venerdì, Ottobre 22

Juncker, investimenti da 300 miliardi entro Natale Eni darà un indennizzo di 25 euro a testa oltre 100mila clienti

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Juncker

Dopo l’incoraggiante giornata di ieri Wall Street consolida la sua posizione trascinando anche il mercato nipponico. Risultati soddisfacenti anche per i mercati europei che, dopo una mattinata incerta, fa registrare nel primo pomeriggio risultati incoraggianti. A Milano si registra un +0,36% del Ftse Mib mentre Francoforte chiude con  +0,34%. Seguono Parigi con un +0,25% e Londra con +0,19% , mentre Madrid (+0,02%) è ferma. Lo spread tra il Btp e il Bund apre in lieve calo a 161,4 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano scende al 2,48%. Tali risultati sarebbero dipesi dalla fiducia degli investitori nei confronti delle banche centrali che sarebbero propense a sostenere i vari stati. Infatti, secondo Bloomberg, la Bce avrebbe acquistato covered bond spagnoli.

Intanto stamattina il presidente eletto della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato che il piano di investimenti da 300 miliardi di euro, promesso in luglio, verrà presentato entro Natale. «Non possiamo permetterci che il piano di investimenti provochi nuovo debito pubblico – ha detto Juncker nel suo discorso alla commessione -. Dobbiamo fare attenzione. Dobbiamo fare sì che il denaro pubblico già a disposizione sia utilizzato in modo astuto e intelligente.  Il piano verrà presentato entro i prossimi tre mesi, prima di Natale. L’obiettivo è di evitare un fuoco di paglia. Vogliamo rafforzare l’economia europea. Dobbiamo combattere la disoccupazione».

Se da un lato le intenzioni di Juncker sono volte a venire incontro ai socialisti che chiedono un piano che poggi sia sui finanziamenti pubblici che privati, dall’altro,  ha cercato di mettere sotto pressione la Germania che,  preoccupata da un nuovo aumento del debito pubblico sta frenando l’iniziativa comunitaria. Soprattutto sotto quest’ultimo aspetto, le parole di Juncker giungono proprio nel giorno in cui la Commissione ancora guidata da José Manuel Barroso dovrebbe inviare a cinque Paesi della zona euro una richiesta di chiarimenti relativa ai bilanci previsionali per il 2015 presentati a metà mese. Tra questi ci sono  anche Italia e Francia.

Per quanto concerne l’Italia, il bilancio previsionale prevede un aggiustamento strutturale del disavanzo dello 0,1% del prodotto interno lordo nel 2015, risultato che non rispetterebbe le regole europee che richiedono almeno una riduzione dello 0,5%.  

Se in Europa tengono banco le nuove leggi di stabilità che Francia e Italia dovranno presentare, negli Usa a preoccupare è l’inflazione. Infatti, nel mese di settembre si è registrato un aumento dello 0,1%. Nonostante il lieve aumento, l’inflazione resta sotto l’obiettivo della Fed, consentendo a quest’ultima di mantenere ancora i tassi bassi.

Se gli Stati Uniti devono prestare attenzione all’inflazione, l’Italia invece sta cercando ancora le contromosse giuste per affrontare la crisi economica. Urgono riforme strutturali idonee al Bel Paese e che le consenta di risollevarsi e di rilanciare la produttività. Su tale argomento ha parlato oggi il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che sul palco della Fiera Saie a Bologna, ha detto che sarebbe difficile giustificare l’assenza di investimenti con conti pubblici come quelli italiani ma allo stesso tempo «non è  accettabile, perché investimenti che rilancino la produzione e la produttività innescherebbero processi virtuosi di sostegno proprio alle finanze pubbliche con un sostanzioso e rinnovato flusso di cassa».

Il numero di uno di Confindustria ha voluto anche mettere in evidenza di come, in una situazione di crisi economica europea, la debolezza della domanda interna deve essere affrontata con politiche mirate alla crescita.  «Gli ultimi interventi di politica monetaria – dice Squinzi-  con cui la Bce ha messo a disposizione del sistema del credito risorse a lungo termine da destinare all’economia reale non hanno prodotto gli effetti sperati. La domanda da parte delle banche è stata molto inferiore alle attese del mercato, segno che il problema vero in questo momento è l’incertezza che grava sulla ripresa dell’economia e che induce gli investitori e gli istituti creditizi a rimanere in una posizione di attesa: e questo non va bene».

Intanto sembra giungere a termine lo scontro tra il governo ed i sindacati in merito alle pensioni. Infatti, oggi in un tweet il ministero dell’Economia ha precisato che solo le 800.000 persone che godono del doppio assegno Inps-Inpdap (dipendenti pubblici) riceveranno la pensione il 10 di ogni mese mentre, per gli altri 15 milioni di persone tutto rimarrà invariato.

Sembra giungere alla fine anche la battaglia tra l’Eni e i suoi clienti per i disservizi registrati tra ottobre e dicembre 2013. Infatti, per tale motivo la multinazionale di gas ed energia dovrà risarcire con un indennizzo di 25 euro a testa oltre 100mila clienti che hanno subito disservizi sia nell’ambito della “tutela” gas che del mercato libero.  L’Authority che ha preso questa decisione ha anche informato che Eni si è inoltre impegnata a garantire la dilazione automatica e la rateizzazione senza interessi delle somme fatturate, ad aderire per due anni al “Servizio conciliazione clienti energia” dell’Autorità e a promuovere iniziative per incentivare l’autolettura del contatore. 

 

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