sabato, Maggio 15

Keystone XL, le comunità pronte a dare battaglia a Trump

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Dopo il rilancio di Donald Trump del progetto di pipeline Keystone XL, alcune comunità lungo il suo percorso si preparano a combattere di nuovo. Il presidente ha firmato nel gennaio scorso l’atto volto a rilanciare e rimette in agenda la costruzione questo oleodotto così come l’altro al centro di polemiche, il Dakota Access. Secondo quanto annunciato dallo stesso Trump la realizzazione delle le due infrastrutture «porterà alla creazione di 28mila posti di lavoro e tutte le strutture saranno prodotte in America, come ai vecchi tempi».

Ad opporsi ad entrambi era stato l’ex inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, vista la sua battaglia contro i cambiamenti climatici. Ma cos’è il Keystone XL? Si tratta di un oleodotto progettato dalla compagnia energetica canadese TransCanada per trasportare, a regime, fino a 830mila barili di bitume al giorno (per ora sono circa 600mila) da convertire in petrolio grezzo presso appositi impianti di raffinazione. Al momento è operativa la parte meridionale che arriva fino alla costa del golfo del Messico, così come una prima versione di quella settentrionale che parte dal Canada ma che, attraversando numerosi stati del midwest, risulta poco efficiente dal punto di vista logistico. Il nuovo progetto prevede un tracciato più breve e rettilineo, ma necessita di un’autorizzazione particolare del governo americano perché attraversa il confine federale.

Il costo complessivo del Keystone XL è stimato in 5,3 miliardi di dollari e secondo il progetto originale dovrebbe avere una lunghezza di 1.897 chilometri. Ma questo progetto fa arrabbiare in molti: da una parte c’è chi ritiene l’oleodotto come un’ulteriore arma a disposizione del riscaldamento globale perché la sua attività aumenterebbe il totale delle emissioni di CO2 di Canada e Stati Uniti. Dall’altra c’è chi lo sostiene perché aiuterebbe il governo americano a creare nuovi posti di lavoro, a rendersi più indipendente dal punto di vista energetico (-40% di petrolio in meno da Venezuela e Medioriente). In più ci sono alcune comunità indigene che hanno da ridire sul tracciato del Keystone XL. Ecco un reportage dalle zone interessate.

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