lunedì, Agosto 2

‘L’ eredità delle donne’, tra ambiente e diritti umani Forte video messaggio dell‘ex Presidente del Cile Veronica Michelle Bachelet Jeria, alla tre giorni fiorentina: “non si è mai troppo giovani per fare la differenza, lo dimostra Greta Thunberg

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L’ eredità delle donne’ torna a Firenze, dal 4 al 6 ottobre. Di che si tratta? Di una tre giorni di incontri, spettacoli teatrali mostre d’arte e fotografiche, reading, libri, rassegne cinematografiche, work shop e quant’altro,  sparsi in 27 luoghi della città: dal teatro della Pergola alla Manifattura Tabacchi, dal Caffè Letterario a vari Musei e palazzo storici della città, per un insieme di 270 eventi, uno ogni ora, per parlare dell’universo femminile. Di ieri, di oggi e di domani. Protagoniste, ovviamente, le donne. A prima vista sembrerebbe una kermesse autoreferenziale, fatta da donne per le donne. Il rischio c’è, ed è ben presente alle organizzatrici, le quali promettono di andare oltre una visione strettamente femminista.

Roba già sentita e vista. Serena Dandiniche ne cura la direzione artistica sembra aver presente il pericolo e mette le mani avanti: «sono le donne che parlano a tutti per cambiare il mondo, per  dare suggerimenti interessanti in tutti i campi in cui operano: letteratura, spettacolo, ambiente, arte, società. Al centro di questa tre giorni figure di grande rilievo raccontano le loro esperienze e si misurano sui terreni di stringente attualità: dai diritti delle donne all’emergenza climatica, dalla ricerca scientifica allo sport e al lavoro, analizziamo il presente per immaginare il futuro. Alla cui costruzione è fondamentale l’apporto dell’intelligenza e dell’impegno femminile». Rincara la dose la  vicesindaca di Firenze Cristina Giachi: «non se ne può più di sentir parlare  di quote rosa, delle donne come di un problema, le donne ovunque siano operano con intelligenza e non hanno niente da dover dimostrare.  Si scelgano perciò le persone in virtù di ciò che son capaci di fare e per la loro intelligenza. Qui non vogliamo affermare nessuna supremazia di genere certo è che il loro ruolo nella storia, nella società, è stato sottostimato: basti pensare al fatto che, guardando alla toponomastica delle nostre città, la percentuale  delle strade dedicate alle donne è appena del 4%. Ad esse, anche importanti, sono riservate sale, corridoi dei palazzi istituzionali, ma non le vie principali. Eppure, il loro apporto alla costruzione del nostro paese, alla scienza, all’arte all’astronomia, e in tanti altri campi è stato fondamentale».

Ribadito che a Firenze si sta cercando di porvi rimedio, questa kermesse presenterà una fotografia del ruolo della donna nel passato, nei vari campi,  narrando la vicenda umana di quelle figure femminili che hanno scritto, ad esempio, pagine importanti nella storia dell’arte: come Maria Luisa de’ Medici, ovvero l’Elettrice Palatina che si batté perché l’immenso patrimonio artistico e architettonico della dinastia restasse a Firenze, con divieto di «levare fuori della Capitale e dello Stato del Granducato, Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose, della successione del Serenissimo GranDuca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri.» Questo impose ai Lorena, facendo in tal modo la fortuna della città. Come Artemisia Gentileschi  la cui vicenda umana ed artistica è tornata di grande attualità. Ma per restare in campo artistico, nell’ambito della kermesse, va segnalata   una prima teatrale in Italia, di uno spettacolo tratto dall‘opera di una poetessa e musicista  veneziana della seconda metà del Cinquecento, Moderata Fonte, nome d’arte (in realtà si chiamava Modesta Pozzo De Zorzi), dal titolo significativo: ‘Il merito delle donne’. Moderata, morta in giovane età (37 anni), aveva dedicato 13 canti a Francesco I de’ Medici in occasione delle sue nozze con Bianca Cappello.  Dunque Firenze riappare anche nel suo caso,  portato in scena Kairos Italy Theatre, fondato da Laura Caparrotti. Lo spettacolo, in inglese, sarà rappresentato a Villa La Pietra, sede della N.Y. University di Firenze che, per la prima volta, aderisce a questa iniziativa.

