giovedì, Maggio 6

Joaquín Navarro Valls e quello stile che ha cambiato il modo di comunicare in Vaticano

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Si è spento all’età di 80 anni Joaquín Navarro Valls, direttore della Sala Stampa del Vaticano dal 1984 al 2006. Nato il 16 novembre 1936, a Cartagena, in Spagna, era prima di tutto un giornalista con alle spalle studi in medicina, con la specialità in psichiatria.

Nel 1984, con il suo ruolo in Vaticano, Navarro Valls è diventato un vero e proprio un punto di riferimento della Santa Sede. Seppe portare avanti il suo lavoro con discrezione e stile, forte di un rapporto strettissimo col pontefice polacco. All’epoca era era corrispondente da Roma quotidiano Abc e presidente della stampa estera in Italia: «Come si fa dire di no a un Papa?» ha ricordato in una intervista dove raccontava della chiamata ricevuta, la prima per un laico in quel ruolo, cosa che comportò un certo scalpore. Fondamentale sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, un vero e proprio ‘portavoce’ di Papa Wojtyla, perfetto per quel ruolo in un mondo in cui la comunicazione stava cambiando, soprattutto il modo di comunicare.

Impeccabile nell’affrontare casi spinosi come la crisi sulla pedofilia negli Usa, il doppio suicidio omicidio del comandante della Guardia Svizzera, Esterman di sua moglie Gladys e del soldato Tornay, e poi la malattia e gli ultimi giorni del papa polacco. Ma soprattutto capace di modernizzare la comunicazione del Vaticano. Tra i suoi meriti quello di avere dotato la sala stampa di un archivio online in grado di raccogliere tutti i discorsi, le omelie, i documenti riguardanti l’attività papale. Poi nel 2006 l’addio e l’elezione a presidente dell’Advisory Board dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e a presidente della Fondazione Telecom Italia.

Navarro Valls amava ripetere che fosse possibile convertire «il momento presente in qualcosa di straordinario, con quel valore che va oltre questa vita. Un tratto che ho visto sempre in loro era l’allegria. Sì, i santi sono sempre persone di buonumore».

(video tratti dai canali Youtube di ROME REPORTS in English ed Euronews)

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