mercoledì, Settembre 22

Kim Jong-Un-Trump, segnali di distensione Dazi, Merkel: 'Rischio di una spirale di escalation che potrebbe essere dannosa. La Ue deve reagire'

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Kim Jong-Un tende la mano a Donald Trump. Il presidente americano ha ricevuto una lettera del leader nordcoreano nella quale Kim ha invitato Trump a un faccia a faccia per discutere di denuclearizzazione della penisola coreana e si sarebbe impegnato a sospendere i test nucleari e missilistici.

Il tycoon, secondo fonti della Casa Bianca confermate dal responsabile per la sicurezza nazionale della Corea del Sud, Chung Eui-yong dopo un incontro con lo stesso Trump, si è detto disponibile all’incontro entro maggio. Chung si è detto ‘ottimista’ su una soluzione pacifica della crisi della penisola coreana. Ottime le reazioni internazionali. La Russia si è detta soddisfatta, commentando il possibile incontro tra Trump e Kim Jong-Un come «un passo nella giusta direzione», come ha sottolineato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che spera che questo incontro possa portare da una «piena soluzione politica» della situazione.

La Cina «accoglie con favore questi positivi segnali da parte di Usa e Corea del Nord che vanno verso il dialogo diretto. Il prossimo passo da parte di tutte le parti è di sostenere questo slancio e forgiare sinergie, lavorando assieme per restaurare la stabilità nella penisola coreana». Anche la Ue fa notare la sua positività: «Siamo incoraggiati dall’annuncio del summit tra i due leader coreani ad aprile. Crediamo che sia anche un segnale positivo l’annuncio del summit Trump-Kim».

Trump che però è sotto attacco per la questione dazi. Il portavoce di Angela Merkel, Georg Streiter, in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sulle misure annunciate ieri dal presidente, ha affermato che c’è il «rischio di una spirale di escalation che potrebbe essere dannosa. L’Ue troverà una risposta comune e chiara», ha detto, sottolineando che i dazi non risolvono il problema della sovracapacità dell’acciaio.

«Speriamo di poter avere conferma che la Ue sarà esclusa dai dazi Usa, perché siamo amici, siamo alleati, lavoriamo insieme e non possiamo essere una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti», ha detto invece la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem, secondo cui se la questione non si dovesse risolvere, allora «dovremo proteggere la nostra industria con misure che riequilibrano».

Secondo il il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, «il primo obiettivo è il dialogo con gli Usa. Prepariamo delle contromisure ma speriamo di non doverle usare. Se si avverasse il peggior scenario possibile siamo pronti a portare gli Usa al Wto. Ci aspettiamo che l’Ue sia trattata come un blocco unico, non possiamo accettare che sia divisa in categorie differenti». Il commissario europeo ha aggiunto che l’Ue «condivide la frustrazione degli Usa» sul dumping cinese sull’acciaio, ma i dazi contro l’Europa «colpirebbero l’obiettivo sbagliato».

Andiamo in Olanda, perché il governo ha firmato il contratto per la costruzione della nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). A siglare l’intesa è stato il viceministro dell’Interno Raymond Knops. La costruzione del nuovo edificio, che deve essere pronto entro la metà di novembre 2019, è stata affidata alla società Dura Vermeer.

Passiamo alla Gran Bretagna, dove circa 100 militari sono stati schierati a Salisbury, teatro dell’attacco con un agente nervino contro l’ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia, per aiutare la polizia nelle indagini e per presidiare la sicurezza. Ci sono elementi dei Royal Marines e personale addestrato per la guerra chimica e in operazioni di decontaminazione.

In Germania sono ora ufficiali i nomi dei ministri dei socialdemocratici per il prossimo governo di Grosse Koalition: si tratta di Olaf Scholz, che sarà ministro delle finanze e vicecancelliere; Heiko Maas, che andrà agli Esteri e lascerà la Giustizia; Katarina Barley, ministro della Giustizia, che lascia il dicastero della Famiglia; Hubertus Heil andrà al Lavoro; Svenja Schulze all’Ambiente; e Franziska Giffey, alla Famiglia.

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