sabato, Maggio 8

L’ editoria è solo marketing? field_506ffbaa4a8d4

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Se già ci siamo addentrati nei meandri più ostici della crisi del mercato editoriale, resta a vedere il rovescio della medaglia, ovvero quella scintilla di speranza che, di quando in quando, anima di nuova linfa vitale gli umori ormai un po’ sopiti di editori impazienti.

Parliamo, questa volta, dei fenomeni editoriali. I cosiddetti best-seller, quei casi rari e fortunatissimi in cui uno scrittore abbatte il recinto di un opprimente semi-anonimato, esibendosi in quel triplo carpiato che aveva sognato sin da quando i primi deboli tratti d’inchiostro schizzati su un foglio gli avevano donato un’insolita quieta frenesia interiore.

Se da un lato le vendite calano, gli e-book si sostituiscono al piacere della carta e le generazioni perdono il gusto della lettura, alcuni libri sembrano destinati a sfuggire a questo futuro maledetto. La formula per resistere all’oblio deve ancora essere scritta, o è forse custodita gelosamente, al pari di quella della Coca Cola, ma sembra combinare del genuino passaparola a una massiccia presenza sui social, senza tralasciare un pizzico di fortuna.

Il caso più emblematico è senz’ombra di dubbio quello della saga di ‘Cinquanta Sfumature‘, che nel 2012 agitò la già calda estate di milioni di lettrici, le quali assunsero la sbalorditiva forma di 125 milioni di libri venduti nel mondo. La saga, tradotta in 52 lingue e trasposta sul grande schermo, vale oggi 60 milioni di dollari e si appresta a espandere il proprio impero con una scelta che sembra folle solo agli occhi di chi non gode dei diritti sull’opera di BDSM più famosa al mondo: riscrivere l’intera storia dal punto di vista del personaggio maschile. ‘Grey‘, il nuovo libro della E. L. James (Erika Leonard), ha già venduto più di 100 mila copie solo in Italia nel giro di una manciata di giorni dalla sua uscita.

Eppure, chiunque si sia addentrato nel sadico mondo delle ‘Cinquanta sfumature di grigio‘, non ha potuto far a meno di sollevare ben più di qualche perplessità circa l’oggettivo valore dell’opera letteraria. Gusti personali e riserve sullo scabroso tema a parte, la storyline non pare essere delle più avvincenti  -e il prodotto cinematografico ha forse messo ancora più in luce le lacune di una trama che stenta a decollare, se spogliata delle sue scene da bollino rosso-  e la scrittura della James non riesce a restituire fino in fondo la cifra del successo che la sua idea, divenuta ormai un vero e proprio franchise, ha riscosso.

E’ allora legittimo chiedersi da dove vengano fuori questi incredibili successi se di trame, in libreria, se ne trova di migliori a bizzeffe e se nemmeno lo stile dell’autrice è di quelli mozzafiato. Gli Editori sembrano concordare che, scartando il fattore fortuna, due sono i grandi territori su cui muoversi: il passaparola e i social.

Non è un caso che Cinquanta sfumature di grigio nasca come fan fiction di ‘Twilight‘  -altra saga di dubbio valore che però ha fruttato milioni all’autrice-  prima pubblicata su siti dedicati all’epopea vampiresca e poi riconvertita in opera del tutto inedita quando i suoi contenuti fin troppo dettagliati avevano scatenato non poche perplessità. E’ però indubbio che la pubblicazione laddove una forte fan base era già presente, ovvero il fandom di Twilight, abbia fatto non poco gioco alla James, che si è trovata di colpo un pubblico di milioni di lettori che già qualcun altro aveva dedicato tempo a fidelizzare. Il passaparola, dunque è stato immediato. E con i nuovi contorni che la storia è andata pian piano ad assumere, esso si è esteso dalle giovani lettrici alle madri delle stesse, evolvendosi in un ‘word of mouth’ che ha toccato, simultaneamente e per ragioni diverse, molteplici strati dello stesso pubblico.

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