venerdì, Maggio 14

Jiffy e la sfida del real time field_506ffb1d3dbe2

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Con i nuovi servizi di mobile payment, lo smartphone diventerà ben presto uno strumento più indispensabile di quanto già non lo sia. Non potrà che essere così, dal momento che la maggior parte delle banche europee dedica grande attenzione all’instant payment, che promette di coniugare un asset strategico come il conto corrente con il concetto di tempo reale. Jiffy (parola inglese che indica l’unità di misura corrispondente al tempo impiegato dalla luce per percorrere un centimetro) fa parte di questi progetti: sviluppato da Sia e lanciato a ottobre 2014, consente di inviare e ricevere denaro con il cellulare, attraverso un meccanismo che, per semplicità e velocità, ricorda quello di Whatsapp. Come spiegato nel sito di Jiffy, da pochi giorni online, per effettuare un pagamento è sufficiente avere a disposizione il numero di telefono del beneficiario, a cui il sistema associa il codice Iban del relativo conto. Si tratta di un servizio P2P (‘Person to person’), adottato finora da 13 istituti di credito italiani, che da soli corrispondono all80% dei circa 40 milioni di conti correnti nazionali: lo hanno scelto ad esempio Bnl, Cariparma, Carispezia, Friuladria, Gruppo Carige, Hello bank!, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, UniCredit e Widiba, a cui si aggiungeranno ben presto Banca Mediolanum, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Che Banca!, Gruppo Poste Italiane e Monte dei Paschi di Siena. I singoli sottoscrittori, invece, hanno superato quota 150mila.

L’origine di servizi di questo tipo risiede in parte nella preoccupazione, da parte delle banche europee, di essere scavalcate dai nuovi player presenti nel mondo dei pagamenti“, spiega Nicolò Romani, Head of Innovation Lab di Sia, facendo riferimento a soggetti come Apple e Google, che hanno lanciato sistemi (quali rispettivamente Apple Pay e Google Wallet) comodi, veloci e, soprattutto, collegati a società che vendono o producono apparati telefonici. “Il timore è che nei trasferimenti di denaro possa prima o poi venir meno il ruolo centrale degli istituti di credito”, prosegue Romani, “soprattutto in relazione a un’eventuale perdita di titolarità del cliente e, in generale, di valore economico. Riguardo a ciò, al momento esiste una competizione asimmetrica tra il settore bancario e i nuovi attori, che quando entrano in gioco sono solitamente molto aggressivi: basti pensare a quanto avvenuto in ambito musicale”. Il progetto generale dell’instant payment nasce dunque dall’esigenza del settore di offrire ai propri clienti una modalità di pagamento in tempo reale che sia semplice come i social network. Una delle prime iniziative in proposito fu, un paio di anni fa, Pingit: lanciato da Barclays, consentiva di trasferire denaro tra clienti del Regno Unito identificando il destinatario attraverso il numero di telefono. Jiffy è invece basato sul bonifico Sepa (Single Euro Payments Area) e perciò potenzialmente utilizzabile dagli oltre 400 mln di correntisti europei appartenenti all’area.

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