domenica, Settembre 19

Kenya: armi e droga in un carico delle Nazioni Unite Le autorità aprono un’inchiesta e il Palazzo di Vetro si chiude nel silenzio

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Kampala – Mombasa, Kenya

La polizia portuale keniota, nella mattina di lunedì 21 settembre, intercetta un carico di armi e droga nascosto all’interno di veicoli delle Nazioni Unite trasportati da una nave appartenente alla compagnia marittima norvegese Höegh Autoliners. La notizia viene occultata ai media per due giorni, fino a quando le autorità keniote decidono di renderla pubblica informando ‘Reuter’, che la pubblica il 23 settembre alle 15:44 (English Time). La notizia viene immediatamente ripresa dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’ 16 minuti dopo. Mentre la notizia viene riprodotta a catena sulla stampa anglosassone, le Nazioni Unite scelgono un imbarazzante silenzio rispettato da ‘Radio Okapi‘ l’organo di stampa ufficiale della missione di pace in Congo, MONUSCO, in accordo con i principali media congolesi. Solo la radio privata ‘Top Congo FM’ ha il coraggio di pubblicare la notizia che riguarda il Paese africano martoriato da 21 anni di guerre, instabilità e spietate dittature.

La nave mercantile norvegese Höegh Transporter era giunta al porto di Mombasa dopo aver caricato presso il porto di Mumbai (India) un cargo di veicoli destinati alla missione di pace delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo. Il Comandante della Polizia keniota, Francis Wanjohi, si mostra restio a fornire informazioni del blitz e sulla scoperta del cargo della morte, limitandosi ad affermare che da due anni l’Africa Orientale è divenuta un ottimo mercato per le armi e un centro di smistamento per l’eroina afgana destinata ai mercati europei. Secondo fonti non ufficiali, la polizia portuale keniota ha attuato una perquisizione sulla nave norvegese a seguito di una denuncia anonima, trovando un ingente stock di armi da guerra, munizioni e una quantità non precisata di eroina afgana. Il cargo illegale era nascosto all’interno dei veicoli delle Nazioni Unite.

La gravità dell’incidente internazionale è evidenziata nel comunicato stampa della compagnia mercantile norvegese pubblicato sul suo sito. «La Höegh Autoliners conferma che la nostra nave mercantile Höegh Transporter, che attualmente si trova ormeggiata presso il porto di Mombasa, Kenya, trasportava una consegna di veicoli delle Nazioni Unite provenienti da Mumbai, India e destinata alla missione di pace ONU nella Repubblica Democratica del Congo. Durante una ispezione del carico le autorità keniote hanno scoperto delle armi non dichiarate nel manifesto di trasporto. Le armi erano all’interno dei veicoli delle Nazioni Unite», recita il comunicato.

In una disperata difesa, Charles Bambara, il portavoce della MONUSCO, ha dichiarato alla ‘Reuters’ che le armi scoperte erano destinate al contingente indiano della missioni di pace ONU che è di stanza nella provincia del Nord Kivu, est del Congo. Bambara ammette che la ditta indiana incaricata dalle Nazioni Unite dell’invio del cargo destinato alla MONUSCO ha dichiarato alle autorità keniote solo i veicoli e non le armi per motivi che ignora. Bambara afferma anche di non conoscere il nome esatto dello spedizioniere indiano. Non smentisce il ritrovamento dell’eroina, cercando semplicemente di eclissare l’argomento. «Le armi non sono state dichiarate alla nostra compagnia. Il fatto che sono state ritrovate all’interno dei veicoli trasportati è una palese violazione del nostro regolamento che vieta in modo assoluto e senza eccezioni trasporto di armi e munizioni», precisa la compagnia marittima norvegese informando che il comandante della nave ha ricevuto precise istruzioni di offrire la piena collaborazione nello svolgimento dell’inchiesta aperta dal governo keniota.

Numerosi e inquietanti gli interrogativi. Perché le armi (teoricamente destinate al contingente indiano della MONUSCO) non sono state dichiarate alla compagnia marittima norvegese e alle autorità keniote, ma nascoste all’interno dei veicoli? Questo contraddice i rigidi regolamenti delle Nazioni Unite sul trasporto di armi e munizioni destinate ai contingenti dei Caschi Blu impegnati nelle varie missioni di pace. Nonostante il tentativo di ignorare l’altra parte della merce illegale, perché nascondere un quantitativo significante di eroina? A chi era destinata?
Queste domande sono legittime visto che si parla di una zona altamente sensibile. L’est del Congo è sconvolto da guerre perenni e mille traffici, oltre a gruppi terroristici che seminano morte e distruzione: come l’ugandese ADF o il ruandese FDLR, traffici illegali di minerali, preparativi di invasione del Rwanda, preparati fin dal settembre 2013 dal gruppo terroristico FDLR, Governi instabili e dittature feroci come quella della Famiglia Kabila e un Governo razial-nazista in Burundi che sta massacrando la popolazione pur di mantenersi illegalmente al potere con la forza.  
Le risposte al momento non potranno provenire dal Kenya, protette dal segreto istruttorio.

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