domenica, Maggio 22

L’Italia ha un problema: gli italiani (Ma chi mai avrà il coraggio di dirglielo?)

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Ucraina, Virus, Baruffe interne ed altre quotidiane incombenze e some, basta. Occupiamoci piuttosto, ché di qualcosa pur dobbiamo occuparci e allora tanto vale occuparsi dell’essenziale, dell’Italia e dei suoi problemi principali. Anzi di quello fondamentale. Procedendo con il «buscar el levante por el poniente» che fu la vincente ossessione di Cristóbal Colón, Cristoforo Colombo, e che il 3 agosto 1492 lo portò a salpare da Palos de la Frontera verso Occidente per raggiungere l’Oriente, e lì le Indie, imbattendosi in realtà il 12 ottobre in nuove terre poi definite Nuovo Mondo, anche se stava lì esattamente da quando la ‘Vecchia’ Europa stava dove è sempre stata e dove peraltro sta tuttora. Quanto a noi…

Domenica 10 aprile, tomo tomo cacchio cacchio (cit.) mentre eravamo in tutt’altre faccende affacendati, incombe il Primo turno delle Elezioni Presidenziali in Francia. Evento che certo avrebbe attirato molta più attenzione se il 24 febbraio di questo ‘indimenticabile’ 2022 le opinioni pubbliche occidentali e massimamente europee non fossero state bruscamente calamitate dalla brutale aggressione della Russia di Vladimir Putin ad un Paese Europeo (ma non dell’Unione Europea) democratico e sovrano come l’Ucraina. La stessa consultazione francese per la massima carica dello Stato, d’altro canto, ne è stata pesantemente influenzata. Figuriamoci la prospezione politica e partitica italiana.

«Un buon candidato dovrebbe dire ai francesi: “Abbiamo un problema e siete voi”» sostiene Dominique Reynié della prestigiosa Sciences Po dialogando con la politologa italiana Sofia Ventura sull’Huffington Post Italia (o Huffpost). Soffermandosi pure sul ‘malaise français‘ e sulla ‘evaporazione‘ dei partiti: «Il voto francese è in sé un’elezione populista, per essere eletti diventa necessario promettere l’impossibile. Sono elezioni non di designazione, ma di destituzione. Fatte per tagliare teste». Beh, in somma, c’è un autorevole francese che ha il coraggio di dire dei francesi, e ai francesi, che il problema sono loro. Quanto al fatto che possa ripeterlo, e approfondirlo, un politico francese, ed in particolare qualcuno della seppur ampia messe di Candidati all’Eliseo, ci permettiamo di dubitarne.

L’Italia, dal canto suo, andrà al voto per cruciali Elezioni Politiche ad inizio 2023. Il problema è lo stesso. A seconda dei punti di vista ancor più grave. Ed assiomatico: evidente di per sé, indiscutibile, contrassegnato da assolutezza, categoricità, vale a dire un assurto non necessitante di spiegazione. Ché, nella fattispecie, trattasi di palmare evidenza anche se maieuticamente e paideuticamente ci diletteremo poi a motivarlo, che la mancanza di assunzione di responsabilità individuale è il nostro massimo problema. La colpa è sempre di qualcun altro: politici, dirigenti, burocrazia, destino cinico e baro, pioggia di rane… Ma se per quanto riguarda la possibilità che qualcuno tra i Candidati alle Cariche pubbliche (massime, ma anche minori) lo dica da francese ai francesi abbiamo dubbi, per quanto riguarda l’Italia abbiamo invece granitiche certezze. Nessuno.

(L’affermazione alla base di questo nostro assurto, ‘L’Italia ha un problema: gli italiani’ non è, seppur in diverse modalità, certamente nuova. E spesso chi l’ha ritirata fuori è stato pesantemente attaccato. Ma se i classici diventano ‘classici’ ci sarà pure una ragione…).

L’ITALIA HA UN PROBLEMA: GLI ITALIANI /1 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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