martedì, Gennaio 25

Julian Assange, una cronologia di Wikileaks La storia di Julian Assange e dei Wiki-ribelli è nota a tutti, o quasi. Ripercorriamola

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LO SCOPO DI WIKILEAKS

Aprire un varco di trasparenza nel potere segreto (=politica dei governi) di coloro che decidono delle nostre vite, senza alcuna possibilità di controllo da parte dei cittadini sulle dinamiche attuate. Julian Assange, attraverso Wikileaks, la rete e decine di whistleblowers sparsi in tutti i Paesi del mondo, ha dato la possibilità a miliardi di persone di accedere a tutte queste informazioni, in nome del principio che ‘Senza trasparenza, non esiste democrazia’. Per questa ragione, per aver praticato l’unica forma di giornalismo per cui valga la pena di svolgere una professione così stimolante, Julian Assange adesso, con l’accusa di spionaggio e secondo una legge del 1917, rischia l’estradizione negli USA e 175 anni nell’ADX Florence del Colorado, una delle prigioni di massima sicurezza degli Stati Uniti. La storia di Julian Assange e dei Wiki-ribelli è nota a tutti, o quasi. Nel 2006 nasce Wikileaks.

2007
Entra in possesso di uno scottante documento che attesta le atrocità del carcere di Guantanamo, dove viene praticata, tra l’altro, la tortura del washboarding. Ci sono dei reparti dove non è concesso nemmeno l’ingresso alla Croce Rossa…e tutto ciò definito come ‘interrogatori potenziati’.

2008
Wikileaks smaschera una delle più potenti banche del pianeta, la Julius Baer, sul coinvolgimento in reati riguardanti l’evasione fiscale e il riciclaggio, grazie anche alla collaborazione di un whistleblower svizzero di nome Rudolf Elmer. Nonostante la decisione del giudice di rimuovere i files dal sito, Wikileaks riesce a diffonderli – dopo l’oscuramento del sito www.wikileaks.com – attraverso un sistema di siti ‘mirror’, che pubblicano contenuti identici all’originale, con il vantaggio di non essere incriminati.

2009
In estate, Wikileaks entra in contatto con Stefania Maurizi, già giornalista di inchiesta per L’Espresso e La Repubblica, attraverso Daniel ‘Schmitt’ Berg. Daniel passa a Stefania Maurizi un file contenente una registrazione di una possibile negoziazione dei servizi segreti italiani con il clan dei Casalesi sulla concessione del sito di Parco Saurino, nell’ambito della crisi dei rifiuti in Campania. Parco Saurino, trasformato in discarica, avrebbe risolto il problema dei rifiuti in Campania per i successivi 6 mesi Il file conteneva anche l’intercettazione delle minacce ricevute da Walter Ganapini, assessore all’Ambiente della Regione Campania. Il Presidente della Repubblica dell’epoca era Giorgio Napolitano..

[Stefania Maurizi, attualmente giornalista de Il Fatto Quotidiano e autrice del libro ‘Il Potere Segreto’ (ottobre 2021) ed. Chiarelettere]

A settembre, la BBC e The Guardian rivelano che una nave appartenente al gruppo petrolifero Trafigura, aveva sversato in mare rifiuti tossici, al largo della Costa d’Avorio, mettendo a rischio l’incolumità di oltre 100mila abitanti. 15 furono i decessi, e 69 le persone gravemente intossicate; oltre 108.000 persone dovettero ricorrere a cure mediche. Dopo l’inevitabile querela della Trafigura contro i due organi di informazione, la BBc ritirò i servizi del caso, ma non The Guardian, che aveva un dossier a disposizione, il Minton Report, che era una conferma dell’alto rischio di questi rifiuti, commissionato dalla stessa Trafigura. La multinazionale petrolifera fece ricorso e ottenne che al The Guardian fosse assolutamente vietato di pubblicare il documento e che lo stesso quotidiano rivelasse di essere sottoposto alla censura per ordine del giudice. Fu Wikileaks, ancora una volta, a bucare la censura pubblicando il report, grazie alla collaborazione di alcuni giornalisti stranieri e ai social network. A novembre Wikileaks pubblica 500mila messaggi di cittadini americani, abitanti di Manhattan, registrati da 5 ore prima dell’attacco alle Torri Gemelle fino a 24 ore dopo, intercettati con il sistema del cercapersone. Questa fu il primo campanello d’allarme per ciò che riguarda l’intercettazione di privati cittadini e non, da ignoti ‘spioni’. E senza conoscerne le ragioni.

