martedì, Luglio 27

Kenya: la Polizia sventa complotto per assassinare la Regina Elisabetta I dettagli dell’operazione, avvenuta tra il settembre 2016 e il maggio 2017, sono stati rilasciati dalle autorità keniote mercoledì 21 febbraio

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Colpo grosso dei servizi segreti della Polizia keniota che hanno scoperto e sventato un piano terroristico per assassinare la Regina Elisabetta II e l’ex Primo Ministro David Cameron. I dettagli dell’operazione, avvenuta tra il settembre 2016 e il maggio 2017, sono stati rilasciati dalle autorità keniote mercoledì 21 febbraio. Il caso vede coinvolto un cittadino danese  autista a Londra, Aweys Shikhey, che nel 2015 aveva raggiunto DAESH. Shikhey, non avendo precedenti penali e non avendo mai professato idee estremistiche, era riuscito a sfuggire dai controlli antiterroristici di Scotland Yard e dei servizi segreti inglesi.

Nel luglio 2016 la Polizia keniota intercettò una serie di messaggi che Shikhey aveva inviato, utilizzando Threema e Telegram da Londra, a Abdirahman Idrissa Hassan, un cittadino somalo residente in Kenya.  Dal maggio 2016 Hassan era stato posto sotto sorveglianza in quanto sospettato di appartenere ad una cellula dormiente del gruppo terroristico somalo Al Shabaab. Il gruppo terrorista, combattuto dal 2007 dalle forze africane AMISOM sotto il comando del UPDF, esercito ugandese, nel 2016 ha subito una scissione di una fazione combattente che si è affiliata a DAESH.

Il gruppo terroristico Al Shabaab è responsabile di diversi attacchi terroristici in Kenya. I più sanguinari sono stati: il massacro del Westgate Mall a Nairobi, nel 2013, il massacro di Mpeketoni, nel 2014, e il massacro presso l’Universitá di Garissa, nel 2015.
I servizi segreti kenioti arrestarono Hassan nel settembre 2016, a seguito del reperimento di prove che lo volevano affiliato ad Al-Shabaab. Durante gli interrogatori, Hassan, oltre a collaborare con le autorità keniote per sventare attacchi terroristici in preparazione in Kenya, rivelò i dettagli di un complotto per uccidere la Regina Elisabetta II e l’ex Primo Ministro David Cameron, fornendo prove inconfutabili del coinvolgimento di Shikhey.

Secondo le conversazioni online intercettate e le confessioni fatte dal terrorista somalo, Shikhey aveva chiesto ad Hassan di partecipare ad un commando  per uccidere la Regina e il Primo Ministro, inviando 10.000 sterline presso il conto bancario di Hassan alla Barclays BBank. Altre cospicue somme di denaro furono inviate a Raaqiya Hussein, un profugo somalo che viveva in Norvegia. Le prove fornite dalla Polizia keniota a Scotland Yard portarono all’arresto di Shikhey, nel maggio 2017. Durante gli interrogatori il tassista londinese confermò gli indizi forniti dalle autorità keniote e l’intenzione di assassinare la Regina e il Primo Ministro.

I dettagli delle operazioni sono stati tenuti segreti al fine di poter intercettare e smantellare la cellula terroristica coinvolta nel piano eversivo, tra i cui membri vi è il profugo somalo Hussein, in Norvegia. Le rivelazioni fatte mercoledì 21 febbraio dalle autorità keniote sono state concordate con i loro colleghi londinesi.

«Grazie alle informazioni ricevute dalla polizia keniota e al ottimo lavoro eseguito dai servizi segreti kenioti, siamo riusciti a scoprire e sventare una serie di attacchi terroristici del DAESH tra i quali l’assassinio  della Regina Elisabetta II e del ex Primo Ministro David Cameron», ha dichiarato ai media inglesi Dean Haydon, il Comandante dell’Unità Metropolitana Antiterrorismo di Londra.

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