venerdì, Settembre 17

Jurij Gagarin, il primo navigatore dello spazio

0
1 2 3


Nel 1947 il giornalista americano Walter Lippmann e l’esperto in disarmo Bernard Baruch si inventarono il termine “Guerra Fredda” che indicava la contrapposizione ai scontri combattuti perché se riguardava comunque il sorgere di tensioni tra due dominazioni contrapposte; gli armamenti erano tali da rendere un conflitto – alla luce della storia – inaccessibile per l’enorme dislocazione degli apparati distruttivi. La conquista spaziale in questo scenario apocalittico ebbe la sua parte importante e il dominio o il primato di alcune tecnologie rappresentò una parte fondamentale dell’intera guerra non scoppiata ma durata fino alla fine degli anni Ottanta. Arrivare quindi per primi oltre l’atmosfera era essenziale. C’è molta dietrologia in questa vicenda e sono tanti ad aver dubitato che Gagarin sia stato realmente il primo ad aver volato oltre la Terra. C’è chi è pronto a giurare che nel 1959 lo scienziato Hermann Oberth abbia affermato che nel febbraio 1958 si era perso un pilota lanciato in un volo suborbitale dal cosmodromo di Kapustin Yar e nel dicembre dello stesso anno, un’agenzia specializzata italiana diede la notizia di tre cosmonauti sovietici morti in voli suborbitali. Impossibile conoscere la verità perché oltre che fredda, la guerra in atto era anche psicologica e raffinatamente mediatica. E a dire proprio il giusto, le regole del Cremlino erano improntate a tutt’altro che una trasparenza popolare.

Si è parlato spesso di cosmonauti fantasma, termine molto caro alle teorie complottiste che si generavano tra i più bigotti ambienti dell’opposizione sovietica. Naturalmente non conosciamo la verità e restiamo solo vincolati a quanto si riesce a trovare negli archivi di una storia assai complicata e profondamente menzognera. Robert Heinlein oltre cinquant’anni fa scrisse in un articolo in cui sosteneva di essere stato informato che nel 1960 l’Armata Rossa –o altra forza armata- avesse lanciato un cosmonauta in un volo orbitale, ma il cattivo funzionamento dei retrorazzi ne aveva provocato la sua morte e secondo Dennis Ogden, corrispondente del The Daily Worker, il 7 aprile 1961 da parte sovietica ci fu realmente un lancio umano. Questi, secondo Eduard Brobovski, corrispondente di Le Figaro, era Vladimir Iljushin. La letteratura è lunga e ai reportage elencati ha fatto eco la voce di due celebri radioamatori italiani, Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia che hanno affermato di avere captato segnali di aiuto e poi un battito cardiaco e un respiro affannoso provenienti dallo spazio, che fu interpretato come il rantolo di un cosmonauta morente. Molte carriere, a torto o a ragione, sono state montate su questi messaggi. Onestamente riteniamo più corretto basarci su quanto provato. E anche se molti onorati cronisti ritengono che Yuri Gagarin non fosse stato il primo uomo ad andare nello spazio, ma piuttosto il primo a ritornarne vivo, noi restiamo nel racconto più didascalico.

La missione, come la maggior parte delle imprese spaziali sovietiche, non venne preannunciata. La mattina del 12 aprile Gagarin era con German Titov, un cosmonauta di riserva. I due furono svegliati alle 5:30 e si sottoposero ai consueti esercizi ginnici a cui erano stati addestrati: poi fu il momento della colazione con un polpettone di carne trita, marmellata di more e caffè. Subito dopo i due eletti dalla scienza sovietica indossarono una guaina blu e sopra una tuta protettiva arancione dotata di un sistema di pressurizzazione, ventilazione e alimentazione. E poi le cuffie e un casco bianco con la scritta CCCP. Ma solo uno fu imbarcato sulla Vostok. Secondo lo storico Asif Azam Siddiqi, il supervisore della missione Sergej Pavlovi Korolëv era talmente agitato quella mattina che gli fu necessaria una pasticca per il cuore. Ma non così il nostro uomo spaziale: a mezz’ora dal lancio il suo polso registrava appena 64 battiti cardiaci al minuto.

Però c’è una curiosità che val la pena ricordare: durante il tragitto verso la rampa di lancio, Gagarin si fermò a urinare sulla ruota posteriore dell’autobus che lo trasportava. Da allora questo è diventato un rito obbligato e propiziatorio per tutti i cosmonauti del Soyuz. Altre tradizioni perpetuate in memoria di Gagarin sono tagliarsi i capelli due giorni prima del lancio, non assistere al trasporto e al posizionamento dei razzi e della navicella, bere un bicchiere di champagne la mattina della partenza e firmare la porta della camera dell’hotel prima di uscire per raggiungere la rampa.

Gagarin viene lanciato dalla più antica base di lancio sovietica, lambita da leggere raffiche di vento siberiano; in cima al razzo è montato il vascello alto 4,4 metri e pesante 4,7 tonnellate, costituito da un modulo abitabile di forma sferica dotato di tre oblò e una sezione di servizio provvista della strumentazione di bordo, dei retrorazzi necessari a frenare e far ricadere la sonda a Terra e di 16 serbatoi contenenti ossigeno e azoto.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->