domenica, Maggio 16

Julian Assange, i cinque momenti chiave del suo 'esilio' a Londra

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Sembra non esserci pace per Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. Nella mattinata di ieri la notizia, data dalla BBC, secondo cui il gruppo di lavoro Onu incaricato di dare un parere sulla sua condizione, ritenuta come ‘ingiusta detenzione’ dalla difesa, ha deciso di riconoscere le ragioni di Assange. Da tre anni si trova in ‘esilio’ forzato all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ma proprio nei giorni scorsi lo stesso Assange aveva affermato che, in caso di parere Onu sfavorevole, sarebbe stato pronto ad una svolta: «Accetterò di essere arrestato dalle autorità britanniche se l’Onu si esprimerà contro di me. Se tuttavia dovessi avere la meglio, mi aspetto l’immediata restituzione del mio passaporto e la fine di ulteriori tentativi di arrestarmi». Se confermato il parere, vorrebbe dire libertà per Assange. E invece ecco la doccia fredda: un portavoce di Downing Street ha infatti affermato che l’eventuale decisione Onu «non è legalmente vincolante». La Gran Bretagna «continua ad avere l’obbligo legale di estradarlo in Svezia», come previsto da un mandato di arresto europeo. Insomma tutto cambia, anzi no. Vediamo in questo video i cinque momenti chiave del suo ‘esilio forzato’ nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

https://www.youtube.com/watch?v=E1W1lT69z4o

(video tratti dai canali Youtube del The Telegraph e Reuters)

 

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