mercoledì, Aprile 21

Kissinger e altri per il nuovo ordine mondiale A 200 anni dal Congresso di Vienna, si riprova a disegnare il nuovo ordine mondiale. Kissinger senza filtri

0
1 2


Parlare con assoluta franchezza, ma con garanzia di anonimato. Si chiama regola di Chatham House e questo pomeriggio sarà applicata al ‘Secondo Congresso di Vienna‘, come è stato ribattezzato l’incontro nella capitale austriaca che avviene a duecento anni esatti dall’evento che segnò il passaggio decisivo tra l’età moderna e contemporanea in Europa.

Per tre giorni, storici e professori provenienti da grandi Università di tutto il mondo come Harvard, Columbia, Georgetown, Oxford, insieme ad autorità politiche, scrittori e rappresentanti di think tank degli Stati Uniti, Russia, Cina, Europa, Medio Oriente, saranno ospitati dalla Cancelleria federale austriaca nella cornice imperiale dell’Hofburg, il palazzo che fino al 1918 fu il centro politico della monarchia e che oggi assolve la medesima funzione per l’Austria democratica. Tra gli osservatori anche la Comunità di Sant’Egidio. Pochi invitati, molti dossier sul tavolo, un unico obiettivo: non quello di celebrare il passato ma di pensare a un nuovo ordine per il futuro. Gettare le basi di un nuovo ordine mondiale a duecento anni dalla caduta dell’Impero napoleonico e dal nuovo equilibrio in Europa emerso dai negoziati che si svolsero tra le potenze uscite vincitrici dallo scontro con Napoleone (Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna).

Per capire la proiezione dell’incontro è doverosa una breve contestualizzazione storica sul Congresso di Vienna, del 1815, tra gli avvenimenti più significativi della storia moderna europea, perché è stato capace di influenzare sotto diversi aspetti molti eventi che da lì si sono succeduti fino ai nostri giorni. Regnanti, uomini di Stato e diplomatici del calibro dell’austriaco Klemens von Metternich o del politico francese Charles Mauruce de Tayllerand, tra il 1814 ed il 1815 si riunirono nella capitale austriaca con l’obiettivo di mettere fine al sistema di potere napoleonico, ma allo stesso tempo di ridisegnare la carta geografica degli Stati europei. Fu la prima volta in cui gli Stati europei capirono che il modo giusto di mettere fine a una guerra era quello di riunire tutti gli Stati interessati e discutere una soluzione valida per tutti.

Un’idea sopravvissuta fino a oggi, ma che evidentemente impone un ammodernamento. «Guardare al passato sarà utile per capire il presente e prevedere il futuro delle relazioni internazionali: soprattutto attraverso i pressanti problemi di oggi come la disuguaglianza sociale e la questione dell’integrazione dei rifugiati», scrivono gli organizzatori dei lavori del ‘Congress of Vienna’ che si apriranno a Vienna alle 17.30 di oggi con un intervento del canadese Joel Bell, Presidente della Chumir Foundation for Ethics in Leadership, Fondazione che ha un po’ il lead dell’evento. Ma il dibattito, rigorosamente ‘off the records’ (ossia esplicitamente non autorizzato alla pubblicazione) proseguirà anche su un piano decisamente più politico e istituzionale: accanto ai saluti e agli interventi della classe dirigente viennese, sono confermate le testimonianze dell’attuale Cancelliere austriaco Werner Faymann, del Presidente Heinz Fischer, e dell’ex Primo Ministro italiano Romano Prodi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->