lunedì, Settembre 20

Ius soli, la nuova regione della musica field_506ffb1d3dbe2

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arezzo wave ius soli

Negli ultimi mesi uno dei tempi più caldi del dibattito politico è stato quello relativo allo ius soli, che si contrappone all’attuale regime di cittadinanza italiana, basato sullo ius sanguinis. Semplificando al massimo una materia assai complessa, noi siamo cittadini italiani se siamo nati in Italia da cittadini italiani. Restiamo italiani per sempre, sia se rimaniamo in patria che se ci trasferiamo all’estero. La soluzione opposta è quella prefigurata dai sostenitori dello ius soli: chi nasce in Italia è cittadino italiano e lo resta anche se si trasferisce altrove.

 Una soluzione alla quale non è per nulla favorevole Giovanni Sartori, autorevole politologo e opinionista , che nell’editoriale del ‘Corriere della Sera’ del 4 marzo ha scritto: «Al momento vorrei soltanto precisare che integrare non è lo stesso che assimilare, e che la integrazione in questione è soltanto l’integrazione etico-politica: l’accettazione della separazione tra Chiesa e Stato, tra religione e politica. Per i musulmani tutto è deciso dal volere di Allah, dal volere di Dio. Qui il potere discende soltanto dall’alto. Per le nostre democrazie, invece, il potere deriva dalla volontà popolare e quindi nasce dal basso, deve essere legittimato dal demos». In attesa che la politica nazionale affronti questa complessa e delicata questione, si è mobilitato il mondo della musica indipendente. Il festival Arezzo Wave, una delle manifestazioni musicali più longeve della Penisola, ha lanciato il contest ‘Arezzo Wave Ius Soli’,  concorso musicale  riservato a tutti i gruppi emergenti con almeno uno straniero di seconda generazione al loro interno.

Il contest è stato presentato in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati alla  quale hanno partecipato il presidente della Fondazione Arezzo Wave Italia Mauro Valenti, la giornalista e Governatore della regione autonoma Arezzo Wave Ius Soli Zeina Ayache, l’onorevole Khalid Chaouki, membro della Terza Commissione Affari Esteri, il rapper di origini egiziane Amir e la giornalista Samia Oursana. «Sono ventotto anni che il festival valorizza nuovi talenti italiani, e fino a oggi le iscrizioni sono state ben trentasettemila», ha sottolineato Mauro Valenti. «Sempre più nei gruppi abbondano giovani stranieri nati in Italia o che ci vivono e per questo abbiamo pensato che è arrivato il momento di dare loro un’occasione. Così abbiamo ideato Ius soli». Valenti ha aggiunto: «L’idea nasce dai numeri. Più di un milione di giovani nati in Italia o arrivati in tenerissima età, abitano la ‘Arezzo Wave Ius Soli’, una regione dinamica, vivace e perfettamente integrata nel nostro paese. È una regione simile al Trentino-AltoAdige per numero di abitanti, varietà di lingue e tradizioni culturali. E’ stato quindi naturale che questa “regione” fosse all’interno del progetto Arezzo Wave contest, che ormai da 28 anni è rivolto alla valorizzazione dei migliori musicisti italiani».

L’onorevole Khalid Chaouki, deputato del Partito Democratico di origini marocchine, ha dichiarato:  «L’Italia è cambiata per il contributo economico dato dagli immigrati e perché le nostre scuole sono piene di bambini stranieri. Ma anche perché i nuovi italiani non chiedono solo nuovi diritti, ma partecipano direttamente alla vita culturale e musicale del Paese». Il rapper Amir ha raccontato la sua esperienza come musicista: «Quando è uscito il mio primo disco, durante le interviste mi hanno spesso chiesto se preferissi mangiare la pasta o il kebab. Io spero che tra qualche anno non ci sia più il bisogno di individuare le diversità. Da allora è stata una sfida affermare il fatto che io mi sentissi italiano, fino ad arrivare al brano “Non sono un immigrato”, proprio per ribadire questo concetto. Io ho la cittadinanza italiana, ma sostengo fortemente la battaglia per lo ius soli».  

«Non vedo l’ora di ascoltare i progetti musicali di tutte la band appartenenti a questa regione e spero davvero che sia chiaro a tutti che non siamo qui per far politica, ma per raccontare la normalità artistica fatta di mix culturali e di generi musicali differenti che da sempre vivono i musicisti. La musica migliore è quella che nasce dalla contaminazione, perché non dovrebbe essere così anche per la nostra società?», si domanda la giornalista Zeina Ayache, designata simbolicamente Governatore della regione autonoma Arezzo Wave Ius Soli. «C’è una “regione” intera della nuova Italia che ha voglia di mostrare la propria peculiarità – ha concluso Samia Oursana – Portateci ciò che sapete fare».

 Tanti gli artisti, oggi famosi nel panorama nazionale, che hanno mosso i primi passi grazie a contest realizzati dalla Fondazione Arezzo Wave: dai Negrita ai Negramaro, passando per Carmen Consoli e Radiodervish. Secondo gli organizzatori «la multiculturalità è una realtà ormai radicata nel nostro paese. Ecco perché adesso la musica è capace di abbattere steccati, frontiere linguistiche, discriminazioni. E’ un acceleratore di emozioni che creano condivisione e socialità priva di pregiudizi».

  Per partecipare e prendere visione del bando di concorso è sufficiente collegarsi al sito www.arezzowave.com e inserire i propri dati entro il 15 aprile. Per partecipare al bando dell’‘Arezzo Wave Ius Soli’ è necessario che almeno un componente della band sia nato in Italia da un genitore straniero, oppure straniero che risiede nel nostro Paese dove svolge la sua attività artistica. Il concorso, come ha sottolineato il patron Valenti, è aperto a tutti i generi musicali, i brani possono essere anche solo strumentali ed è completamente gratuito.

Dopo la fase dell’ascolto dei brani inviati per l’iscrizione al contest Arezzo Wave Band 2014, le giurie di tutte le regioni d’Italia selezioneranno le band che suoneranno live. Il vincitore del concorso si esibirà sul palco del prossimo Arezzo Wave, in programma dal 18 al 20 luglio a Villa Severi. In palio 1.000 euro di borsa di studio, offerta dalla Siae. Il vincitore avrà inoltre  la possibilità di suonare al prestigioso  CMJ Music Marathon, che si terrà a New York dal 21 al 25 ottobre, festival che richiama ogni anno 120.000 tra artisti, produttori, promoter e addetti ai lavori del mondo della musica.

 

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