2010
A marzo, l’Army Counterintelligence Center (ACIC) descrive in un documento segreto come Wikileaks sia composto da un gruppo di “dissidenti, matematici, giornalisti ed esperti di tecnologia informatica”, provenienti da diversi Paesi tra i quali gli Stati Uniti, Cina, Taiwan, Europa, Australia, e Sudafrica. E Julian Assange come un ex hacker condannato per aver violato le reti informatiche del governo USA e del Dipartimento della Difesa nel 1997. Questo documento segreto, redatto all’epoca dell’aministrazione Bush, fu – manco a dirlo – pubblicato da Wikileaks, che venne considerata come una minaccia dallo stesso governo USA. Rumoreggiavano, i giganti imperialisti e garanti della democrazia d’Oltreoceano. Non sapevano che si stava avvicinando una tempesta mediatica e politica, grazie al coraggio di un analista dell’US Army, di nome Bradley Manning.

Wikileaks delenda est
2010

Il 5 aprile Wikileaks pubblica un video risalente al luglio del 2007, durante la guerra in Iraq. Si vede chiaramente un elicottero Apache dell’esercito USA, sparare con gran divertimento dei suoi piloti su dei civili indifesi a Baghdad. Alla fine, si conteranno 18 vittime e due bambini feriti gravemente. Collateral Murder* non ha bisogno di presentazioni. Le attuali 17mln di visualizzazioni su Youtube, più un numero indefinito su tutti i social e TV del pianeta, la dicono lunga sulla diffusione di questo video. Si sa sopratutto che la sua diffusione planetaria, ha generato una vera e propria caccia alle streghe dei collaboratori di Wikileaks ed in primis del suo fondatore, Julian Assange.

Bradley Manning era un ragazzino 22enne, quando un bel giorno in una chat con l’hacker Adrian Lamo, si vantò di aver passato a Julian Assange circa 260.000 documenti secretati del Pentagono, attraverso un cd rielaborato della cantante Lady Gaga, ai quali aveva accesso in qualità di analista dell’intelligence US Army durante la guerra in Iraq. “Voglio che la gente veda la verità, sulle guerre e sulla corruzione dei governi. Senza informazioni adeguate, non esiste democrazia.” Coraggio che Bradley Manning pagò molto caro. Immediati il tradimento di Adrian Lamo e l’arresto, con l’accusa di spionaggio. Dall’iniziale condanna a 35 anni, Bradley ne trascorrerà in prigione 7 e 4 mesi dopo la grazia concessa dal presidente uscente Barack Obama, dopo due tentativi di suicidio e ancora, dopo un percorso per cambiare la sua identità in Chelsea Elizabeth Manning. Ma questo non le impedì di subìre una nuova condanna nel marzo 2019 (ridotta ad un anno) per essersi rifiutata di testimoniare davanti ad un Gran Jury su accuse dirette a Wikileaks. Ma ormai la bomba era esplosa. Il Davide australiano Julian Assange aveva messo in ginocchio Golia, agonizzante, ma ben lontano dall’essere sconfitto. Ancora vivo e in attesa della prima occasione per vendicarsi.

