domenica, Ottobre 24

Jet abbattuto, aumenta il rischio di scontro Russia-NATO Mosca

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LO SCONTRO DELLE AMBIZIONI PERSONALI

Quest’abbattimento riflette gli smisurati ego dei capi di stato russo e turco, i quali stanno recitando da leader forti che non tornano mai sulle loro decisioni né scendono a compromessi durante una crisi. Putin è rimasto chiaramente turbato dall’azione della Turchia, partner economica ed energetica chiave per la Russia sin dal collasso dell’Unione Sovietica.

Il leader russo ha trovato particolarmente oltraggioso il fatto che Erdogan non solo non abbia porto le scuse per aver abbattuto l’aereo russo ma si sia addirittura rivolto alla NATO per cercare supporto. Putin accusa inoltre la Turchia di trarre profitto dal comprare petrolio economico dall’ISIS e sostiene che la leadership turca possa avere le mani in pasta in quel mercato.

Alcuni servizi dei media ipotizzano che il figlio di Erdogan, Bilal, possa essere coinvolto in quel mercato. Ciononostante Erdogan controbatte che le sue forze armate faranno lo stesso in caso di altre intrusioni, specificando che ha tentato di aprire un dialogo con Putin senza però porre le scuse ufficiali per l’aereo abbattuto. Ma il leader russo si è rifiutato di alzare la cornetta e il Cremlino ha lasciato senza risposta la richiesta di Erdogan di un faccia a faccia durante il summit internazionale sul clima di Parigi di lunedì scorso.

Putin ha descritto l’abbattimento dell’aereo russo come una mossa ‘irriguardosa e brutale’ per distruggere i legami amichevoli tra le due nazioni, e ha aggiunto che chiaramente intende farla pagare alla Turchia.

 

LE SANZIONI RUSSE

Il prezzo sarà alto, dato che la Russia è il primo partner economico della Turchia e, con i 25 miliardi di dollari dello scorso anno, la più grande fonte di importazione, perlopiù di forniture di gas. La Russia era anche la più importante destinazione delle esportazioni, per la maggior parte di prodotti tessili e agricoli, e le compagnie edili turche controllavano una considerevole fetta del mercato russo.

La Russia ha immediatamente sconsigliato ai propri cittadini di viaggiare in Turchia, e le agenzie turistiche russe hanno smesso di vendere pacchetti alla Turchia il giorno stesso che l’aereo è stato abbattuto. I doganieri russi hanno già avviato delle procedure di controllo sulle importazioni turche, bloccando virtualmente le spedizioni, e il Governo ha riferito che sta preparando una bozza per delle ampie sanzioni economiche. Venerdì scorso la Russia ha anche annunciato che taglierà le esenzioni dai visti con la Turchia a partire dal 1° gennaio. Le sanzioni economiche saranno piuttosto dolorose per la Turchia e ne rallenteranno la crescita economica, ma la Russia può rendere questa sofferenza ancora più acuta in altri modi.

Fino ad ora Mosca si è astenuta dal supportare i Curdi per paura delle ripercussioni di Ankara, ma potrebbe ora cambiare rotta. Supporto politico e rifornimenti di armi ai Curdi potrebbero incoraggiare i loro sforzi nel cercare di estrapolare uno stato indipendente nei territori di Iraq, Siria e Turchia, il che infliggerebbe un duro colpo ad Ankara e destabilizzerebbe le sue politiche domestiche.

Mosca potrebbe anche accennare un supporto al sogno cipriota di riunificazione, causando alla Turchia l’ulteriore preoccupazione di perdere la parte dell’isola sotto il suo controllo. D’altro canto non c’è molto che la Turchia possa fare in risposta. Se pressata spalle al muro potrebbe provare a intralciare i viaggi navali russi attraverso gli stretti turchi, ma i suoi analisti dicono che non può negare questi passaggi a causa della convenzione di Montreux del 1936, la quale ammette questo tipo di proibizioni solo in caso di formale stato di guerra.

Traduzione di Manuel Marini

 

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