mercoledì, Ottobre 20

Kenya: ‘Fidel’ Odinga candidato Presidente, Kenyatta in forse

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La coalizione dei partiti d’opposizione National Super Alliance (NASA) ha nominato Raila Odinga come suoFlag Bearer‘ (portabandiera), permettendogli di aspirare per la terza volta alla Presidenza della Repubblica del Kenya. La coalizione si appresta in queste ore alla nomina ufficiale. Raila Odinga, detto Fidel, 72 anni è considerato il Tshisekedi keniota -gli analisti politici africani hanno preso in prestito il cognome del famoso oppositore congolese Ethienne Tshisekedi, per indicare i politici di opposizione africani Opposants Eternelles(oppositori a vita) che non riescono mai ad accedere al potere durante la loro permanenza su questa terra.

Considerato uno dei principali promotori delle violenze etniche post elettorali nel 2007 assieme al Presidente di origine Kikuyu, Mwai Kibaki, Odinga fu nominato Primo Ministro nel Governo di unità nazionale (2008 – 2012). Un Governo caratterizzato da una completa paralisi amministrativa del Paese causa la lotta tra i due principali oppositori politici, l’aumento esponenziale della corruzione e il disastro economico da cui il Kenya stenta ancora a riprendersi. Odinga si è formato politicamente negli Annis Settanta sposando le teorie marxiste della rivoluzione cubana. Per anni Odinga è stato sospettato di ricevere aiuti finanziari dall’Unione Sovietica da qui il soprannome Fidel. Solo nel 2000 Odinga rinnega le sue origini marxiste per sposare il libero mercato, proponendosi agli Stati Uniti e agli investitori occidentali in generale come una valida e leale alternativa per la Presidenza in Kenya.

Sul fronte della coalizione di Governo, il Jubilee Party, il caos regna sovrano. Nonostante che sia appoggiato dal Vice Presidente William Ruto (Kalenjne) e dal Segretario Generale del Partito, Raphael Tuju, il Presidente uscente Uhuru Kenyatta non ha ancora ricevuto il titolo di Flag Bearer. Le primarie interne indette venerdì 22 aprile sono fallite e ad un giorno dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle candidature alle presidenziali il Jubilee Party non ha ancora nominato il suo portabandiera. Secondo le spiegazioni ufficiali fornite dal partito al Governo le primarie sono fallite a causa di una carenza fisica di bollettini di voti nei seggi organizzati all’interno delle sedi del partito sparse sul territorio nazionale. «Ci siamo accorti tardi della carenza di bollettini di voto. Ci sono stati più partecipanti che previsto e molti non hanno potuto esprimere la loro preferenza per mancanza di bollettini di voto. Stiamo organizzando una nuova tornata di voto preparandoci adeguatamente», ha dichiarato il Presidente Kenyatta.
In 21 contee il voto per la nomination alla presidenza non è stato effettuato. Alcune fazioni interne al partito accusano che la carenza dei bollettini di voto sia stata creata artificialmente. Secondo loro la carenza si sarebbe registrata nei seggi dove difficilmente Kenyatta poteva essere nominato. Durante le votazioni la base del Jubilee Party ha penalizzato anche i candidati vicini al Presidente e al Vice Presidente. Sei candidati al Parlamento sotto la sfera di Kenyatta non sono stati votati, preferendo candidati non allineati all’attuale Capo di Stato.
Tra i candidati bocciati c’è la Signora Anna Nyojkabi, parente di primo grado di Kenyatta, sconfitta dal radio giornalista Gathoni Wamuchomba.  Il margine di sconfitta è immenso: Nyoikabi: 26.768 preferenze, Wamuchomba: 374.306. Il candidato al Parlamento Esther Gathogo ha perso contro l’imprenditore N’gan’ga Kin’gara mere il candidato parlamentare John Kuragu è stato sconfitto da l’ex parlamentare Peter Mwathi. Sia Kin’gara che Nwathi non rientrano nella sfera di influenza del Presidente.  Anche Bundotich Zedekiah Kiprop, conosciuto con il soprannome di Buzeki ed amico intimo del Vice Presidente William Ruto è stato penalizzato al posto di governatorato da Jackson Mandago, un leader politico assai recente nella coalizione al potere.
In alcuni casi la mancata elezione dei  candidati pro Kenyatta e Ruto ha generato  scontri tra supporter e aperture di casi giudiziari. Peter Kenneth (un amico intimo di Kenyatta) sconfitto alla nomination per il prestigioso posto di Governatore di Nairobi ha rifiutato la sconfitta e la nomina di Mike Sonko, attuale Senatore presso la contea di Nairobi. «Mi dissocio da queste elezioni svolte nella contea di Nairobi e esigo che siano annullate e rifatte sulla base di una genuina lista degli iscritti al partito», ha dichiarato Kenneth in un comunicato stampa accusando le sezioni del Jubilee Party di Nairobi di aver introdotto falsi iscritti al partito per facilitare l’elezione del suo rivale, Sonko. In alcuni seggi le violenze emerse durante le operazioni di spoglio hanno costretto Esercito e Polizia a intervenire, come nel caso del seggio del Jubilee Party presso il Liceo Maschile di Itierio, nella contea di Kisii.

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