giovedì, Settembre 16

Italy, Ciao For Now Il nuovo vocabolario degli Italians in London

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Nel 2005 gli Italiani emigrati a Londra raggiungevano la cifra di venticinque mila unità. Nel 2014 l’incremento è salito di oltre sessanta punti percentuali. Gli Italiani che vivono e lavorano a Londra sono, secondo gli studi rilevati dal British National Institute oltre 40 mila, ossia un numero maggiore rispetto agli abitanti in una città media in Italia.

Questo esercito di immigrati ‘made in Italy’ si trovano sempre più spesso in contatto tra loro e con il passare del tempo, quando iniziano ad acquisire vocaboli inglesi spesso li adattano all’italiano nelle loro conversazioni. I nuovi idiomi che mischiano l’inglese e l’Italiano sono sempre piu frequenti e usati. Gli esempi sono molti e variano a seconda della situazione.

Per etichettare un prodotto poco costoso o con un prezzo super scontato gli Italians in London usano la parola cheapissimo, che nella nuova lingua Italian-British diventa il superlativo assoluto di cheap, aggettivo che significa economico. Una volta che l’immigrato italiano impara ad usare l’aggettivo cool – si legge cul – nell’accezione che vuol dire fantastico, lo inserisce costantemente nelle conversazioni con i connazionali. Un evento, un capo di abbigliamento, una nuova attività o un lavoro diventano cool. ‘  E’ cool’, ‘Sembra cool’ ‘Sarebbe cool se..’. Strano a dirsi ma fantastic, la parola inglese che significa fantastico e che per assonanza somiglia molto di più  all’italiano non viene utilizzata molto.

Oltre ai nuovi idiomi i verbi inglesi vengono italianizzati specialmente aggiungendo al verbo la desinenza ‘are’. Print, che significa stampare, viene usato nelle conversazioni giornaliere come printare o prinato. ‘ Devo printare i files’ ‘ Ho printato tutto’ (ossia ho stampato tutto).

Oltre a print, anche altri verbi inglesi charge – far pagare, addebitare – , swap scambiare subiscono la stessa ‘italianizzazione’. Mi hanno chargiato solo 20 pounds’, tradotto in italiano correto: ‘Mi hanno fatto pagare solo venti pounds’. ‘Ho swappato il mio shift con il mio collega’, ossia ‘ Ho cambiato il turno ( shift) con il mio collega’. Quando si fa la fila nei bagni dei pub o dei ristoranti, il bagno non più occupato ma busy, e la fila diventa la que.

Sto facendo la que (la fila) per andare al bagno. I bagni sono tutti busy (occupati). Per spostarsi gli Italians in London usano il bus, pronunciato all’inglese bas, e non l’autobus, e la metro diventa la tube. Acquisiscono e usano frequentemente le frasi ideomatiche inglesi. Quando piove non pronunciano quasi più la celeberrima frase: ‘Piove governo ladro’ ma ‘It’s raining cats and dog’, letteralmente: ‘Stanno piovendo cani e gatti’. Oppure, per descrire qualcosa di veramente basilare dicono: ‘Easy peacy lemon squizy , ‘Facile come spremere un limone’.

Il padrone di casa è il landolord e i coinquilini diventano i flatemates. La colazione è il breakfast e la pausa è il break. Queste e altre tantissime parole compongono ogni giorno i discorsi degli italiani a Londra. Quasi completamente spariti le parole lavoro, banca e carta di credito. I nuovi vocaboli usati vengono tradotti automaticamente in inglese. I nuovi idiomi degli italiani sono anche entrati nel modo di parlare inglese. Oltre cappucino, latte, pizza e pasta, gli inglesi sembrano iniziare a subire l’influenza linguistica degli italiani e le scuole di Italiano a Londra hanno constantemente nuovie iscrizioni.

Grazie al film di Sorrentino, vincitore del premio Oscar, ‘La grande Bellezza’ gli inglesi usano il titolo del film per esprimire ammirazione o profondo gradimento, soprattutto quando si trovano ad interaggire con persone provenienti dall’Italia. Forse in passato la frase celebre italiana maggiormente usata all’estero era ‘Ciao Bella’. Oggi, nella city, si sente usare maggiormente ‘Ciao for Now’, ossia ciao per ora. La cosa sorprendente è che Ciao for Now e’ usata sia dagli Iitaliani che dagli inglesi. Viste le statistiche che prevedono nuovi arrivi di italiani a Londra c’ è da scommetere che per i nuovi emigrati ‘made in Italy’ il Ciao al Bel Paese non è un arrivederci momentaneo ’ ma forse, per alcuni, magari piu’ fortunati,  diventera’ for ever – per sempre.

 

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