Afghan War Logs e un nuovo modo di scrivere la storia

Dopo la diffusione di Collateral Murder e l’arresto di Chelsea Manning, Julian Assange viveva come fuggitivo, braccato dall’intelligence USA. Che, ad ogni modo, non avrebbe corso il rischio di ucciderlo in maniera plateale, ovvero durante una conferenza al Parlamento Europeo nel giugno 2010. Nonostante lo status di fuggitivo/braccato, Julian Assange ebbe la possibilità di sferrare un altro colpo al furibondo Golia.

Il 25 luglio 2010 diffuse in rete gli ‘Afghan War Logs’, 76910 files segretissimi sulla guerra in Aghanistan, durata alla fine oltre 20 anni. I files contenevano reports redatti da soldati dell’US Army, che mostrarono al mondo il lato oscuro della guerra/missione di pace afghana, e se vogliamo, più sconcertante: tutte le azioni messe in atto, quali attacchi, scontri, morti, rapiti, prigionieri, allerte su ordigni improvvisati, erano descritte minuziosamente e rivelavano un numero impressionante di vittime civili, tra i quali molte donne e bambini, censite da nessuno.

[TASK FORCE 373 – https://wikileaks.org/wiki/CIA_report_into_shoring_up_Afghan_war_support_ in_Western_Europe_11_Mar_2010]

A tutt’oggi, i diari di guerra in Afghanistan sono l’unica fonte pubblica di ricostruzione storica del periodo 2004/2009 della “missione di pace”. Julian Assange ha già le mani sporche di sangue“, questa l’affermazione dell’ammiraglio Mike Mullon all’indomani della pubblicazione dei files. “Le sue rivelazioni espongono l’esercito americano, le forze della cooperazione internazionale e afghanaa rappresaglie da parte dei talebani”. Oltre a questo, permettevano all’opinione pubblica mondiale di confrontare i dati contenuti nei files con le menzogne ufficiali, le omissioni e le manipolazioni governative. Ma soprattutto permetteva a quella stessa opinione pubblica di accedere ad informazioni storiche mentre la guerra era ancora in corso, e non dopo decenni, offuscate dalla nebbia del tempo..e dalla memoria degli storici di parte.

Iraq War Logs

Tre mesi dopo, nell’ottobre 2010, Assange con la sua organizzazione entra in possesso e pubblica oltre 390.000 files sulla guerra in Iraq, relativi al periodo 2004/2009Nata su base di informazioni false e pretestuose, secondo le quali Saddam Hussein deteneva armi di distruzione di massa (chi non ricorda l’ex segretario di Stato USA Colin Powell, scomparso recentemente, durante l’esibizione di una fialetta contenente antrace, rinvenuta durante una perquisizione ONU in Iraq? Bene, non era antrace…tranne che per George Bush).

Le maggiori testate mondiali sostennero la tesi di Bush, tra i quali anche il New York Times, il più acceso sostenitore dell’attacco all’ Iraq. Inutili i tentativi del Times di diffondere i loro consistenti dubbi sulla veridicità del contenuto della fialetta. Dubbi confermati e documentati da fonti presenti nell’intelligence USA. Julian Assange affermò in seguito che, se in quell’occasione Wikileaks fosse già nata, avrebbe permesso la diffusione di quei documenti, smascherando l’ennesima menzogna del gigante Golia.

[https://wardiares.wikileaks.org/ – diari di guerra in Iraq consultabili sul sito di Wikileaks]

Cablegate, una tempesta mondiale

E’ passato appena un mese dalla pubblicazione di Iraq War Logs. Stavolta Julian Assange fa arrabbiare davvero tutti, su scala planetaria.. Il 28 novembre, in collaborazione contemporanea con 5 tra le più grandi testate mondiali – New York Times, Der Spiegel, The Guardian, Le Monde e El Paìs – pubblica 251287 cablo della diplomazia americanaNon si trattava di documenti top secret: erano soprattutto corrispondenze che 260 ambasciate e consolati USA nel mondo inviavano al dipartimento di Stato di Washinghton.

