mercoledì, Aprile 14

Juncker e i 10 punti dell'UE field_506ffb1d3dbe2

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Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha discusso le sfide che attendono l’Europa. E’ il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione europea al Parlamento che lo ha eletto alla carica dopo le elezioni dell’UE nel maggio 2014. E’ stato un tempo di prova per l’Europa con una crescita fiacca in campo economico, alto debito e livelli di disoccupazione e una grave crisi dei rifugiati. Questo discorso rappresenta un serio dibattito sulla politica UE  e sullo Stato dell’Unione europea , quindi un’opportunità per Juncker di presentare il parere della Commissione sullo stato attuale dell’Europa e la via da seguire.

Il discorso sullo “Stato dell’Unione” del presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker, non può che iniziare dal presente, da questa epocale svolta imposta da una situazione emergenziale verso cui l’Unione Europea non può rimanere indifferente. Agire, non c’è alternativa in sintesi quanto sostiene Juncker sul dramma migranti. L’impianto delle regole esiste ed è a questa architettura, normativa e di relazioni, a cui si appella il presidente.Gli standard europei, le regole sulla migrazione ci sono. Ma sono gli Stati membri che non le hanno applicate. Ora devono rispettarle: è in gioco la credibilità dell’Europa.La nostra Ue non versa in buone condizioni, manca l’Unione in questa Ue e manca l’Europa. Vogliamo cambiare le cose e farlo con uno sforzo congiunto“.

La replica, indiretta, verso chi alimenta la cultura della diffidenza e dei muri arriva poco dopo. Infine, un richiamo ai ministri che prenderanno parte al prossimo vertice, in calendario il 14 settembre: “Mi appello gli stati membri affinché adottino” il ricollocamento di 160mila profughi “al prossimo consiglio dei ministri dell’interno. Spero non ci sia retorica, abbiamo bisogno di fatti“.

Ecco il link al discorso completo

(tratto dalla sezione ‘Audiovisual Services’ del sito della ‘Commissione Europea’)

 

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