domenica, Novembre 28

Jeff Bezos inaugura il mercato del turismo spaziale Il 20 luglio il Presidente e fondatore di Amazon volerà sul lanciatore riutilizzabile New Shepard e sarà il primo volo turistico con equipaggio umano

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Domenico Modugno lanciò nel dicembre 1961 il brano ‘Selene’, scritto con Franco Migliacci e interpretato sia da solo che con Eddie Fisherin (uno dei mariti di Elisabeth Taylor) una straordinaria e purtroppo poco nota rappresentazione a due voci. Qualche anno prima, il 4 ottobre 1957 lo Sputnik fu il primo oggetto artificiale -una sfera di metallo levigata dal diametro di 58 cm.- mandato in orbita intorno alla Terra dal cosmodromo di Bajkonurd; e qualche mese prima della stampa del vinile, il 27enne maggiore delle Voenno-vozdušnye sily (le forze aeree sovietiche) Jurij Alekseevič Gagarin fu il primo uomo a volare nello spazio, portando a termine con successo la propria missione a bordo della nave spaziale Vostok per 108 minuti completando un’intera orbita ellittica tra 302 e 175 km, a una velocità di 27.400 km/h.

Era l’inizio del decennio che avrebbe visto gli americani piantare la bandiera stelle e strisce nel mar della Tranquillità. Il Mimmo nazionale cantava nei suoi versi che “sulla Luna il peso è la metà della metà” facendo sognare una generazione di ciccioni che guardarono il nostro satellite naturale come una meta ideale su cui andare a svernare.

Chi sa che Jeff Bezos quando ha annunciato che il 20 luglio volerà sul lanciatore riutilizzabile New Shepard non abbia pensato al fatto che negli ultimi anni ha messo qualche chilo di troppo e vuole andare lassù per non sentirseli.

Bezos –ce lo ricordiamo a noi che non frequentiamo i jet set internazionali- è un imprenditore statunitense di 55 anni, fondatore e Presidente di Amazon, la più grande società di commercio on line, proprietario di ‘The Washington Post’ e fondatore della società di start up per voli spaziali Blue Origin. Secondo la onnisciente rivista Forbes, al 10 giugno 2021 con un patrimonio stimato di 192,5 miliardi di dollari, Bezos risulta essere il secondo uomo più ricco al mondo. Personalmente non conosciamo il primo.

Di Amazon sappiamo tanto. Non sempre i confini tra realtà e fake sono molto definiti e non fanno parte di questo articolo. Mentre di Blue Origin ricordiamo che fu fondata nel 2000 con un’operazione commerciale alla chetichella, voluta per soddisfare la grande passione per il volo di Jeff ma più che altro motivata da una forte speculazione edilizia resa nota nel 2006 con l’acquisto di terreni nel Texas occidentale per costruirvi un impianto di lancio e test. Un’americanata? Forse e onestamente ci interessa poco. Più utile sapere che Jeff Bezos ha individuato un desiderio che molti abitanti del pianeta Terra hanno in sé fin dalla propria nascita. Quello cioè di galleggiare nell’aria così come si fa nell’acqua. In modo più costoso, complicato e con margini di rischio decisamente più alti, perché per ottenere questo effetto bisogna uscire dai perimetri dell’atmosfera terrestre, oltre la linea di Kármán. Ma le cose cambieranno.

Un visionario? Sono stati in molti a considerarlo tale, secondo un vecchio e superato modo per definire i malati di mente.

A noi sembra invece molto più sano di tanti altri benpensanti, dal momento che questa operazione lo vede protagonista e garante dell’affidabilità dei suoi mezzi visto che sale personalmente a bordo del suo vettore.

Non sono molti i progettisti di aerei che hanno stretto i comandi delle proprie creazioni per collaudarle!

Si apre un nuovo mercato? Sì, certamente. Non sono quelle missioni proposte dall’olandese Bas Lansdorp che con la promessa di stabilire una colonia permanente su Marte ha spillato un mucchio di quattrini a 2.761 volontari o forse a 200.000 come affermato dai media. Alla fine del 2016, per chi non lo ricorda, in modo furfantesco, lui stesso con un manipolo di mascalzoni arrivò ad annunziare che il primo sbarco di umani su Marte sarebbe stato programmato dal 2027 al 2031 ma all’inizio del 2019 la sua azienda Mars One chiuse definitivamente i battenti, interrompendo ogni speranza di continuazione del progetto senza restituire un centesimo di quanto raccolto. Val la pena anche ricordare che un gruppo di esperti del Massachusetts Institute of Technology ha bocciato il piano della missione di Lansdorp per troppi errori di calcolo e previsione e perché su questa base i sedicenti coloni avrebbero avuto al massimo 68 giorni di vita prima di morire per asfissia. Un caso tra tanti di truffa fomentati dalle emittenti televisive a dalle reti dei disinformati.

Quello di Bezos sarà il primo volo turistico con equipaggio umano. Su Instagram il magnate americano ha scritto: «Fin da quando avevo cinque anni, sognavo di viaggiare nello spazio». Giustamente. Se lo può permettere. Con lui, suo fratello Mark. Altra testimonianza di fiducia delle sue risorse!

Avanzava un posto a bordo e lo spirito commerciale non ha indugiato a venderlo. Al momento non sappiamo chi sia il passeggero. Non certo un poveraccio, quello che farà parte del primo carico pagante dello spazio compiendo un volo entro i 100 km. dalla superficie terrestre e che durerà in tutto dieci minuti.

Quanto all’ospite che paga, dicevamo che c’è il massimo riserbo. C’è stata un’asta online con quasi seimila persone. Ha vinto un Mr. X con un rilancio pagato 28 milioni di dollari. La cifra dovrebbe essere destinata alla fondazione di Blue Origin per sostenere percorsi nelle discipline di matematica e scienza dedicate alle future generazioni e alla ricerca spaziale.

Diciamocelo pure, la cifra è alta. Anzi è pazzesca ma se c’è qualcuno che ha scucito il grano, una ragione dovrà pur esserci. Del resto, i primi voli passeggeri sugli aerei transatlantici erano un bene destinato solo ad un’élite sceltissima e non bastava il reddito di un’intera vita di lavoro per sostenerne la spesa. Ora si può dire che costa più il parcheggio dell’automobile in un aeroporto internazionale che lo stesso volo tra due punti lontani. La massificazione dei viaggi e una spregiudicata politica di impresa hanno saputo compiere passi miracolosi. Un giorno anche i prezzi suborbitali saranno abbattuti. E l’Italia, dopo aver pagato i debiti di Alitalia e le super liquidazioni a chi l’ha sempre più affossata, potrebbe lasciar posto a qualche imprenditore capace, magari senza tessera di partito, né agganci a lobby fraterne di onnipotenti. Il tempo c’è. Non stiano a preoccuparsi troppo tutti gli incapaci che non sono riusciti a far margine nemmeno nei voli tra Roma e Milano, le tratte storicamente più remunerative. Forse ci sarà qualche Bezos made in Italy che guadagnerà portando a spasso i suoi clienti a peso zero.

Chi sa che non ci sia anche chi scrive a chiedere un passaggio…

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