martedì, Agosto 3

Kaspersky finisce nel tritacarne del Russiagate La società informatica russa è accusata di spionaggio dagli Stati Uniti

0

Il duello politico tra Stati Uniti e Russia che si protrae da ben prima dell’elezione di Donald Trump e che sta considerevolmente minando l’autorità del presidente tende ormai ad allargarsi al campo imprenditoriale.

Da qualche settimana, infatti, gli enti governativi statunitensi non possono più avvalersi dei servizi offerti dalla compagnia di sicurezza informatica russa Kaspersky. La ragione ufficiale della misura adottata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Usa è legata ad accuse dell’intelligence statunitense circa una presunta attività spionistica attribuita allo sviluppatore russo, il quale viene sempre più frequentemente collegato in maniera più o meno diretta al Cremlino.

Stando a quanto riportato dal ‘Wall Street Journal‘ sulla base di rivelazioni fornite da fonti dei servizi segreti, alcuni funzionari statali russi avrebbero apportato, con il consenso e la complicità dell’azienda produttrice, modifiche all’anti-virus per servirsene come strumento di penetrazione nei database del governo statunitense al fine di ottenere accesso a documenti coperti da segreto. Il quotidiano finanziario sostiene che l’intelligence israeliana abbia cominciato a sospettare il coinvolgimento di Mosca in questa attività oscura già da qualche anno: «il governo di Israele avvisò per primo gli Stati Uniti che Kaspersky veniva utilizzato per identificare informazioni americane di intelligence, dopo che le spie informatiche israeliane ne avevano penetrato le reti all’inizio del 2014. Una volta dentro, gli israeliani hanno scoperto come veniva utilizzato il software e come la Russia aveva ottenuto informazioni classificate dalla National Security Agency. Lo spionaggio di Israele su Kaspersky, che secondo i funzionari americani ha fornito prove cruciali della collaborazione di Kaspersky Lab con il governo russo, e l’utilizzo di Kaspersky per la ricerca di parole chiave confidenziali, è stato anticipato dal New York Times, ma i funzionari israeliani non hanno risposto alle richieste di commento».

L’azienda russa ha sempre respinto questo genere di addebiti, sostenendo di attenersi rigidamente a un codice comportamentale che annovera tra i suoi punti cardine l’obbligo di non prestarsi ad alcuna finalità alternativa alla protezione della sicurezza informatica: «Kaspersky ribadisce la propria disponibilità a lavorare al fianco delle autorità statunitensi per affrontare tutte le preoccupazioni relative ai propri prodotti e sistemi e chiede di poter ottenere tutte le informazioni rilevanti e verificabili che potrebbero aiutare l’azienda nella propria indagine volta a respingere le false accuse […]. Kaspersky non ha mai aiutato e mai aiuterà alcun governo al mondo in attività legate al cyber spionaggio, contrariamente a quanto millantato da qualche articolo […]. Kaspersky identifica qualsiasi tipo di minaccia, inclusi malware  riconducibile direttamente a determinati Stati nazionali».

La dimostrazione di ciò la si ebbe nel 2015, quando il laboratorio informatico russo scoprì un software di spionaggio nascosto in milioni di hard-drive fabbri­cati da giganti come Toshiba, Western Digital, Seagate, ecc. Kaspersky dichiarò di aver individuato questo software, legato all’arma cibernetica Struxnet, commissionata dalla Nsa per mettere fuori uso le reti informatiche iraniane, nei computer di istituzioni nazionali sia civili che militari, banche, laboratori di ricerche atomiche, società energeti­che e aziende operanti nel settore delle telecomunicazioni di oltre 30 Paesi, dalla Germania all’Iran, dalla Cina alla Russia. Mentre spiegavano la natura della minaccia rilevata, gli specialisti di Kaspersky rivelarono che si trattava di un programma-spia nascosto nel firmware del disco rigido, per inserire il quale era necessario ottenere preliminarmente l’accesso al codice sorgente degli hard-disk, e lasciarono trapelare un possibile coinvolgimento nella Nsa, che all’epoca si trovava nella bufera vista la sua centralità rispetto allo scandalo Datagate denunciato da Edward Snowden.

I chiari risvolti politici della faccenda sono stati sollevati anche pochi giorni fa dagli stessi dirigenti di Kaspersky, che nel commentare le limitazioni imposte dagli Usa, hanno ribadito che «il luogo in cui sorge in nostro quartier generale non implica alcuna modifica alla nostra missione». Attualmente, la fornitura di servizi alle agenzie governative Usa rappresenta appena lo 0,1% delle vendite totali di Kaspersky, ma il mercato statunitense nel suo complesso pesa per un ben più rilevante 25% del totale. Ragion per cui un ulteriore giro di vite da parte di Washington potrebbe arrecare seri danni alla compagnia.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->