giovedì, Maggio 13

Juncker a Cipro, tra economia e politica

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Juncker promette più aiuti UE per la soluzione del problema di Cipro

La visita di Jean Claude Juncker a Cipro è legata anche al problema politico dell’isola, la cui zona settentrionale è sotto occupazione da parte delle truppe turche dopo l’invasione del 1974. Vi è ora un nuovo round di colloqui tra le due parti per trovare una soluzione, sotto l’egida delle Nazioni Unite e del Rappresentante speciale a Cipro del  Segretario Generale delle Nazioni Unite Espen Barth Aide. L’elezione nella zona occupata di un nuovo leader turco-cipriota, più aperto rispetto al passato, rappresenta una nuova opportunità per superare la situazione di stallo e raggiungere un accordo.

Tuttavia, il problema di Cipro non è solo ‘intercomunale’. E ‘principalmente un problema dovuto all’invasione turca. E’ indicativo, a questo proposito, che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan abbia intenzione di venire, nel corso dei prossimi giorni, nella parte di Cipro occupata per celebrare il 41° anniversario dell’invasione turca.

C’è molta movimento da parte degli inglesi e della diplomazia americana, sotto l’egida delle Nazioni Unite, per spingere verso un accordo sulla base di una federazione bizonale composta da due entità ‘uguali’, che rappresentino le due comunità principali di Cipro: la comunità greca, che rappresenta il 80% della popolazione, e la comunità turco-cipriota, che rappresenta il 18%. Lo stato di uguaglianza della minoranza e della maggioranza crea, ovviamente, un grosso problema dal punto di vista del principio democratico ‘un uomo un voto’ e per l’acquis comunitario dell’Unione europea. La parte turca chiede un cosiddetto ‘diritto primario’, che contribuirebbe a rendere compatibile con l’UE una soluzione del problema di Cipro, in base al faits accomplis dell’invasione turca che i principi europei e all’acquis comunitario.

Traduzione di Daniele Petroselli

 

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