giovedì, Settembre 23

'Italicum legge di regime' field_506ffb1d3dbe2

0

Ferrer


L’Italicum, la proposta di legge elettorale targata Renzi-Berlusconi, ha un obiettivo chiaro e dichiarato:  tenere fuori dal Parlamento le minoranze.  Si profila, così, una legge che rischia di tenere fuori, in spregio, secondo alcuni, alla rappresentanza che la Costituzione avrebbe voluto invece garantire, i piccoli partiti dal Parlamento, riducendoli, di fatto, a forze extraparlamentari. Il bipolarismo viene in qualche modo superato dal bipartitismo  –se non dal tripartitismo, prevedendo la tenuta del Movimento Cinque Stelle.
A sinistra tante forze rischiano  di restare escluse. L’Italicum rischia inoltre di ingrossare il già elevato numero delle astensioni, dando forza a quel trend che ha caratterizzato le recenti consultazioni elettorali.

Paolo Ferrero, Segretario di Rifondazione Comunista, su questa proposta non usa mezzi termini e commenta: “è una schifezza”, ci dice. 

Paolo Ferrero, quale è il suo giudizio su questa proposta di legge elettorale?
Questa è una vera legge di regime, peggio del Porcellum, perché come il Porcellum ha il premio di maggioranza cioè l’idea che ci vince piglia tutto e questo è come il Porcellum. Ed è gravissimo che dopo la sentenza della Consulta che la ha dichiarata incostituzionale Renzi riproponga una legge che è incostituzionale come quella. E in più del Porcellum questa abolisce anche il pluralismo delle minoranze, perché con l’altra legge alla fine era possibile avere anche delle minoranze, anche piccole. Invece qui la logica che viene fuori e che c’è chi arriva ‘uno’ vince e fa quello che vuole e poi c’è chi arriva due, tre. E tutti gli altri fuori.  E quindi è un un’idea di distruzione del pluralismo politico in Italia riducendo la cosa grandi agenzie che si autolegittimano l’una con l’altra.

In queste condizioni Rifondazione Comunista come si prepara alle elezioni?
Per quelle nazionali vedremo. Intanto ci prepariamo ad una battaglia contro questa legge. Il problema è costruire una sinistra più ampia totalmente autonoma e contrapposta al progetto del Pd, una sinistra fuori da questo schema, che riesca a costruire delle basi di massa.

Per battaglia cosa intende? Ricorrendo alla Consulta?
Quello del ricorso eventuale ci sta tutto. Nello specifico secondo me si tratta di intrecciare la battaglia sociale contro la austerità con questa battaglia contro la democrazia. Perché è evidente che stanno a braccetto le politiche di austerità che distruggono  i diritti con le politiche che demoliscono le democrazie. Sono le due facce della stessa medaglia. Quindi per contenere questa spinta antidemocratica una delle cose migliori da fare e riprendere il conflitto sulle questioni sociali.

Parla di sinistra allargata. A chi si riferisce?
Penso che bisogna riuscire a mettere insieme le varie forze, intendo comitati, associazioni, singole persone in un processo di aggregazione di tutti quelli che vogliono fare una sinistra autonoma dal Partito Democratico e dal centrosinistra.

Anche Azione Civile di Ingroia?
Se son disponibili… Il punto è semplicemente politico. Smetterla di seguire il Pd col cappello in mano. Smetterla di aspettare che il Pd faccia l’elemosina. Il punto politico che pongo io. Io col Pd non ci voglio andare. Penso che bisogno costruire una alternativa a quella schifezza. L’unità della sinistra, per me quindi, è di tutti quelli che la smettono di aspettare che il segretario del Pd racconti la barzelletta per potersi mettere a ridere. Non so se è chiaro. Ci vuole l’autonomia non la sudditanza e l’attesa trepida che quello ci faccia l’occhiolino?

Una ‘schifezza’ trasversale, Renzi-Berlusconi!
Renzi per riuscire a fare una legge schifosa di questo tipo doveva far l’accordo con Berlusconi. Lui senza alcun problema, l’ha fatto. E’ evidente. Se non l’avesse fatta con Berlusconi non sarebbe mai riuscito a lanciare una proposta così schifosa. E’ come i governi di Unità Nazionale le schifezze vere si fanno tutti insieme perché nessuno ha la forza di fare una vera schifezza da solo.

La responsabilità del primo sbarramento è di Veltroni o no col famoso ‘voto utile’?
Veltroni rispetto al 2008 per le Europee ma la cosa è avvenuta prima, tutte le stupidaggini di Occhetto che ha appoggiato il referendum di Segni sul superamento del proporzionale. E iniziato agli inizi degli anni Novanta col Partito di Occhietto, poi è proseguito col Pds, poi è proseguito con Veltroni e adesso prosegue con Renzi. E’ sempre lo stesso indirizzo. Trasformare la democrazia in una oligarchia alla quale possono partecipare solo in due o tre cioè quelli che sono pieni di soldi e in generale i soldi glieli danno i banchieri.

Grillo come lo vede in questo contesto?
Sarebbe il terzo incomodo, ma appunto hanno deciso a questo punto di avere questi tre. Perché quella legge è stata fatta appunto per avere questi tre: Berlusconi, Renzi e Grillo. Fuori tutto il resto.

All’interno di Rifondazione p stato eletto Segretario con molta difficoltà e con una forte astensione. C’è rischio di una scissione o no?
No, francamente non mi sembra proprio. C’è un 25 per cento a sinistra, un 25 per cento a destra e un 50 per cento che sta al centro che avanza le proposte. Questa è la una situazione di un partito che non ha un maggioritario che ha una ala un poi più moderata, un’ala più di sinistra e una gestione di centro. Questa è la situazione.

Si sente legittimato pienamente?
Non è che ‘mi sento’ … Le regole son quelle.  Penso anche sia il progetto che sia l’unico che effettivamente può tenere insieme Rifondazione.

Liberazione’ potrà tornare ad essere stampato?
Assolutamente no, non ci sono i soldi per farlo.

Non state cercando soluzioni per ricreare la testate?
Le soluzioni si chiamano biglietti. I nostri iscritti sono compagni che fanno sottoscrizioni. Noi non abbiamo un finanziamento pubblico. Non ci sono le condizioni … Costerebbe almeno un milione di euro. Ci abbiamo rimesso nel complesso 10 milioni…

I sondaggi danno Rifondazione Comunista all’1 per cento. E’ un dato reale, ottimista o peggiorativo secondo lei?
Francamente non tutti i sondaggi ci sondano. Non in tutti i sondaggi viene fatta la domanda Ad oggi il problema è mettere insieme le forze per costruire una sinistra. Non è di stare a discutere se l’1, l’1,5, il 2 per cento perché il risultato non cambia. C’è un problema di unire tutte le forze della sinistra che siano disponibili a costruire una sinistra autonoma dal Pd.

Il suo prossimo passo qual è al riguardo?
Discutere per una lista per le europee che abbia queste caratteristiche.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->