martedì, Gennaio 18

L’Italia e gli eroi Alla ricerca di un Paese normale, mentre ferve la batracomiomachia per l'elezione del nuovo Presidente

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Della «normalità che è difficile a farsi» parlava Bertolt Brecht e noi, nani sulle spalle di giganti, di questa evocazione ce ne appropriamo. Ché la pandemia ha solo evidenziato, in realtà, il nostro essere tutt’altro. È in atto uno scontro che trova il suo epicentro nella batracomiomachia per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. (Con il buon Mattarella che ben se ne guarda di ricandidarsi, non se ne parla neppure: cioè meno lui ci pensa, più gli altri ne parlano). In questa guerra tra rane e topi, come anche scritto in ‘La scommessa di Landini‘, su L’Indro di giovedì 16 dicembre 2021 in coincidenza con lo Sciopero Generale voluto da Cgil e Uil (assenza più acuta presenza, avversativa, quella della Cisl e del suo Segretario) emerge sempre più il ‘caratteredegli italiani. E non è un bel vedere.

La questione non riguarda solo, e tanto, il mondo della politica o del lavoro, ma tutti, su tutti i versanti. Brecht, sempre lui, chiamava felice quel Paese che non ha bisogno di eroi. Essendo stata, la parola, usata e abusata in questi ormai quasi due anni di pandemia, non solo ce ne asteniamo more solito, ma riteniamo che il vero valore sia la quotidiana dedizione al proprio dovere. Quanto ad eroi e loro evocazione è Galileo a rispondere così ad un suo interlocutore nel dramma ‘Vita di Galileo‘ dopo aver scoperto che la Terra non è al centro dell’Universo. Oggi quella frase risuona quasi come una profezia se accostata a quanto succede nel nostro, di Paese. Alla ricerca del modo di essere un Paese normale.

«Il vero bersaglio dell’azione eversiva è il movimento dei lavoratori, il nocciolo più duro della resistenza democratica, l’ostacolo più saldo contro la reazione e la violenza». La scritta campeggia gigantesca a fianco dell’ingresso della sede nazionale della Cgil, Corso d’Italia 1, a Roma. Accanto al bel volto di Luciano Lama e alla data: 2021. È la riproduzione della Tessera dell’anno in corso. Riposizionata, identica, dopo che il 6 ottobre scorso Forza Nuova & Friends l’avevano fatta a pezzi durante il noto blitz. Lama lo diceva nel 1979. Sono passati 42 anni.

Già, la normalità che è difficile a farsi…

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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