giovedì, ottobre 18

L’Italia e il suo ‘male oscuro’ Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 82

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Il ‘male oscuro’ dell’Italia e della politica italiana, nazionale e locale, è in primo luogo l’incompetenza. Anche le migliori attitudini personali, sempre ammesso che ci siano, debbono fare i conti con le capacità. E con un ‘modus vivendi’, forgiato negli anni. Che poi deve a sua volta fare i conti con la necessità di gestire la cosa pubblica. Questa incapacità di gestione si riflette nella incapacità di far operare il ‘collettivo’ e creare un percorso al bene collettivo finalizzato.   

Superficialità e parolaismo inconcludente sono i surrogati di una vera attività di Governo o amministrativa. La buona volontà non basta: anche le persone dotate delle migliori intenzioni risultano all’atto pratico non all’altezza perché succubi di un ormai invincibile ‘modus vivendi’ privo di disciplina e capacità di lavoro personale e collettivo (sempre questa parola che volutamente riprendiamo). La fortuna dei nostri governanti nazionali e locali, in realtà, sono molto spesso e specie nel momento attuale i propri predecessori: dopo il nulla, o il peggio, anche il poco sembra qualcosa. Ma in realtà qual è l’asticella alla cui altezza occorre porsi? Quella della deriva italiana, in cui poi alla fine va tutto bene perché tanto si è stati abituati a mangiare ‘cibi’ intossicati per anni e decenni, o uno standard più alto? E’ bene porsi finalmente all’altezza di ambizioni assolute e non relative, specie nel giudicare i nostri governanti. Ancora una volta: nazionali e locali. Ché il ceto dirigente proveniente dalle amministrazioni locali, e che dovrebbe rinvigorire la capacità di governo ‘centrale’ della nazione, non esiste e quando esiste sarebbe meglio che così non fosse.    

Creare ricchezza e ben distribuire intanto quel poco o tanto che ci sia (‘da buon padre di famiglia’ dicono le leggi stesse), agire con passione, competenza, tensione morale. Sono gli imperativi categorici, o almeno dovrebbero esserlo. Assistiamo invece in genere alla banalizzazione del lavoro, specie da parte di chi non ha mai realmente lavorato. ‘Aver bottega’ con i conti in ordine è difficile: lo è anche gestire un bar, figuriamoci la ‘cosa pubblica’. Per cui occorrerebbe quella ‘etica della responsabilità’ individuata e teorizzata da Max Weber. Quanto a ‘Sinistra’, ‘Destra’ e ‘Centro’. La cosiddetta ‘Sinistra’ italiana continua a dare di sé prove che più che ridicole sono patetiche. E non parlarne a volte è più che altro gesto di pietà, specie da parte di chi, come noi ed ogni dabben persona, ritiene che da lì sia venuto il meglio e il meglio debba venire per il sociale ed il ‘politico’ del nostro Paese. La cosiddetta ‘Destra’ italiana dalla fine della ‘Destra storica’ in poi ha dato il peggio e sta nuovamente rimettendolo in pista. E il verbo va interpretato anche (soprattutto) nel suo significato alimentare. Quanto al ‘Centro’ non esiste, e quando esiste è un ‘centro’ degli interessi. E il popolo? Invece di reagire «se gratta», Trilussa docet.

Insomma, in sostanza e sintesi, il male oscuro dell’Italia sono gli italiani.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’