lunedì, Settembre 20

Italiani rapiti, nessuna rivendicazione field_506ffbaa4a8d4

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«Freedom for Gino, Filippo, Salvo, Fausto». È il messaggio comparso nel compound di Wafa, dove lavora la Bonatti di Parma, scritto da chi in queste ore è in attesa di capire chi ha rapito i quattro italiani e dove sono stati portati. Per le famiglie di Fausto Piano, Gino Pollicardo, Filippo Calcagno e Salvatore Failla, dunque, sono davvero delle ore terribili e la Farnesina mantiene uno stretto riserbo sulle indagini. Per il momento sembra che non ci sia nessuna traccia dei rapitori, ma secondo l’intelligence italiana si tratterebbe di un sequestro a scopo estorsivo. Al caso si sono interessati il Governo italiano, certamente, ma anche l’Onu, che proprio questa mattina, attraverso le parole dell’inviato speciale per la Libia Bernardino Leon ha chiesto «il rilascio immediato e senza condizioni dei quattro tecnici italiani» E anche il capo del governo di Tobruk, Abdullah al-Thani, ha annunciato di aver avviato delle indagini interne. «Abbiamo iniziato le operazioni di ricerca» ha detto il Premier libico «e non rinunceremo a ogni sforzo per proteggere la loro integrità, essendo loro impiegati dell’Ente petrolifero nazionale libico». Il caso ha voluto che il rapimento avvenisse proprio nei giorni in cui il Paese nord africano è al centro del dibattito politico, in seguito all’accordo stipulato il 12 luglio scorso in Marocco. «L’Italia darà un contributo molto importante alla Libia una volta raggiunto un accordo e un governo di unità nazionale» ha detto il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni «ma questo non significa immaginare spedizioni di migliaia di uomini».

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