domenica, Maggio 9

Kurdistan al voto per l’indipendenza dall’Iraq Germania, vittoria a metà per Angela Merkel. Catalogna: possibile l'arresto del presidente Puigdemont

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Si sono aperti stamani alle 8 locali (le 7 in Italia) i seggi in tutta la regione autonoma del Kurdistan per il controverso referendum consultivo sull’indipendenza dall’Iraq, al quale si oppongono praticamente tutte le potenze regionali (con la sola eccezione di Israele) e internazionali. Sono 12.072 i seggi a cui sono chiamati i 5,3 milioni di elettori curdi registrati, sparsi in tre province del Kurdistan autonomo: Erbil, Sulaimaniyah e Dohuk, ma anche nella provincia contesa (e ricca di petrolio) di Kirkuk. In tutto sono chiamati al voto più di cinque milioni di persone, tra cui turcomanni, assiri e arabi.

Il parlamento iracheno ha approvato oggi una serie di misure in risposta alla consultazione, compreso il dispiegamento delle truppe federali in tutti i territori controllati dalle milizie curde dal 2013-14. Tra queste zone c’è anche l’area contesa di Kirkuk, dove a causa delle tensioni le autorità curde hanno imposto il coprifuoco notturno.

La Turchia, che ha ribadito di non riconoscere la consultazione e ha invitato la comunità internazionale a fare altrettanto, ha rafforzato i controlli al valico di frontiera e – secondo quanto dichiarato dal Primo ministro Binali Yldrim – sta addirittura valutando la chiusura del suo spazio aereo e del confine.  Oscurato il canale televisivo curdo Rudaw dal servizio satellitare TurkSat.

Nel pomeriggio il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il proprio omologo russo Vladimir Putin per discutere delle possibili ripercussioni del voto.

Le elezioni in Germania hanno portato la vittoria di Angela Merkel ma anche una batosta per la cancelliera. Volano i populisti di Afd. Crolla l’Spd. E i liberali tornano in Parlamento. La cancelliera non ha nascosto un po’ di delusione; tuttavia si dice «molto ottimista» sulle prospettive di formare una nuova coalizione di governo in tempi rapidi.

I risultati finali provvisori delle elezioni diffusi dall’Istituto di sondaggi ZDF indicano la Cdu-Csu al 33% (-8,5%); la Spd al 20,5% (-5,2%); la Afd al 12,6% (+7,9%); la Fdp al 10,7% (+5,9%); la Linke al 9,2% (+0,6%), i Verdi all’8,9% (+0,5%). I risultati finali definitivi saranno resi noti tra qualche settimana.

Due sono quelle possibili, se non si ricorrerà a una soluzione di minoranza: la Grosse Koalition, che Martin Schulz ha però subito escluso annunciando di andare all’opposizione; e quella non proprio facile detta ‘Giamaica’, cioè l’intesa tra l’Unione, i Verdi (andati meglio del previsto) e liberali. «Tutti i partiti capaci di partecipare ad una coalizione hanno la responsabilità di aiutare a creare una coalizione stabile», ha detto la cancelliera nella sua conferenza stampa post elettorale. «Ci sono dei colloqui in corso, non faccio anticipazioni, ma avranno successo», ha concluso.

Al di là dei possibili scenari, torna in salita la strada per il rilancio dell’Europa e delle riforme, a partire da quella dell’Eurozona, necessarie per voltare pagina dopo la crisi economica, quella dei migranti e la Brexit. La vittoria ‘mutilata’ di Angela Merkel, più la caduta dei solcialdemocratici e soprattutto la temuta avanzata dei populisti di Afd, non fanno che complicare ogni previsione sul futuro dell’Ue.

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