domenica, Giugno 26

IXPE, il programma che ci fa apprezzare gli scienziati dell’ASI. Loro sì!!! La prima missione interamente dedicata allo studio dell’universo attraverso la polarizzazione dei raggi X con una tecnologia in buona parte italiana

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È stato lanciato dalla base di cape Kennedy il telescopio spaziale IXPE (Imaging X-ray Polarimetry Explorer), a bordo di un vettore Falcon 9, che ormai sta dominando un mercato in continua espansione. IXPE è la prima missione interamente dedicata allo studio dell’universo attraverso la polarizzazione dei raggi X con una tecnologia in buona parte italiana. A bordo di IXPE sono installati tre telescopi con rivelatori sviluppati da un team di scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Il cuore dei telescopi, informa ASI, è rappresentato dai Gas Pixel Detector che sfruttano una tecnologia delle competenze maturate nel campo della fisica delle particelle e nello studio dell’universo nelle alte energie. IXPE, nella sua missione operativa, potrà misurare l’energia delle sorgenti celesti e per la prima volta ricavare, indicazioni dirette sulle caratteristiche dei campi elettromagnetici ad esse associati. Una collaborazione multidisciplinare di alto valore scientifico, ma anche perché rappresenta un dialogo aperto tra le comunità scientifiche nazionali.

Barbara Negri, responsabile del progetto per ASI, racconta soddisfatta: «Mi aspetto importanti risultati scientifici dalla missione IXPE, perché per la prima volta saranno effettuate misure della polarizzazione da sorgenti celesti che emettono in raggi X. L’Italia è partner della NASA in questa missione di breacktrough e ha fornito gli innovativi detector, frutto di 15 anni di investimenti dell’ASI per lo sviluppo dei prototipi».

Il satellite è stato posto su un’orbita equatoriale circolare a circa 600 km di quota con una inclinazione di soli 0,2 gradi. Durante i primi due anni di missione, IXPE aprirà una nuova finestra nell’astrofisica effettuando per la prima volta misure altamente sensibili di polarizzazione da sorgenti celesti che emettono in raggi X. IXPE fornirà misure contemporanee di polarizzazione, variabilità, spettrali e immagini, permettendo così di studiare la geometria e i processi fisici di emissione di radiazione e accelerazione di particelle, in ambienti con campi magnetici e gravitazionali estremi.

Seguita ancora Negri: «IXPE fa parte del programma SMEX di NASA, missioni impostate secondo il principio di ‘science for money’, che vuol dire realizzare una missione di rottura nel settore scientifico con un investimento che non deve superare i 180 milioni di dollari e una schedule basata su ‘fast track’ di tre anni. Il profilo temporale e il profilo di spesa sono costantemente monitorati da NASA che può decidere di annullare la missione se riscontra trend in violazione con i limiti di tempo e di spesa. Con queste premesse, l’Italia è riuscita a consegnare l’hardware di volo nei tempi previsti, sebbene sotto pandemia».

Marco Tavani presidente di INAF ha detto: «La missione IXPE in collaborazione con la NASA rappresenta un fondamentale traguardo che valorizza la grande tradizione dell’astrofisica italiana nello studio dell’Universo con i raggi X e gamma come già successo con le missioni spaziali BeppoSAX, AGILE e la partecipazione a Fermi». 

«IXPE osserverà l’universo sotto una luce nuova, nel vero senso della parola e ciò che gli consentirà di farlo è il suo innovativo cuore tecnologico tutto italiano, frutto di un lungo e importante lavoro di ricerca e sviluppo condotto completamente in house nei nostri laboratori delle Sezioni INFN di Pisa e Torino», sottolinea Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN.

L’ASI oltre a gestire la partecipazione italiana al programma IXPE fornisce il centro spaziale Luigi Broglio di Malindi in Kenya come stazione di terra primaria per il tracking del satellite supportata anche da Telespazio e lo Space Science Data Center (SSDC) presso la sede dell’Agenzia a Roma per le attività di elaborazione e analisi scientifica dei dati.

Un lavoro veramente ben fatto.

In questi giorni siamo stati molto critici con la gestione della nostra Agenzia Spaziale Italiana e ne confermiamo la scontentezza. Dal pregiatissimo quotidiano Repubblica, giunto alla notizia con un paio di settimane di ritardo rispetto a L’Indro, notiamo che sabato scorso, nel pezzo di Matteo Marini, anche i Sindacati hanno trovato preoccupante che a gestire i fondi del PNRR prestati all’Italia e destinati allo Spazio sarà l’Agenzia Spaziale Europea e non l’ASI. Magari tra un po’ anche dai troni del governo qualcuno recepirà questa incredibile situazione.

Ma sui tecnici e gli scienziati dell’ASI no. Su quelli non abbiamo dubbi. Ci basta quanto ha affermato Barbara Negri: «E ci siamo guadagnati così i complimenti della NASA!».

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