mercoledì, Dicembre 1

Italicum: rimandato alla Corte Costituzionale field_506ffbaa4a8d4

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L’Italicum potrebbe sopravvivere, non si tratterebbe di stravolgere nuovamente il testo. Se si annulla il premio di maggioranza e le modalità con cui viene dato, semplicemente non ci sarà più e si andrà al voto. In base ai voti c’è una formula per distribuire i seggi. Prima si deve fare il calcolo di quanti seggi vengono dati, dopodiché si va a vedere se la lista che ha preso più voti ha almeno 340 seggi. Se non li ha si dà il premio di maggioranza, se li ha la legge funziona benissimo anche senza premio. Se nel caso in cui, dopo le modifiche, non rimanesse una legge applicabile, allora sarà compito del legislatore, tra diverse soluzioni, rendere costituzionale la legge”.

Ho portato avanti questo ricorso non solo perché sono un giurista, ma perché ritengo che quel tipo di legge con l’entità del premio e le modalità con cui viene dato, viola la nostra Costituzione. Ci sono altri giuristi che ritengono l’Italicum perfettamente costituzionale. Questa ordinanza (del Tribunale di Messina) dice che i dubbi di costituzionalità non sono manifestamente infondati. Esiste un dubbio. Siccome da noi i controlli di costituzionalità, a differenza dei Paesi di common law dove vengono effettuati dal singolo giudice che è investito dalla causa, sono rimandati ad un organo specifico che è la Corte Costituzionale. Anche l’incostituzionalità del porcellum l’avevo sollevata al tempo dell’ammissione dei referendum e sono uscite due sentenze che davano atto che esisteva un dubbio ma che non si poteva intervenire in quel momento. Incaricava il legislatore, e purtroppo dal 2008 non è stato fatto nulla fino a che non è intervenuto un nuovo annullamento”.

Il tempo è un fattore importante, ecco perché l’avvocato Besostri sottolinea il fatto che è stato portato avanti più di un ricorso. “Non si può contare su un giudice solo. Così evitiamo di arrivare alla Corte dopo sei anni”.  Fa comunque sorridere il fatto che siamo di nuovo a parlare dell’Italicum a meno di un anno dalla sua approvazione.  Non c’è stato un dibattito. Le ragioni dei pro e dei contro non sono state veicolate dai mezzi di informazione, se ne occupano ora perché c’è un’ordinanza. Nessuno ha pensato all’ipotesi che due liste possano superare il 40%. Non possono fare il ballottaggio ma non c’è nemmeno una norma chiara che dica a chi va il premio di maggioranza. Non è previsto il ballottaggio per due liste che superano il 40%. Sarebbe stato giusto e sacrosanto in questo caso. Questo sarebbe il caso in cui la governabilità diventa sacrosanta e i cittadini potrebbero decidere direttamente chi deve governare. Per la fretta si sono dimenticati di regolare questa possibilità. Hanno messo la soglia del 40% perché nessuno, secondo gli ultimi sondaggi, l’aveva raggiunta. Hanno fissato una soglia alta per dare il premio di maggioranza ad una lista molto rappresentativa e non hanno pensato che potevano essere due. In questo caso il premio di maggioranza è inversamente proporzionale al consenso elettorale”.

 

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