domenica, Ottobre 17

Jugoslavia: addio dopo 24 anni al Tpi Nel corso della sua attività il Tribunale ha incriminato 161 persone e ascoltato oltre 4.650 testimoni

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Ha chiuso i battenti dopo 24 anni il Tribunale Penale internazionale per i crimini nell’ex Jugoslavia (Tpi). Nel corso della sua attività il Tpi ha incriminato 161 persone e ascoltato oltre 4.650 testimoni: novanta imputati, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità, sono stati condannati, 19 sono stati prosciolti, 13 hanno visto i loro casi rinviati ad altri tribunali nazionali mentre altri 37 sono morti o hanno visto archiviare i loro casi.

Il tribunale era stato istituito nel 1993 da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: fu di fatto la prima corte internazionale ad essere creata ex novo dai tempi del processo di Norimberga ai criminali nazisti. Il Tpi e ha portato sul banco degli imputati l’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, il leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic e il generale Ratko Mladic. L’ultimo processo è stato però macchiato dal suicidio in aula dell’ex generale bosniaco Slobodan Praljak, dopo la conferma in appello della sua condanna a vent’anni di reclusione.

Tra i successi del Tpi l’accumulo di esperienza e testimonianza legale, e la produzione di un archivio di prove che saranno di aiuto per gli storici futuri del futuro. I pubblici ministeri hanno aperto la strada al concetto legale di ‘impresa criminale congiunta’ e la dottrina ha fatto affidamento sul legare gli imputati ad un piano comune di genocidio o crimini contro l’umanità.

Il procuratore capo uscente del Tpi, Serge Brammertz, ha ammesso lo scorso mese che il tribunale non ha ottenuto l’obiettivo della riconciliazione nell’ex Jugoslavia: «Come abbiamo visto … i crimini hanno lasciato ferite che non sono ancora guarite. I criminali di guerra condannati continuano a essere visti da molti come eroi, mentre le vittime e i sopravvissuti vengono ignorati e respinti».

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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