Impossibile citare tutti i temi in discussione, che riguardano passato e presente. Qui basti  segnalare che al Teatro della Pergola la stessa Dandini terrà un talk show per “raccontare – dice lei – le città – come sono e come dovrebbero e potrebbero essere – se fossero disegnate, pensate, immaginate dalle grandi donne di oggi. Protagoniste sul palco la giornalista Concita De Gregorio, la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, eletta miglior sindaco del mondo nel 2018; Valentina Sumini, architetta spaziale, Maria Pia Ercolini, presidente dell’associazione Toponomastica femminile, che da molti anni denuncia la discriminazione di genere attraverso l’analisi dei nomi delle strade in Italia e Doriana Mandrelli Fuksas, una delle architette italiane più conosciute nel mondo. Due le voci internazionali presenti: quella della sindaca di Barcellona Ada Colau e quella di Souad Abderrahim, sindaca Tunisi. Titolo dello show, ‘La città delle donne’. Cui seguirà uno spettacolo ironico, anzi autoironico: ‘Vieni avanti cretina vedrà alternarsi attrici comiche di ieri e di oggi. Madrina della serata una grande donna che ha fatto la storia dello spettacolo: Lucia Poli. «E’ una provocazione, sul modello dei Fratelli De Rege, attraverso la quale rivendichiamo il diritto di essere anche noi cretine». Una particolare attenzione sarà dedicata al tema  dell’emergenza climatica, con un incontro moderato da  Livia Firth, co-fondatrice e direttore creativo di Eco-Age, agenzia che supporta i brand internazionali nel loro percorso verso l’etica e l’ecosostenibilità, e alla presenza di Rosalba Giugni, presidente Marevivo, Donatella Bianchi, presidente WWF Italia, Marina Baldi, climatologa del CNR e Antonella Centra, EVP General Counsel, Corporate Affairs & Sustainability di Gucci.

A seguire, ‘È che ci disegnano così’, il panel che vuole esplorare le diverse forme di rappresentazione della donna: dalla Fata Turchina alla Barbie, attraverso la pubblicità e la moda, fino al femminile futuristico. Infine, sul modello dei grandi summit internazionali, le donne del nostro tempo si racconteranno in una non-stop di incontri fra attualità, scienza, innovazione, letteratura e scenari internazionali nell’ambito di Cinquanta sfumature di rosa, ovvero gli stati generali delle donne, la novità dell’edizione 2019: sabato 5 e domenica 6 ottobre al Saloncino della Pergola un ciclo di appuntamenti senza soluzione di continuità in cui le donne ripensano il mondo e sono in prima linea nelle grandi rivoluzioni di oggi. Dall’emergenza climatica ai diritti, dalla ricerca scientifica allo sport e al lavoro, il programma intercetta la più stringente attualità, analizzando il presente e immaginando il futuro. Il pubblico potrà seguire l’intera maratona degli incontri oppure scegliere i singoli panel secondo gli orari indicati. Ce n’è abbastanza per farsi un’idea di ciò che sarà questa kermesse tutta al femminile, progettata dall’Associazione Elastica e da Fondazione CR di Firenze, partner Gucci e il Comune di Firenze. A suggello di questa iniziativa, che cade in un momento in cui le ragazze sono protagoniste di una nuova rivoluzione per i diritti e la salvaguardia del pianeta, c’è un videomessaggio di Veronica Michelle Bachelet Jeria, Presidente del Cile per due mandati,  che vale la pena riportare in parte: «le donne» – dice – «hanno allentato la catena sociale che ha permesso a più  persone di godere dei diritti umani e hanno eliminato quell’artificiosa distinzione tra diritti delle donne e diritti umani. I diritti delle donne sono diritti umani.  Oggi godiamo di un patrimonio di diritti più ricco grazie ai movimenti delle famiglie e delle donne attiviste per i diritti umani che ci hanno preceduto, e a coloro che hanno deciso di difendere i propri diritti, o quelli di altre persone, spesso ad un costo tremendo. Queste donne ci ispirano, ci sfidano e ci fanno andare avanti. Come le migliaia di donne sudafricane che furono le prime a marciare contro l’apartheid a Pretoria nel ’56, come le donne nel Sudan che quest’anno hanno guidato le proteste contro il fondamentalismo religioso….come quelle che hanno sostenuto il movimento Metoo. Celebriamo anche coloro che ci hanno dimostrato che non si è mai troppo giovani per fare la differenza: Greta Thunberg in Svezia, che ha iniziato uno sciopero della scuola per chiedere concrete azioni per i cambiamenti climatici, Malala Yousafrzai in Pakistan che si è battuta per l’istruzione alle bambine anche dopo essere stata colpita dai talebani, Franca Viola, che negli anni Sessanta in Italia, si rifiutò di sposare l’uomo che l’aveva violentata e lo mandò in prigione». 

Il video messaggio ricorda i tanti retaggi sociali e culturali  che in tutto il mondo continuano a tenere imbrigliate le donne e molte si ritrovano prive della libertà sottoposte a violenza e mutilazioni e conclude con la speranza che la città rinascimentale di Firenze «faccia rinascere i diritti delle donne fino a quando non avremo veramente garantito tutti i diritti umani per tutte le persone». Un appello chiaro e forte, che indica la strada da seguire. Da subito. Emergenza climatica e diritti umani vanno di pari passo. Ne terrà conto il Festival delle donne o si disperderà in mille rivoli?  

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