martedì, ottobre 23

Kigali: i retroscena del fallito incontro tra Museveni e Kagame Il mancato incontro tra Museveni e Kagame complica la tanto attesa riconciliazione tra le due potenze militari

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Lo scorso 21 maggio i presidenti Yoweri Kaguta Museveni e Paul Kagame dovevano incontrarsi ai margini del summit straordinario della Unione Africana sul African Continental Free Trade Area (AfCFTA) per discutere della crisi diplomatica iniziata in sordina nel 2016 che rischia di generare una guerra fredda se non un conflitto tra le due potenze militari regionali. A gran sorpresa il meeting non è mai avvenuto.

Il presidente ugandese ha cancellato il viaggio a Kigali per presenziare al summit UA e incontrare Kagame a causa di non ben specificate ragioni di sicurezza. Secondo notizie giunte al quotidiano ugandese ‘Daily Monitor‘, i servizi di sicurezza ugandesi e rwandesi non avrebbero raggiunto un accordo sul tragitto che doveva compiere Museveni a partire dall’aeroporto internazionale di Kigali e su quale hotel alloggiare.

Il team di esperti ugandesi in sicurezza inviati in Ruanda per pianificare la visita di Museveni non avrebbero ricevuto precise indicazioni sull’ hotel dove alloggiare e la composizione del convoglio stradale di scorta. Due elementi fondamentali per la sicurezza di un Presidente in visita in un Paese straniero.

Il team degli esperti ugandesi era giunto a Kigali lo scorso 12 marzo per verificare le condizioni di sicurezza. Il 18 marzo, a soli due giorni dal summit, le autorità rwandesi non avevano ancora comunicato l’albergo dove Museveni doveva alloggiare né la composizione del convoglio di scorta.

Una fonte interna ai servizi segreti ugandesi ha rivelato a vari media regionali che il team di esperti si è visto annullare la riunione di sicurezza mentre le autorità rwandesi regolarmente svolgevano le riunioni sulla sicurezza con i team inviati da altri Paesi.

Frustato dall’ insolito comportamento ruandese, il team di esperti ha informato il presidente Museveni della mancata collaborazione delle autorità rwandesi. Il Vecchio aveva deciso di recarsi comunque al summit ma consulenti addetti alla sicurezza presidenziale lo hanno vivamente sconsigliato di intraprendere il viaggio.

Don Wanyama, Segretario Senior dell’ufficio stampa della Presidenza ugandese, non ha voluto confermare i rumori che circolano a Kampala affermando che si tratta di informazioni confidenziali impossibili da divulgare all’opinione pubblica. Una smentita che rafforza la veridicità dei rumori.

Al summit UA è stato inviato il Ministro degli Esteri Sam Kutesa, incaricato di firmare gli accordi CFTA sul mercato unico continentale e il protocollo sul libero movimento di merci e persone che determina il diritto per ogni cittadino africano di vivere e lavorare in un qualsiasi Paese africano. Kutesa non ha però ricevuto l’autorizzazione a incontrare il Presidente Kagame.

Il mancato incontro tra Museveni e Kagame complica la tanto attesa riconciliazione tra le due potenze militari, aggravando le già intrigate situazioni all’est del Congo, Burundi, Repubblica Centro Africa e Sud Sudan.

Impossibile accertare la veridicità della versione dei fatti offerta da parte ugandese per mancanza di riscontro da parte rwandese. Entrambi i governi fanno indirettamente comprendere che questo è un problema tra i tutsi rwandesi del Clan Ugandese di Kagame e i loro cugini Banyangole di Museveni.

Un litigio tra parenti sulla spartizione delle risorse naturali regionali che coinvolge il destino di milioni di persone di sei Paesi, Uganda e Ruanda compresi.  L’opinione pubblica regionale gradisce una maggior trasparenza sulla crisi Kampala Kigali che rischia di infiammare maggiormente la Regione dei Grandi Laghi.

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