domenica, Settembre 26

Kenya, cargo ONU: spunta la pista russa

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Kampala – La scoperta, avvenuta lunedì 21 settembre, presso il porto di Mombasa, di un carico di armi e droga nascosto all’interno di veicoli delle Nazioni Unite, trasportati da una nave appartenente alla compagnia marittima norvegese Höegh Autoliners, sembra essere destinata a creare una crisi diplomatica tra il Kenya e la missione di pace ONU in Congo, MONUSCO, che dipende dai porti kenioti per i suoi approvvigionamenti.

Le autorità keniote hanno reso noto ai media nazionali (tramite conferenza stampa indetta dal capo della Polizia di Mombasa, Francis Wanjohi) che il cargo di armi intercettato è composto prevalentemente da armi di guerra di fabbricazione russa: fucili mitragliatori, Kalashnikov, RPG, (i famosi lanciarazzi russi usati in tutte le guerre africane) mitragliatrici da campo con proiettili perforanti. Le caratteristiche delle armi scoperte aprono nuovi ed inquietanti interrogativi.

Sono tutte armi pesanti dall’alto potere distruttivo e solitamente utilizzate per operazioni militari offensive mentre il mandato MONUSCO prevede solo operazioni difensive. Inoltre la tipologia delle armi corrisponde a quella preferita  dalle guerriglie africane e dai gruppi terroristici come Boko Haram, Al-Shabaab, ADF, FDLR, per via della loro facilità di utilizzo e manutenzione. Le autorità keniote hanno espresso preoccupazione, informando, secondo le nostre fonti, le rappresentanze diplomatiche di Uganda e Rwanda, in quanto confinanti con il Congo.

Le preoccupazioni relative al carico di morte nascosto nei veicoli ONU sono motivate dalla delicata situazione di instabilità della Regione dei Grandi Laghi. Tra le principali crisi che minano la sicurezza regionale ricordiamo la drammatica situazione in Burundi e i tentativi di invasione del Rwanda da parte del gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FLDR) che attuarono il genocidio nel 1994, ora presenti in territorio burundese.

Secondo le indagini dei servizi segreti ugandesi e ruandesi, il Governo illegale burundese e i terroristi FDLR starebbero attuando ingenti acquisti di armi. Il regime di Bujumbura ne necessita per rafforzare il suo controllo nel Paese, e i terroristi FDLR per attrezzarsi adeguatamente per una eventuale invasione del Rwanda. Dal settembre 2013 l’Esercito ruandese ha respinto due tentativi di invasione delle FDLR e smantellato una rete terroristica creata dalle FDLR nelle provincie confinanti con il Congo.

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