amalrik a non sopravvivere sino al 1984, defungendo quattro anni prima nella pur ridente Guadalajara).

Certo non è in discussione se sopravviverà il mondo (per quanto mai dire mai), né l’umanità (peraltro in gran parte da tempo estinta, salvo rare e lodevoli eccezioni). Già sull’Europa (in quanto Unione Europea) abbiamo più perplessità. Non sulla sigla, tutto si crea e raramente si distrugge da parte dell’uomo in quanto ad organizzazioni partiti ed associazioni, ma insomma… Intanto il ‘nostro’ Stefano Rolando qui su L’Indro, oggi, preavverte: ‘Ucraina – Mondo: Prepariamoci a questo giovedì 24 marzo‘. ‘In agenda a Bruxelles il più complesso Consiglio UE di quest’anno e al tempo stesso il Vertice della NATO. Il tema è cosa ci aspetta se si avvicinano davvero Russia e Cina’. «Dobbiamo preparaci a leggere, capire e proiettare nella prospettiva ciò che la giornata di giovedì 24 marzo sta imbastendo, con una fitta trama diplomatica e politica. Epicentro per quel giorno non sarà Kiev, salvo che Vladimir Putin, per creare nel mondo una notizia maggiore di quella che sta preparando l’Occidente, non rovesci le sorti del suo impantanato assedio alla capitale ucraina, occupandola.
Sarà Bruxelles in cui si preparano al tempo stesso il più complesso Consiglio UE di quest’anno e il Vertice della NATO. (…) Il tema della alleanza UE-USA, rafforzato dalla guerra di invasione russa dell’Ucraina, ma anche dalla virata atlantica della Germania, sarà il protagonista della materia che tiene il fiato sospeso nel mondo intero». E ancora: «Seguiamo minuto per minuto, da giorni, bombe, distruzioni, feriti, sdegni, appelli, assedi, con l’ansia umana di una ‘mano di Dio’ che cancelli ad un tratto l’imbecillità e la ferocia che da millenni appartiene alla specie umana. Ma i nessi tra questi fatti, cioè la logica dei processi, ci è spesso poco chiara seguendo apprensivamente i media. E tuttavia è da quella logica che soprattutto dipendono in realtà le soluzioni». Ricordando come tutti ci sentissimo «chissà perché, al riparo per definizione dall’inferno che resta ancora un prodotto doc, sintesi e simbolo delle grandi imperfezioni della nostra umanità». Già, come se tutti (o quasi) ci sentissimo al riparo dall’inferno. E da ‘questo’ inferno.

Certo, questa nostra è una distopia supposta. Cioè una ‘anti-utopia‘, avversativa della consolante ‘invenzione’ di Thomas Moore che ha la sua radice etimologica nell”eu’ nel ‘buono’. (Stesso inizio di ‘Europa’, ma questo è altro e quasi più inquietante discorso). Una utopia negativa, anche cacotopia, descrizione e rappresentazione di una realtà futura immaginata e prevista a partire da tendenze e cose reali del presente percepite come fortemente negative. Ed una realtà imminente presagita come indesiderabile o spaventosa.

Ed altrettanto certamente, dunque, rispetto agli avvenimenti globalmente in corso, alle cose reali, tutto quanto ideato e pensato da noi o da chiunque sono per ora solo cose supposte. Ma a maggior ragione assolutamente attuale risulta oggi il profetico interrogativo del nostro politologo di riferimento, Antonio De Curtis in arte Totò: «La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?». E abbiamo paura…

2024. CRONACHE DEL FUTURO PROSSIMO VENTURO /3 (continua)

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