Erano la descrizione della situazione politica, sociale, economica, delle questioni militari, trattati sul commercio internazionale degli Stati con i quali Washinghton intratteneva rapporti diplomatici; in genere documenti simili vengono desecretati dopo 30-40 anni. Ma Wikileaks e Chelsea Manning misero in grande imbarazzo in tempo reale i politici, diplomatici (persino due Papi), di 180 Paesi del mondo attraverso la scoperta di scandali, pressioni politiche, ingerenze governative e autori di informazioni confidenziali ai diplomatici americani. Grande imbarazzo, come affermato prima, anche tra Usa e Russia…

Il quadro che ne viene fuori dell’Italia è desolante. Una democrazia imperfetta, che subiva enormi pressioni riguardanti interventi in guerra, all’appoggio per la creazione di avamposti militari (“Il più potente alleato europeo per proiettare il nostro potere militare nel Mediterraneo”), alla politica interna, persino la qualità del cibo Made in Italy, tutto era sottoposto al controllo USA.

Operazione TANGO DOWN

Dicembre, il primo grande attacco all’organizzazione di Wikileaks. Il cyber attacco subìto oscurò il sito per diversi giorni, mentre contemporaneamente su Twitter fu pubblicata una probabile rivendicazione dal testo “Wikileaks – TANGO DOWN – per aver messo a repentaglio la vita delle nostre truppe“, firmato con il nome “th3j35t3r” cioè “The Jester“, il buffone; TANGO DOWN era un espressione in codice per comunicare l’uccisione di un terrorista.

Wikileaks appoggia il suo sito sul server di Amazon che però la espelle subito dopo a causa di pressioni politiche ricevute dal senatore Joe Lieberman.
Pressioni politiche sempre negate da Amazon. Wikileaks protesta, 
appellandosi al Primo Emendamento della Costituzione (First Amendament) che protegge la stampa e i comuni cittadini dalla censura governativa. Ma non da aziende private come Amazon: il governo USA ringrazia, regalando ad Amazon un contratto per costruire il cloud della CIA.

Dopo Amazon, anche i grandi colossi del credito boicottano Wikileaks, impedendo loro di ricevere le donazioni spontanee dei suoi sostenitori: PayPal, Visa, Mastercard, Bank of America e Western Union accerchiano letteralmente l’organizzazione, senza alcun provvedimento legale che ne giustificasse le ragioni.

Di lì a poco, l’Interpol emise un comunicato che rendeva Assange un ricercato in tutto il mondoLa Svezia, attraverso la procuratrice Marianne Ny, aveva emesso un mandato di arresto europeo. Le accuse erano stupro, molestie sessuali e coercizione. Julian Assange era sotto indagine, e la sua richiesta di estradizione in Svezia era per interrogarlo, dato che non era stato ancora rinviato a giudizio.

Il 7 dicembre si consegnò spontaneamente a Scotland Yard e incarcerato a Wandesworth, dal quale uscì 10 giorni dopo su cauzione di 240.000 sterline (pagate dal regista Ken Loach, il premio nobel John Sulstonl’attrice Tracy Worcester, dai due giornalisti Sarah Harrison e Joseph Farrell, e dalla chef Sarah Saunders), e un braccialetto elettronico intorno alla caviglia.

In questo periodo, ospite di Vaughan Smith, incontra Stefania Maurizi per consegnarle i 4189 file sull’Italia e sul Vaticano.

2012

Le accuse svedesi e il rifugio in ambasciata

Dal dicembre 2010 Julian Assange, che si era opposto alla richiesta di estradizione della procuratrice svedese Marianne Ny, e, convinto che la successiva mossa sarebbe stata l’estradizione negli Stati Uniti, viveva agli arresti domiciliari.

In realtà, non esisteva alcuna richiesta pubblica di estradizione da parte degli USA, ma nessuno poteva scommettere che non ne esistesse una tenuta nascosta. Ciò che è noto è che gli USA avevano aperto un’inchiesta su Wikileaks per la pubblicazione di documenti segretissimi, inchiesta confermata dal mandato di comparizione che Glenn Greenwald aveva emesso per un cittadino di Boston.

