martedì, Maggio 18

Kirkuk e la ‘sfida’ della bandiera curda

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Il Consiglio provinciale di Kirkuk ha votato martedì per chiedere al governo iracheno la possibilità di tenere un referendum, in conformità con l’articolo 140 della Costituzione irachena, per poter offrire la possibilità alla popolazione residente nelle aree contese tra il governo federale e la regione autonoma del Kurdistan iracheno, di scegliere a quale entità appartenere.

In particolare l’articolo 140 della Costituzione irachena afferma che prima del referendum dovrebbero essere adottate misure per invertire l’arabizzazione delle provincie a maggioranza curda imposta durante il regime di Saddam Hussein. La regione è tornata ad essere ripopolata da curdi a partire dal 2003, ma fino ad oggi il governo centrale ha sempre evitato di permettere il referendum. La zona è stata conquistata dalle forze curde Peshmerga nel 2014 dopo che le forze governative avevano abbandonato la città per l’avanzata dell’Isis nel nord del Paese. La regione però è troppo importante per Baghdad, visto che vi sono i maggiori giacimenti petroliferi del Paese.

Il governo ha condannato ieri la decisione delle autorità di Kirkuk di issare la bandiera curda sugli edifici pubblici della città. Sia gli abitanti arabi di Kirkuk sia quelli della minoranza turcomanna pensano che questa decisione possa far scoppiare le rivalità etniche in questa zona. A dirlo anche il portavoce del presidente turco, Ibrahim Kalyn, secondo cui la questione potrebbe far salire la tensione con i Paesi confinanti.

Anche i curdi sembrano divisi. Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) sostiene che la bandiera non rappresenta il popolo curdo perché la bandiera blu e gialla era in origine il simbolo del Partito democratico del Kurdistan (Pdk). Ricordiamo che poi la decisione di issare la bandiera curda sugli edifici pubblici di Kirkuk è in aperta sfida alla decisione presa lo scorso primo aprile dal parlamento iracheno, che ha stabilito che la bandiera curda non può essere issata accanto a quella irachena sugli edifici amministrativi nella provincia.

Al fianco dell’Iraq Iran e Turchia, che con i curdi non hanno un buon rapporto. Insomma che si stia preparando il terreno per un nuovo scontro, quando tutto sarà finito con lo Stato Islamico?

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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