martedì, Aprile 13

Kenya, probabile riconferma del bando ai prodotti OGM Oltre 100 diversi prodotti alimentari requisiti dai supermercati perché spacciati come naturali. Usa e Gb coinvolti

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TO GO WITH AFP STORY:Le PAM, nouveau d?b

Kampala – Nel novembre 2012 il Ministro della Sanità pubblica Beth Mugo annunciò il bando di tutti i prodotti OGM sul territorio keniota, causa il sospetto di effetti nocivi sulla salute dei consumatori. Le pressioni americane costrinsero il governo a rendere la decisione provvisoria e soggetta ad eventuale conferma o revisione a seguito di approfonditi studi scientifici. Il Ministero della Salute ha creato una Task Force con il compito di valutare gli effetti sulla salute dei consumatori del cibo geneticamente modificato al fine di prendere la decisione finale. La Task Force è guidata dal Dottor Kihumbu Thairu, famoso scienziato biomedicale. Il bando degli OGM è stato violato diverse volte in Kenya da ditte alimentari americane che, attraverso intermediari per la grossa distribuzione, hanno introdotto sul mercato diversi prodotti OGM senza etichetta, facendoli passare come prodotti naturali.

L’obbligo di informare sulla natura dei prodotti alimentari (OGM o senza OGM) è in vigore in tutti i Paesi europei, Russia, Arabia Saudita, Cina, India, Sri Lanka, Singapore, Giappone, Sud Corea, Taiwan, Vietnam, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda, Ecuador, Perù, Bolivia, Brasile, Iceland, Mali, Senegal, Camerun, Sud Africa, Etiopia. La misura, promossa dall’Organizzazione Sanitaria Mondiale e da diverse associazioni internazionali ambientalistiche e in difesa dei consumatori, permette la libera scelta tra i prodotti OMG e quelli naturali. La National Biosafey Authority – NBA (Autorità Nazionale sulla sicurezza biologica) due settimane fa ha ordinato alla polizia e laboratori scientifici di procedere ad una verifica sulla esistenza di prodotti OGM illegalmente introdotti sul mercato grazie alla mancanza di informazioni sulle etichette. I primi risultati rivelano un network commerciale organizzato dagli Stati Uniti di proporzioni preoccupanti e in netta violazione con le leggi keniote.

Oltre 100 diversi prodotti alimentari sono stati requisiti dagli scaffali dei supermercati in quanto prodotti OGM camuffati da prodotti naturali. Multe da 20 milioni di scellini kenioti (circa 167.000 euro) sono state inflitte a tre società di importazione prodotti alimentari di cui identità non è stata resa nota dalle autorità. I media kenioti hanno denunciato anche una pesante interferenza degli Stati Uniti e Gran Bretagna sulle ricerche condotte dalla task forze medico-scientifica incaricata di confermare o meno il bando sui OGM. Washington e Londra avrebbero creato una lobby a favore dei prodotti geneticamente modificati all’interno del mondo medico e scientifico keniota che contesta i lavori del Dottor Thairu, considerati parziali causa la nota avversità agli OGM di questo ricercatore. La creazione di questa lobby ha permesso a multinazionali anglo americane, tra cui la Monsaldo, di effettuare delle ricerche non autorizzate dal governo sulla produzione locale di OGM in Kenya soprattutto su mais, cassava, sorgo e cotone. Alcuni parlamentari hanno chiesto l’apertura di un’indagine su queste ricerche clandestine.

Solo in tre Paesi africani le ricerche sulla produzione di OGM sono legali: Burkina Faso, Sud Africa e Sudan. In altri cinque Paesi si hanno notizie di ricerche clandestine o semi clandestine finanziate dalla Monsaldo. Oltre al Kenya vi sarebbero coinvolti Ghana, Nigeria, Malawi e Uganda. Nonostante l’opposizione di questa lobby pro OGM, il Dottor Thairu prosegue nelle sue ricerche, rafforzate da quelle recentemente condotte dal biologo molecolare francese Giles-Eric Seralin dell’Università di Caen. Tramite gli studi su ratti condotti su un periodo di due anni, il professore Seralin ha dimostrato che i semi di mais NK603 della Monsanto aumentano del 58% le possibilità che i ratti sviluppino forme tumorali maligne. La scoperta ha avuto un forte impatto a livello internazionale rafforzando l’opposizione ai prodotti alimentari OGM e costringendo vari governi a studiare leggi per rafforzare la salute dei cittadini. La Monsanto ha reagito finanziando una estesa campagna scientifica mondiale per contestare i risultati del professore Seralin.

Nella comunità economica dell’Africa Orientale (East Africa Community) non esiste una legislazione omogenea sui prodotti OGM. Gli Stati Membri si sono riuniti per creare una legge comune sulla sicurezza biologica di cui la prima bozza è attesa entro quest’anno. Adottare una legislazione comune permetterà ai paesi dell’Africa Orientale di minimizzare i costi delle ricerche e a regolare i prodotti OGM. Si registrano forti interferenze della Monsaldo intenzionata a bloccare il varo dei questa legge regionale che probabilmente sarà contro i “cibo del futuro”. I prodotti alimentari geneticamente modificati producono gravi alterazioni nel DNA umano creando nel lungo termine mortali danni alla salute tra i quali intossicazione dei organi vitali, modificazione fluidi corporei, resistenza agli antibiotici, e varie forme tumorali. La produzione di OGM crea danni ambientali permanenti ed impedisce la crescita di prodotti alimentari naturali nei campi trattati OGM.

Si sospetta la Monsaldo e altre multinazionali alimentari di introdurre nel DNA dei prodotti OGM meccanismi di attacco contro le specie naturali. Inoltre i semi sono strutturati per avere una scadenza annuale e privati delle naturali caratteristiche di fertilità. Un’operazione coscientemente attuata dalla Monsaldo per costringere i contadini del Terzo Mondo a diventare schiavi della catena di distribuzione. Non potendo replicare i semi o conservarli nelle banche semi come si usa fare per i prodotti naturali, i contadini ad ogni semina sono costretti a comprare nuovi semi OGM di monopolio della Monsanto. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite la coltivazione mondiale di OGM è aumentata del 10.000%, nonostante le proteste mondiali e le restrizioni decise da vari paesi. Nel 1996 1,7 milioni di ettari erano adibiti alla coltivazione di prodotti OGM. Nel 2012 queste coltivazioni si estendono su 170 milioni di ettari prevalentemente concentrati nei paesi del Terzo Mondo con seri danni alla loro capacità agricola. 

 

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