Il 30 maggio la Corte Suprema britannica stabilì che Julian Assange doveva essere estradato in Svezia per essere interrogato a riguardo di due accuse di stupro, che in seguito cadranno. Oggi Nils Melzer afferma che ci fu una forzatura in quella richiesta di estradizione.

Per Assange sarebbe una fine annunciata: dalla Svezia, l’estradizione per gli Stati Uniti diverrebbe vicinissimaIl 19 giugno, travestito da motociclista, si reca nell’ambasciata dell’Ecuador per chiedere asilo, violando le regole di sorveglianza e del rilascio su cauzione, non tanto per sfuggire all’estradizione in Svezia, ma a quella, probabilissima, negli Stati Uniti. Rafael Correa, Presidente dell’Ecuador, era in buoni rapporti con il governo USA. Ma grazie al rispetto di scelte indipendentiste, accolse la richiesta di Assange. L’Ecuador, tra l’altro, fu uno dei pochi Paesi che chiesero a Wikileaks di pubblicare per intero i cablo che li riguardavano, riuscendo a stupire non poco gli stessi collaboratori di Wikileaks.

Il 15 agosto, il giorno precedente all’annuncio ufficiale della concessione dell’asilo ad Assange, le autorità britanniche minacciarono di assaltare l’ambasciata dell’Ecuador. Minacce farsa, poichè le ambasciate sono da sempre territorio inviolabile, anche in tempo di guerra. La risposta di Correa non si fa attendere: “Non siamo una colonia inglese, ormai il tempo delle colonie è passato.”

Le autorità desistettero dal mettere in atto una simile minaccia, ma chiusero la strada di accesso all’ambasciata, che venne circondata da un imponente spiegamento di forze di poliziaL’Ecuador concesse, come annunciato, l’asilo a Julian Assange il 16 agosto, ritenendo attendibili le preoccupazioni del fondatore di Wikileaks di subìre una persecuzione politica negli USA.

Nello stesso giorno arriva il diniego delle autorità britaniche alla concessione di un salvacondotto per lasciare l’ambasciataa causa dell’obbligo legale dell’estradizione in Svezia. A quest’ultima Correa aveva dato la disponibilità ad interrogare Assange presso l’ambasciata a Londra, senza ricevere alcun riscontro.

2016

A luglio, Wikileaks pubblica un numero impressionante di mail, circa 20000, nelle quali membri del Comitato democratico si accordavano di come eliminare Bernie Sanders dalla corsa verso la Casa Bianca. Ad ottobre dello stesso anno, Wikileaks rivela l’indirizzo della email personale di Barack Obama (bobama@ameritech.com)  nel 2008, prima che diventasse presidente.

Diffonde una parte dei 4000 messaggi, alcuni dei quali con John Podesta, a lungo collaboratore di Bill Clinton e all’epoca presidente della campagna elettorale della moglie Hillary e già responsabile della transizione di Obama, che creeranno grande imbarazzo politico-religioso alla candidata alla presidenza.

Il governo USA afferma che le mail pubblicate da Wikileaks hanno funzionato da ago della bilancia, nelle preferenze degli elettori. Per la cronaca, Donald Trump vinse le elezioni nel 2016.

2017

Il 7 marzo Wikileaks pubblica Vault 7, una serie di documenti che descrivono dettagliatamente le attività e le capacità della Cia ad eseguire la sorveglianza elettronica e l’intercettazione sistematica di tutte le comunicazioni che avvengono sulla rete, anche in quella domestica.

