giovedì, Settembre 23

L’indifferenza europea al dramma della Siria La Siria soffre da dieci anni l'olocausto perpetrato da Bashar al-Assad davanti allo sguardo indifferente delle Nazioni Unite e dell'Europa

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I lettori che hanno apprezzato le opere di Amin Maalouf (‘Le crociate viste dagli arabi‘) o Walter Scott (‘Il talismano‘) saranno comprensibilmente affascinati dalla storia della Siria. Tutti i popoli del Mediterraneo, infatti, sono debitori di quelle terre sin dai tempi dei Fenici; non per niente abbiamo scoperto monete e scritte grazie a quei grandi mercanti e marinai. Senza dubbio, la Siria è una delle culle della civiltà europea.
Da dieci anni la Siria sta attraversando un calvario. Nel marzo 2011 la popolazione si è ribellata contro il suo Presidente, Bashar al-Asad. Quest’uomo, che da giovane si era specializzato in oculistica e aveva frequentato gli studi superiori a Londra, dopo aver ereditato la presidenza è divenuto il fulcro di un sistema corrotto e perverso. La mobilitazione popolare contro il regime ha prodotto quella che è stata chiamata la primavera araba. Da allora, Bashar al-Assad ha represso duramente l’opposizione, etichettato come terrorista qualsiasi attivista dissidente, torturato senza pietà i suoi nemici e bombardato spietatamente i suoi stessi sudditi, senza rispettare né gli ospedali, né le scuole. L’Esercito di Bashar al-Assad è arrivato a circondare intere città e assediarle per farle morire di fame.

Di fronte a questi palesi crimini contro l’umanità, né l’Unione Europea, né gli Stati Uniti né nessun altro Paese ha fatto nulla per cercare di proteggere la popolazione siriana. L’hanno più volte denunciato alcuni coraggiosi giornalisti, come la spagnola Mónica García Prieto, ma nessun leader politico ha fatto propria la causa del popolo siriano. Quando la crudele guerra civile che ha portato al conflitto tra al-Assad e il suo popolo ha raggiunto i 400.000 morti, le Nazioni Unite hanno smesso di tenere traccia; questo è successo nel 2016.

Né siamo stati in grado di fare nulla per i 5 milioni di profughi siriani che vivono in condizioni subumane nei Paesi vicini, molti con l’aspirazione di raggiungere l’Europa. Sulla strada innumerevoli uomini, donne e bambini sono finiti annegati nel Mediterraneo, quel mare che era stato attraversato dalle loro barche, quelle dei Fenici, tremila anni fa.

Oggi l’Europa è diventata una terra priva di solidarietà, incapace di rendersi conto che i diritti umani dovrebbero essere proprio questo, umani: per tutta l’umanità, e non solo per gli europei; e chiude i confini all’arrivo degli immigrati, mentre l’estrema destra xenofoba guadagna seguaci.
Forse dovremmo ricordare ai cittadini dell’UE che se chiudessimo le frontiere all’ingresso delle merci (energia, medicinali, pesca, materiali per produrre computer e telefoni cellulari) come le chiudessimo all’ingresso delle persone, l’Europa non durerebbe tre mesi.

Al-Assad è un criminale, ; ma l’Europa non dovrebbe mai più vantarsi deivalori occidentaliche proclama così orgogliosamente. La sua indifferenza è colpevole.

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa

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