sabato, Aprile 17

Jean Gabin, un rude e concreto eroe proletario

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Il 17 maggio 1904, al numero 23 di Boulevard Rochechouart, a Parigi, nasce il cantante e attore Jean Gabin. All’anagrafe viene registrato come Jean Alexis Moncorgé ed è figlio d’arte. Suo padre, infatti, è Ferdinand Joseph Moncorgé, un attore e cantante d’operetta conosciuto con il nome d’arte di  Ferdinand Gabin, mentre la madre, Hélène Petit, canta nei caffè concerto.

Il bambino non soffre certo di solitudine, visto che i suoi genitori prima di lui hanno messo al mondo altri sei figli tra maschi e femmine. In quel periodo il lavoro viene prima dei figli, soprattutto se si è costretti a fare i conti con la fragile sicurezza del mondo dello spettacolo. Per questa ragione i piccoli Moncorgé vengono spediti a Mériel du Val d’Oise, un tranquillo borgo di campagna. Qui, in una casa ai bordi della ferrovia, Jean è affidato alle cure della sorella maggiore Madeleine e cresce nella strada imparando molto presto a farsi rispettare.
Ha soltanto dieci anni quando nel corso di un improvvisato incontro di boxe con un suo coetaneo un colpo ben assestato gli frantuma il setto nasale regalandogli un profilo nuovo destinato a portargli tanta fortuna qualche anno dopo.
Nel 1919, dopo la morte della madre, lascia il liceo Janson de Sailly di Parigi, che frequenta con scarso profitto, e inizia a lavorare. Fa il fattorino della società elettrica parigina, il manovale in un cantiere edile, l’operaio in una fonderia, il magazziniere in un deposito di auto e lo strillone di giornali. Tenta anche, senza fortuna, di diventare macchinista ferroviario seguendo le orme del nonno materno.
A diciotto anni comincia a pensare al mondo dello spettacolo. Chiede un consiglio a suo padre che lo incoraggia e lo aiuta a muovere i primi passi presentandolo a Fréjol, il direttore delle Folies Bergère che lo scrittura come figurante e ne affida la formazione artistica al comico Charles Joseph Pasquier, conosciuto con il nome d’arte di Bach.
Il ragazzo, che ha scelto il nome d’arte di Jean Gabin in continuità con quello del padre, mostra di avere talento anche se l’esperienza viene interrotta dalla chiamata di leva in marina. Terminata l’esperienza torna in palcoscenico. A poco più di vent’anni le sue qualità e la sua formidabile faccia tosta gli fanno conquistare una discreta popolarità come cantante d’operetta ed eclettico intrattenitore di music hall.
Nel 1926 viene chiamato per il primo provino al Moulin Rouge, dove la sua riproposizione in chiave personale dello stile di Maurice Chevalier non sfugge a Mistinguett. La popolare e potente vedette del varietà francese lo vuole al suo fianco per la rivista ‘Paris qui tourne‘ nella quale Gabin canta per la prima volta l’indimenticabile ‘Java de Doudoune‘, un brano destinato ad accompagnarlo anche nei decenni successivi.

I successi nel varietà e nell’operetta non sfuggono alla nascente industria cinematografica francese che si sta rinnovando dopo l’avvento del sonoro. Grazie al lavoro di registi come Julien Duvivier, Jean Renoir, Marcel Carné, Jacques Becker e tanti altri il grande schermo diventa progressivamente la sua dimensione principale.
Lo chansonnier Jean Gabin si trasforma così uno degli attori simbolo della scuola realista. Interpreta il riscatto delle classi subalterne, portando sullo schermo gli eroi di un mondo precario, uomini capaci di reagire alle batoste della vita con la forza della disperazione.

Muore il 15 novembre 1976 all’ospedale di Neully sur Seine ucciso dalla leucemia che lo sta consumando da molto tempo. Ha settantadue anni. Per sua disposizione viene cremato e le sue ceneri disperse in mare venti miglia al largo delle coste bretoni.

https://www.youtube.com/watch?v=4fkJxvbIv5k

 

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