domenica, Ottobre 17

L’Italia degli uomini con idee vecchie e scontate Stanno lì a vedere il mondo dal punto di osservazione corrispondente alla loro posizione: sulla sedia con l’occhio puntato nel buco della serratura

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Uno si deve fare una domanda: ma chi ci governa? Casalino, lo spogliarellista? Luigi Di Maio, quello dalle giacchette striminzite alla Pinocchio? Pillon, uno che non è fuori dalla storia, ma fuori dall’intelligenza, primati compresi? O Danilo Toninelli, il gaudente qualsiasi? O Fontana, che se la prende con gli omosessuali e poi va al consiglio dei ministri dove siede una nutrita compagine di omosessuali? O Matteo Salvini, il razzista che già in Consiglio comunale a Milano negli anni ’90 parlava contro i terroni e il Sud? O quell’altro, quel poveretto che per sapere cosa è un fucile e una mimetica se la indossa e si fa fotografare? O la Giulia Grillo, il primo medico al mondo che non segue la scienza, ma qualche fattucchiera del suo rione? O Claudio Borghi, il commercialista della carrozzeria? Beh sì, sono così. E allora non ci salviamo davvero più. Perché non sanno far di conto, perché solo dei discalculici integrali credono di poter proporre il reddito di cittadinanza più alto d’Europa in un Paese col più alto debito pubblico d’Europa; solo degli ignoranti integrali credono che i conti li sistemi con un ‘pagherò’ in un contesto globale che non sa che farsene del futuro ma ti massacra al presente senza sconti.

Siccome gli scemi sono sempre gli altri, uno deve cambiare approccio: quel bestiario in azione ha capito che tra promessa elettorale e programma di Governo c’è di mezzo la realtà, e allora sta cercando in ogni modo di puntare il dito contro chi non trova quei 30 miliardi per far decollare le loro promesse. Così loro si salvano agli occhi dei loro elettori e sono pronti per ripresentarsi ai propri elettori con la bava alla bocca dicendo che loro ci avevano provato, ma gli altri, i soliti poteri forti, glielo hanno impedito. Questa è la più raffinata strategia comunicativa messa in atto dallo spogliarellista? Oddio, deve aver letto molto l’ex partecipante del grande fratello per credere di illudere gli altri. Deve aver letto cose che solo lui riesce a comprendere, ovviamente.

No, non sono i 30 miliardi quelli che non si trovano. Non si trovano sprovveduti della forza di chi cerca mezzi dove mancano e se fosse stato onesto lo avrebbe dovuto dire e sapere prima di aprire la campagna elettorale. Come l’abolizione della Fornero, una pessima legge alla quale si risponde con una pessima abolizione, che andrà ad incidere negativamente proprio sui pensionati, quelli prossimi soprattutto. Anche qui, non c’entrano i soldi da trovare; c’entra che chi così parlava non aveva capito niente e andava a illudere quelli che hanno sofferto la pessima legge Fornero, con una promessa già morta mentre la si formulava.

Da chi ci governa non sentiamo una ricetta per invertire la bassa produzione industriale, che fa dell’Italia il Paese più debole in Europa; non sentiamo dai soloni al governo una iniziativa per rendere efficiente la pubblica amministrazione, oberata di burocrazia che la rende incapace di far dialogare due uffici che trattano la stessa roba; non leggiamo di investimento sui giovani a partire dalla scuola, ma sentiamo leghisti che parlano come parlavano gli uomini all’inizio del 1900, quando erano convinti che ‘ci si fa da sé’ e quel sé che hanno in mente è chi fa mestieri che oggi stanno scomparendo; né sentiamo aprire un dibattito qualsiasi sul mondo che verrà quando manipolazione genetica e intelligenza artificiale forte entreranno, tra pochissimi anni, nella nostra vita lavorativa e individuale. E invece quelli stanno lì, a fare condoni fiscali, a rivendicare una sovranità nell’epoca della globalizzazione, quella forma politico-amministrativa che non riesce neanche a essere applicata da Paesi con ben più solidità politica, economica ed amministrativa; stanno lì a vedere il mondo dal punto di osservazione corrispondente alla loro posizione: sulla sedia con l’occhio puntato nel buco della serratura. Un mondo finito, un mondo che, quando vuoi riproporlo, si traduce in chiusura e arretramento, il mondo che delle favole, che quegli uomini, non riuscendo a cambiare, rincorrono vaneggiando nelle loro menti. Per loro l’Italia è un Paese di poveri e di tasse troppo alte: ma lo sanno che esiste un altro Paese che aspetta provvedimenti adatti al dinamismo delle professioni che pur ancora riescono ad esercitare, in quest’epoca di lupi? Lo sanno che se non rafforzano quel mondo, i poveri aumenteranno? E lo sanno che gli eterni furbi che non pagano le tasse sono una delle cause delle tasse troppo alte, quelle che, per esempio, pago io? Ma i nostri specialisti al governo che fanno? Li condonano, per avere i voti di gente che usa i servizi dello Stato senza restituire niente allo Stato. Come se quella gente vivesse fuori dallo Stato e però costruisce case nei confini sovrani del Paese.

Questi uomini abbiamo al governo, uomini con idee vecchie e scontate, e mi faccio una domanda: come abbiamo potuto cadere così in basso?

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