lunedì, Maggio 10

Jet abbattuto, alta tensione Turchia – Russia

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E’ altissima la tensione tra Russia e Turchia dopo l’abbattimento di martedì del jet russo che Ankara accusa di aver sconfinato. Uno dei due piloti del Su-24 russo colpito ieri dagli F-16 turchi è stato messo in salvo. In Belgio polizia ed esercito hanno sventato un’ondata di attentati multipli grazie a una maxiretata nella notte tra lunedì e domenica. I ministri degli Esteri dei due Paesi hanno parlato al telefono nel primo contatto ufficiale fra i due Paesi. La Russia ha intensificato i raid aerei sulla provincia di Latakia. Gazprom interrompe le forniture di gas all’Ucraina, rischi per l’Europa. A Parigi, vertice tra il presidente francese Francois Hollande e il premier britannico David Cameron. Fonti Iraq: i jihadisti dello Stato islamico non possiedono armi chimiche. Is rivendica attentato di ieri a Tunisi, proclamato lo stato d’emergenza per 30 giorni. Tensioni in Cambogia. Avviato l’arbitrato internazionale sui confini marittimi tra Cina e Filippine. Il papa arriva in Kenya.

In una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il governo turco ha cercato di chiarire la dinamica dei fatti che ha portato ieri all’abbattimento di un jet russo sul confine con la Siria. Nella lettera, siglata dall’ambasciatore turco all’Onu, Halit Cevik, si spiega che due jet hanno violato lo spazio aereo turco continuativamente per 17 secondi, dopo ripetute violazioni nei minuti precedenti, volando a oltre un miglio dal confine. In seguito ai ripetuti avvertimenti, secondo la lettera, uno dei due jet è rientrato in Siria, mentre l’altro è stato colpito dagli F-16 inviati da Ankara. «Due Su-24, la cui nazionalità non era conosciuta al momento hanno approcciato lo spazio aereo turco all’altezza di Yayladagi, nella regione di Hatay, sono stati avvertiti 10 volte in un periodo di cinque minuti attraverso i canali per le emergenze ed è stato loro chiesto di cambiare la loro rotta dirigendosi verso sud», si legge nella lettera. «Ignorando questi avvertimenti i due aerei, a un’altitudine di 19.000 piedi, hanno violato lo spazio aereo turco rispettivamente a 1,36 e 1,15 miglia per 17 secondi alle 9:24’25 ora locale». Successivamente, uno dei due jet ha lasciato lo spazio turco, ma l’altro non lo ha fatto ed «è stato colpito, mentre era nello spazio aereo nazionale turco, dagli F-16 che pattugliano la zona, nel rispetto delle regole di ingaggio», prima di schiantarsi in territorio siriano. «Non ci sono terroristi di Daesh (l’Isis, ndr) nella regione di Bayirbucak a Latakia» nel nord-ovest Siria, abitata dalla minoranza turcomanna, dove ieri sono caduti i resti del jet. Lo ha sostenuto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, citato dall’agenzia di stampa statale Anadolu.

Uno dei due piloti del Su-24 russo colpito ieri dagli F-16 turchi è stato messo in salvo e si trova al momento a Hmeymim, base russa vicino Latakia, in Siria. Lo ha annunciato il ministro russo della Difesa, Sergei Shoygu, citato dall’agenzia Ria Novosti. «L’operazione di salvataggio è stata completata con successo. Il pilota è tornato alla nostra base. È sano e salvo». L’operazione di salvataggio è durata 12 ore e il ministro ha ringraziato «tutti i nostri uomini, che hanno rischiato la vita, lavorando di notte». «Ho dato la notizia al Comandante in Capo (il presidente Vladimir Putin, ndr) e lui mi ha chiesto di ringraziare tutto il personale che ha preso parte all’operazione». Ieri sera Ria Novosti aveva annunciato che uno dei due piloti russi del Su-24 abbattuto dai turchi è stato ucciso da un colpo sparato da terra mentre scendeva in paracadute dopo essere riuscito a catapultarsi fuori dall’abitacolo dell’aereo, secondo le informazioni preliminari raccolte dallo stato maggiore russo. I media turchi sostenevano invece che entrambi i piloti fossero salvi e che si stava trattando con i ribelli siriani per farli arrivare in Turchia.

«Una pericolosa escalation nei rapporti tra Nato e Russia, che non può essere giustificata con alcun interesse, compresa la protezione dei confini»: è la prima delle tre conseguenze delle «sconsiderate azioni criminali delle autorità turche che hanno abbattuto l’aereo russo» ieri, ha dichiarato il premier russo Dmitri MedvedevCon l’abbattimento del Su-24, «le lunghe relazioni di buon vicinato tra Russia e Turchia sono state minate», ha aggiunto Medvedev. Le «conseguenze dirette» potrebbero essere «la rinuncia a una serie di importanti progetti comuni e la perdita di posizione nel mercato russo da parte delle compagnie turche. Le lunghe relazioni di buon vicinato tra Russia e Turchia sono state minate, in particolare nella sfera economica e umanitaria» e «questo danno sarà duro da riparare», ha osservato il capo del governo russo. Le aziende turche sono molto presenti nel mercato russo, in particolare nell’ortofrutta, nei beni di consumo, nell’edilizia. Quanto ai progetti comuni, si spazia dalla costruzione di una centrale nucleare al gasdotto Turkish Stream.

Intanto si muove la diplomazia.  I ministri degli esteri di Russia e Turchia hanno parlato al telefono nel primo contatto ufficiale fra i due Paesi dopo l’abbattimento del jet. Lo ha riferito Sergei Lavrov precisando che Ankara ha espresso le condoglianze per la morte del pilota dell’aereo ma ha continuato a giustificare le azioni dei suoi jet, azioni che Mosca considera come «una provocazione pianificata in anticipo». «Non intendiamo andare in guerra contro la Turchia. Ma la normalizzazione delle relazioni con Ankara è possibile solo se riconosce che incidenti come quello di ieri sono assolutamente inaccettabili», ha aggiunto Lavrov, denunciando che la linea di contatto tecnica istituita fra militari turchi e russi non è stata impiegata ieri e che l’abbattimento è avvenuto dopo che Mosca aveva bombardato gli interessi del petrolio dell’Is. La raccomandazione ai russi di non recarsi in Turchia «è basata su dati oggettivi». «Non vogliamo provocare problemi artificiali alle compagnie turche e russe, ma non lasceremo le azioni di Ankara senza risposta», ha aggiunto.

Sempre oggi, il presidente americano Barack Obama e quello turco Recep Tayyip Erdogan hanno concordato sulla necessità di ridurre le tensioni a seguito dell’abbattimento ieri da parte delle forze turche di un caccia russo che secondo Ankara aveva violato lo spazio aereo turco. Nel corso di una conversazione telefonica, Obama e Erdogan hanno sottolineato l’importanza di una de-escalation della situazione e quella di garantire che simile incidenti non si ripetano, ha reso noto la Casa Bianca. Obama – hanno riferito fonti di Washington come di Ankara – ha espresso il sostegno americano e della Nato al diritto della Turchia di difendere la propria sovranità.

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