Il 24 maggio 2017 viene eletto Presidente dell’Ecuador Lenìn MorenoLa vita di Assange in ambasciata vede un rapido cambiamento. Viene visto dalla nuova dirigenza come un personaggio scomodo. E’ spiato h24 da una telecamera, descritto come un malato mentale; i telefoni dei visitatori -soprattutto giornalisti -fatti a pezzi e decodificati, i complotti della CIA per spiarlo ed assassinarlo..tutti eventi che mettono a rischio la salute di Julian Assange, già duramente provava dal forzato isolamento.

2019

Gli Stati Uniti sanno di avere un prezioso alleato in Lenìn Moreno. Il Presidente ecuadoregno il 3 aprile 2019 accusa Julian Assange di aver violato ripetutamente le condizioni di asilo, con la  giustificazione che “L’ambasciata non può diventare un centro di spionaggio”(in realtà Moreno ha ottenuto l’appoggio USA per evitare che i salari nell’Ecuador aumentino fino alla ‘dignitosa’ cifra di 62 centesimi l’ora; si parla di circa 4 milioni di dollari versati a Moreno per convincerlo gentilmente a lasciar andare via Assange ). Moreno ringrazia e il 9 aprile revoca l’asilo politico ad Assange. L’11 aprile qualcuno “dimentica” casualmente un portone aperto nell’ambasciata, tanto quanto basta per permettere alla polizia britannica di irrompere nell’appartamento di Julian Assange e di trasferirlo nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh dove vive tutt’oggi in isolamento.

2020

Il 24/25 febbraio inizia il primo processo per l’estradizione di Julian Assange negli USA. Julian appare invecchiato, dimagrito, incapace di pronunciare una sola parola. E’ rinchiuso in un box di vetro spesso, talmente spesso che riesce a malapena a sentire ciò che la giudice Vanessa Baraitser dice. Nils Melzer, relatore speciale dell’Onu sulle torture, afferma che sta subendo enormi torture psicofisiche.

Vive 23 ore al giorno in isolamento, e l’unico momento in cui può uscirne, è dopo che il sole è tramontato. La sua salute va rapidamente peggiorandosuscitando le proteste degli altri detenuti. Il processo rprende a settembre, dopo che a Julian viene concesso di parlare con i suoi avvocati, dopo 6 mesi durante i quali non c’era stato alcun contatto con questi ultimi.

La prima sentenza viene emessa il 4 gennaio 2021, e stabilisce che Assange non può essere estradato perchè sarebbe a serio rischio di suicidio, in un regime carcerario durissimo in una prigione di massima sicurezza statunitense.

Gli USA, com’era prevedibile, presentano il ricorso in appelloL’11 agosto l’High Court britannica concede alle autorità degli Stati Uniti il permesso di ampliare i motivi per presentare ricorso contro la precedente decisione di un tribunale del Regno Unito.

Il 27 e 28 ottobre inizia il secondo grado del processo ad Assange. Uno dei due giudici è Lord Ian Burnett, capo del Dipartimento di Giustizia di Inghilterra e Galles, famoso per non aver concesso l’estradizione l’estradizione a Laurie Love, criminale britannico a rischio suicidio. La sentenza, che ribalta il secondo grado, è arrivata oggi.

Nel frattempo, a Julian Assange e Stella Moris, sua compagna e madre dei due bambini conosciuta in ambasciata, è stato concesso di unirsi in matrimonio nella prigione di Belmarsh,dopo i molti ricorsi di Stella Moris, che è anche parte del suo team legale.

Nel Dicembre 2021, la Camera dei Deputati ha appena respinto la mozione presentata dal gruppo Alternativa, on.Pino Cabras come primo firmatario, la cui approvazione permetteva di concedere a Julian Assange lo status di rifugiato politico. Un’altra vergogna italiana, in questa battaglia di civiltà. 

Nel frattempo Wikileaks continuava le pubblicazioni: nonostante l’esilio di Assange e l’esortazione assediante del Pentagono alla distruzione di tutto il materiale in loro possesso, in rete appaiono i Syria Files, oltre 2 milioni di email che smascherano il regime siriano di Bashar al-Asiad. Il resto è storia recente. 

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