sabato, Ottobre 16

L’ecobonus del 110% comprende i sistemi di aria condizionata Detrazioni fiscali per rivitalizzare l'economia, con conferma per ecobonus, sismabonus e altro

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Mentre si alza il dibattito sulle imminenti elezioni referendarie per permettere agli italiani di votare sul possibile taglio dei parlamentari, continua il susseguirsi dei provvedimenti che competono alla materia sanitaria ma anche a quella tributaria. 

Ed ecco che più o meno entro le scadenze annunciate dalla politica, è arrivata di poco oltre Ferragosto la conversione in legge del Decreto Rilancio. Le novità sono molteplici e non tutte di poco conto. La legge di conversione porta con sé l’estensione dell’ecobonus del 110 per cento. Equivale a dire che è passata in aula la proposta di aumentare la detrazione fiscale per l’ecobonus e sismabonus a oltre il costo totale, da portare in detrazione delle imposte dovute in sede di dichiarazione annuale dei redditi come di consueto in questi casi.

La misura dell’attuale formulazione è applicabile anche alle seconde case, alle organizzazioni del terzo settore e altre associazioni e società sportive non professionistiche (ma solo per le unità immobiliari adibite a spogliatoio). Rimangono escluse dal beneficio fiscale le abitazioni di lusso, come le ville, i castelli e le dimore storiche. Questo ‘superbonus’ risulta prolungato nella sua durata fino al 30 giugno 2022, ma solo per i lavori di miglioramento della efficienza energetica degli alloggi di edilizia popolare. Il bonus è valido solo per gli interventi che vengono effettuati su un massimo di due unità immobiliari del proprietario, ad esclusione degli interventi fatti su parti comuni di un condominio.

Con la nuova legge è ritornato anche il bonus condizionatori, che permette di usufruire della detrazione fiscale del 110 per cento questa volta in soli cinque anni. Qualora i lavori vengano effettuati in unità immobiliari indipendenti e nei condomini all’interno di interventi di più ampio respiro sull’edificio nella sua interezza, si ha diritto allo sconto immediato in fattura invece della detrazione dalle imposte. Questo è il caso delle sostituzioni degli impianti di climatizzazione esistenti con degli impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, come minimo di classe energetica A, a pompa di calore, ibridi o giro termici in combinazione con impianti fotovoltaici.

Invece, in presenza di acquisto di un condizionatore d’aria per l’abitazione di un singolo contribuente (quindi non per il condominio), spetta una detrazione fiscale dal 50% a 65%. A seconda che sia avvenuto anche la ristrutturazione o meno, si verificano queste ipotesi:

  • Bonus condizionatori con ristrutturazione: detrazione al 50% per una nuova pompa di calore. Riduzione Iva al 10% solo per immobili residenziali o parti comuni condomini;
  • Bonus climatizzatori risparmio energetico: detrazione al 65% per un nuovo condizionatore con pompa di calore ad alta efficienza che deve sostituire un modello precedente.
  • Bonus condizionatori con bonus mobili e ristrutturazione: detrazione al 50% nel caso in cui vengano realizzati solamente dei lavori straordinari. In questo caso si può ottenere il bonus se si acquistano mobili o grandi elettrodomestici A+ compresi quindi i condizionatori.

Il bonus condizionatore vale anche per l’acquisto di un condizionatore portatile, però fate attenzione alla classe energetica che può differire tra la pompa di calore e la funzione di raffrescamento.

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